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martedì, Dicembre 1, 2020

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ALFREDO GOLINO E I TRI(O) KÀLA – INTERVISTA

Voto Autore

di Athos Enrile

Tre grandi professionisti, tre amici, tre amanti del jazz, sintetizzano in un album – omonimo – le esperienze comuni e la loro voglia di lasciare testimonianza concreta del loro consolidato legame: la costruzione e il rilascio di un album rappresenta sicuramente un segno indelebile di “ un tacito accordo tra persone sensibili e virtuose”.

Il nome scelto è quello di TRI (O) KÀLA, che unisce il percorso di Rita Marcotulli al pianoforte, Alfredo Golino alla batteria e Ares Tavolazzi al contrabbasso.

Nomi importanti che hanno lasciato il segno, e sarà facile reperire i loro incredibili percorsi musicali, nel caso si volesse scendere nei dettagli.

Il jazz è libertà estrema all’interno di schemi codificati, con largo spazio all’improvvisazione, alla dimostrazione di competenze specifiche, alla poliritmia, alle progressioni armoniche inusuali se comparate agli standard, e tutto questo si è trasformato nel tempo, passando dallo status di fenomeno sociale a genere musicale tra i più longevi, seguiti e oggetto di contaminazione per molte altre forme, dalla canzone leggera alla più impegnativa musica progressiva. Resta tuttavia la musica di cui usufruisce una nicchia di appassionati.

In questo senso il lavoro del TRI (O) KÀLA mi sembra tra i più meritevoli di attenzione, perché i presupposti conducono alla speranza di molteplici risultati.

Se da un lato la motivazione dell’album ha a che fare con felici aspetti relazionali – situazione che sicuramente emerge maggiormente nelle situazioni live e contribuisce a creare un rapporto osmotico con il pubblico – dall’altro si può sottolineare un forte elemento didattico, non certo obiettivo pianificato come emerge nell’intervista a seguire, ma logica conseguenza dell’intero progetto. Provo a chiarire.

L’operazione messa in opera è quella di rivisitare brani pop – a fine articolo la lista dei nove brani – fornendo loro una chiave jazz. Spesso i nomi e le definizioni diventano baluardo insormontabile, un freno al “saperne di più”. Ma utilizzare un brano popolare, fornire una cornice nuova, colorare la materia, proporre una nuova luce, potrebbe essere il passepartout per decodificare ciò che spesso appare di difficile fruizione.

Prendiamo un brano come “Sunny”, nato negli anni sessanta e oggetto di centinaia di coverizzazioni: su una melodia inconfondibile tracciata dal piano Rita Marcotulli interviene una sezione ritmica che sembra anch’essa portatrice del tema principale: una magia nonostante l’apparente contraddizione in termini.

Naturalmente l’album si può interiorizzare senza razionalità, liberi da pensieri e condizionamenti, lasciando che sia il corpo a rispondere alle emozioni: in quel caso i brividi arriveranno copiosi, purché, come chiosavo inizialmente, anche l’ascoltatore risulti un pò “sensibile e virtuoso”.

Ed ora la parola al campo, o meglio, al palco, luogo in cui ogni alchimia si può compiere.

Ma leggiamo il pensiero di uno dei protagonisti…

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INTERVISTA AD ALFREDO GOLINO

Domanda d’obbligo: come nasce il progetto “Trio Kàla”?

Il progetto nasce soprattutto dal nostro rapporto di grande stima professionale e di amicizia consolidata nel tempo, ci dicevamo da un pò di ritrovarci…

Tre grandi musicisti non determinano automaticamente la qualità del risultato finale: qual è il collante del vostro ensemble?

Determinante l’apertura mentale, la libertà artistica e la volontà di fare  musica che ci rappresentasse e che volevamo trasmettere e da portare  poi dal vivo.

Che cosa significa nel vostro caso la rivisitazione in chiave jazz di brani pop? Divertimento? La voglia di fornire nuovo volto a brani nati con altro DNA? La dimostrazione che la musica non ha bisogno di etichette o barriere o… cos’altro?

Un pò tutte queste cose insieme, le nostre strade sono molto simili, tanta esperienza e tantissime collaborazioni e contaminazioni che stimolano e permettono di non tralasciare niente e di dare voce alla creatività, appunto senza etichette o barriere o condizionamento da mercato.

Con quale criterio sono stati scelti i vari pezzi? E’ stato complicato trovare l’accordo per la tracklist?

Non è stato difficile, siamo partiti da alcuni brani scritti da Rita,  poi ognuno ha proposto di rivisitare canzoni che in qualche modo ci univano, anche legate a esperienze vissute insieme.

Il jazz – non solo quello – resta musica di nicchia: potrebbe essere il vostro un modo per avvicinare… un pubblico ignaro e dedito a sonorità più “leggere”?

Sinceramente abbiamo solo pensato ad esprimere la nostra musica, dando una nostra interpretazione soprattutto nei brani pop, rispettando la composizione, certo con l’intenzione di arrivare stimolare e interessare, il Jazz viene considerato di nicchia ma ha grandi possibilità di comunicazione.

Che cosa accade nei vostri live? Che cosa prevale tra la concentrazione d’ascolto e la partecipazione… dinamica?

Nel live cerchiamo di trasmettere quello che questo album rappresenta per noi, la volontà  di esprimersi attraverso la musica, e vieni sempre influenzato dal pubblico, ci concediamo molta libertà di ampliare e diamo molto spazio all’improvvisazione, con inserimenti anche di altri brani.

Mi dai un tuo giudizio sullo stato attuale della musica italiana?

La mia opinione personale, ma credo condivisa anche da Rita e Ares, è che la musica – ma la cultura in generale in Italia – abbia bisogno di tanto aiuto, e il coraggio di ammettere di non aver vigilato e non aver mantenuto qualità e meritocrazia al primo posto; la mia generazione è stata fortunata ad aver vissuta un’epoca di grande musica e energia positiva, che sono convinto tornerà.

Come pubblicizzerete l’album appena uscito? E’ previsto un tour?

Siamo su tutte le piattaforme e un ufficio stampa si occupa di far conoscere il progetto, e sì, siamo già in tour, abbiamo aperto con la presentazione al Blue Note Milano.

Un’ultima cosa: è probabile la pianificazione di un secondo atto?

Sì…. ma Intanto ci godiamo questo… siamo tutti e tre molto impegnati… ma l’idea è di continuare.
triokala

Tracklist

– Rappresenta
– Calling You
– The Way It Is
– Synny
– Novembre
– Yin And Yang
– Presenze
– Everything Is Not
– Anima

 

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