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Tutti gli Oscar 2016, da DiCaprio a Spotlight, Sam Smith ed il grande Ennio Morricone

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Ci sono mattine in cui stropicciandoti gli occhi – tra uno sbadiglio che sa ancora di sonno e un caffè – accendi meccanicamente la tv, e scorrendo il notiziario ti fermi, con la tazzina bollente a mezz’aria, a fissare lo schermo.

Sei lì, ebete nella tua piccolezza, a sentirti per una volta orgoglioso di essere italiano.

Una sensazione che non proviamo spesso.

Guardi con avida ammirazione quei 2 minuti di premiazione – agli Oscar 2016, premiazione che ha avuto luogo (nella notte tra il 28/29 febbraio per l’Italia) sul palco del Dolby Theater di Los Angeles – di uno degli ultimi geni musicali che può vantare l’Italia.

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Ennio Morricone – 87 anni – il prestigioso compositore made in Italy, che ha attraversato, segnandola, la scena musicale mondiale, a partire dagli anni ’50 fino ad oggi, vince l’Oscar per la miglior colonna sonora originale nel film The Hateful Eight.

Dopo anni di nomination andate a vuoto – nel 1978 per I giorni del cielo, nel 1986 per Mission, nel 1987 per Gli Intoccabili, nel 1991 per Bugsy, e nel 2000 per Malena -, e un Oscar alla carriera, conferito nel 2007, il compositore italiano, che nella sua lunga carriera ha accumulato una notevole sfilza di premi e riconoscimenti (l’ultimo – in ordine di tempo – il Golden Globe vinto nella notte dell’11 gennaio scorso) riceve finalmente l’Oscar per una delle sue straordinarie colonne sonore.

Il maestro, visibilmente emozionato, ha raggiunto il palco accompagnato dal figlio Giovanni, mentre in sottofondo si levava doverosa e spontanea una standing ovation in suo onore, e con voce rotta dalla commozione, stringendo in mano un foglietto su cui aveva appuntato di suo pugno i ringraziamenti, ci ha impartito una delle più grandi lezioni di umiltà.

Morricone, con la semplicità dei grandi – quella di chi, nonostante l’indiscusso talento, resta ancora incredulo di fronte a un meritato riconoscimento – ha avuto come primo pensiero un sentito ringraziamento a chi gli ha “permesso” di essere lì.

“Buonasera signori, ringrazio l’Academy per il prestigioso riconoscimento. Il mio pensiero va agli altri candidati e in particolare allo stimato John Williams (Star Wars). Non c’è musica importante se non c’è un grande film che la ispiri; ringrazio quindi Quentin Tarantino per avermi scelto e il produttore Harvey Weinstein e tutta la troupe del film. Dedico questa musica e questa vittoria a mia moglie Maria”.

Poche parole, che colpiscono immediatamente chi le ascolta, pronunciate con l’umiltà e la spontaneità che solo i veri grandi conoscono. Di chi pensa – nonostante possa permetterselo – che niente gli è dovuto.

E la grandezza di Morricone s’intuisce anche dalla sua schiettezza, quando raggiunto telefonicamente da Sky, dichiara: ” non è la mia migliore colonna sonora, è un risarcimento”.

Queste parole, cari saputelli dei social, incartatele e portatele a casa. Voi che vi sentite tanto “grandi” da arroccarvi il diritto di poter criticare un genio della musica, voi, che nella vostra supponenza, non sareste mai cosi onesti nel giudicare il vostro ben più modesto operato.

Qui sta la grandezza di Morricone, da cui ognuno di noi può trarre insegnamento. La grandezza del genio nella sua semplicità.

Tutti possiamo parlare di Morricone, ma non tutti possiamo “essere”Morricone.

Due giorni dopo la stella sulla Walk of Fame (tredicesimo italiano) l’Oscar corona un anno davvero speciale per il maestro, che festeggia quest’anno sessant’anni di carriera.

Questa mattina, con gli occhi ancora“impastati” di sonno, ci siamo sentiti per una volta grandi nel mondo, grazie a un grande uomo.

Grazie Maestro. Chapeau.

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Gli Oscar 2016 consacrano finalmente anche Leonardo Di Caprio – come miglior attore protagonista – per il film The Revenant.

Dopo altri tentativi – non andati a buon fine – l’attore vince, meritatamente, l’importante riconoscimento, e ringrazia con un discorso tra i più incisivi degli ultimi anni.

Nel 2015 siamo dovuti andare al Polo Sud per trovare la neve. Il cambiamento climatico sta minacciando la specie umana. Dobbiamo lavorare insieme e smetterla di posticipare, smetterla di sostenere leader che parlano per chi inquina ma non per i figli dei nostri figli e per gli indigeni che saranno toccati da questi cambiamenti. Non diamo per scontato questo pianeta, così come io non davo per scontata questa serata”.

Photo by Chris Pizzello/Invision/AP
Photo by Chris Pizzello/Invision/AP


Il caso Spotlight
vince nella categoria Miglior film, raccontando come il quotidiano Boston Globe riuscì a smascherare lo scandalo dei preti pedofili.

Questo premio dà voce ai sopravvissuti. Una voce che arriverà al Vaticano. Papa Francesco, è arrivato il momento di proteggere i bambini“, dice Michael Sugar, produttore del film.

Lady Gaga è stata un’altra delle protagoniste più acclamate della serata, guadagnandosi una standing ovation per la sua esibizione nel brano Til It Happens To Yoy – che aveva ricevuto una nomination nella categoria Miglior canzone – brano che tratta della lotta contro la violenza sulle donne.

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E’ Sam Smith a scippare l’Oscar a Gaga, che applaude comunque partecipe il sentito discorso del cantante inglese, sulla comunità LGBT.

Ho letto che nessun uomo apertamente gay ha mai vinto un Oscar, che sia vero o meno, io voglio dedicare questo premio a tutta la comunità LGBT in tutto il mondo! Io sono qui su questo palco da fiero uomo gay e spero che un giorno vivremo tutti insieme nell’uguaglianza”.

La serata ha avuto come tema dominante la questione del presunto razzismo nel cinema americano; questa edizione è stata infatti costellata da polemiche per la mancata inclusione di attori e attrici neri tra i nominati ai premi.

L’attore e comico Chris Rock – che ha condotto la cerimonia di premiazione – se n’è occupato nel suo monologo d’apertura, coadiuvato dall’intervento di altri attori, che saliti sul palco, hanno affrontato l’argomento – in maniera più o meno scherzosa.

Durante la cerimonia, la presidente dell’Academy, che si chiama Cheryl Boone Isaacs ed è una donna nera, ha confermato che saranno presi provvedimenti per invertire la tendenza a escludere gli afroamericani dai premi.

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Ecco infine la lista completa dei premi assegnati all’88esima edizione degli Oscar:

MIGLIOR FILM: Spotlight
MIGLIOR REGIA: Alejandro González Iñárritu
MIGLIOR ATTORE: Leonardo DiCaprio
MIGLIOR ATTRICE: Brie Larson
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Mark Rylance
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Alicia Vikander
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Spotlight
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: La Grande Scommessa
MIGLIOR FILM STRANIERO: Il Figlio di Saul
MIGLIOR FILM ANIMAZIONE: Inside Out
MIGLIOR FOTOGRAFIA: The Revenant
MIGLIOR SCENOGRAFIA: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR MONTAGGIO: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR COLONNA SONORA: Ennio Morricone (The Hateful Eight)
MIGLIOR CANZONE: Writing’s on the Wall (Spectre)
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Ex Machina
MIGLIOR SONORO: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR COSTUMI: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR TRUCCO: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR DOCUMENTARIO: Amy
MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO: A Girl in the River: the price of forgiveness
MIGLIOR CORTO: Stutterer
MIGLIOR CORTO D’ANIMAZIONE: Bear Story

 

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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