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FINALE DEL 66mo FESTIVAL DI SANREMO – VINCONO GLI STADIO

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Siamo arrivati alla serata finale del Festival di Sanremo 2016, quella scandita da una vincitrice assoluta, Virginia Raffaele, un mix d’intelligenza e bellezza d’indiscutibile talento, con la bellona “di turno”, Madalina Ghenea, e le sue misure – capogiro, da rosicamento per tutte le donne, più … Garko. Per l’ultima sera era vestito da cameriere. (Appena l’ho visto avevo ordinato due caffè, ma non so mai arrivati!). Voglio trovare un senso alla sua presenza a Sanremo, ma la sua presenza un senso non ce l’ha. (Semicit Vasco.)

E’ stato ancora una volta il Sanremo di Carlo Conti, preciso (un po’ noiosetto, forse) e affidabile nel ruolo di padrone di casa. Il Sanremo colorato dei “nastri colorati” (che hanno causato deliri di parole da parte di alcuni pseudo politici destro-fascistoidi, ma soprassediamo), della bella iniziativa #SanremoArcobaleno, degli artisti che ci “mettono la faccia” per i sacrosanti diritti di tutti.

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La serata si apre con Francesco Gabbiani, vincitore delle Nuove Proposte, che canta la sua trascinante “Amen”.
Vittoria meritata la sua. Il pezzo piace, molto.

Dopo Gabbiani, in collegamento da New York troviamo i tre “tenorini” de Il Volo, vincitori lo scorso anno a Sanremo. Il ritardo del satellite rende la loro presenza noiosa e inutile.

Ma ecco che torniamo prepotentemente (si fa per dire) alla gara.
Ripescata Irene Fornaciari. A casa Bluvertigo, Neffa, Dear Jack e Zero Assoluto. Ce ne faremo una ragione.

Finalmente si aprono le danze (in tutti i sensi). A scaldare gli animi (soprattutto femminili, vabbè) arriva Roberto Bolle, che balla a petto nudo sulle note dei Queen.

Entriamo nel vivo della gara con Francesca Michielin, introdotta dal videomessaggio di Fiorello. La Michielin è andata in “crescendo”, serata dopo serata. Bella voce, bella presenza. A noi piace.

Secondo campione, Bernabei. Il #giacominosolo ha un mezzo plagio (la conoscete la storia che per giustificare il suo mezzo plagio di un brano di Arianna Grande, ha dichiarato che Tiziano Ferro ha fatto una carriera sui plagi?!) che suonerà molto in radio (Rtl? Ma non limitiamoci.)

Arriva Virginia Raffaele, che per l’ultima serata fa “semplicemente” se stessa. Datemi un briciolo di bravura (e pure figaggine oh) di Virginia, ed è la volta che faccio qualcosa di buono davvero.

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Terzo Big, Clementino, presentato dal Genny Savastano di Gomorra.

Garko è l’intermezzo (inutile) che introdurrà Patty Pravo. Forse sarà salito sul palco a portà due brioches, chi lo sa.
La Pravo, presentata dalla Bertè, vincerà il Premio della Critica “Mia Martini”.

Torna Bolle, vestito stavolta (peccato, lo so!), che racconta la sua esperienza di stella della danza mondiale (ce lo invidiano in tutto il mondo, e fanno bene) e si presta a ballare “ La notte vola” della Cuccarini, con la Raffaele.

La gara continua con Fragola, presentato da Ficarra&Picone. Anche il suo pezzo suonerà molto in radio.

Arriva Noemi, presentata dallo “zio” JAx. Il testo della sua canzone a noi piace.

Primo superospite, Cristina D’Avena. Il primo “idolo” dei bambini degli anni ’80 e ’90. Si torna tutti un po’ bambini con lei. E si canta, si canta. Tutti cantano Sanremo. E lasciamo cantare pure Cristina in pace.

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Elio e le Storie Tese arrivano truccati e vestiti da Kiss, e lanciati da Mal. Il loro pezzo è molto originale, come loro. Originale in bene, chiaramente.

Altri ospiti. Gli amici di Carlo. (Ah Carlo, guarda che “Amici” l’ha inventato Maria, non puoi fregare i format cosi!).
Panariello e Pieraccioni. Ma che sorpresa! Chi l’avrebbe mai detto! Durante il loro “siparietto” il mio unico commento è stato:”ma che pa…”. Lo ribadisco.
Finalmente se ne vanno, dandosi appuntamento per una cenetta a casa di uno dei 3, e si torna alla gara.

Arisa, introdotta da Giusy Ferreri. Voce perfetta, come sempre.

Poi arrivano gli Stadio, presentati da Carlo Verdone. Faccio il tifo per loro dalla prima sera. La loro “Un giorno mi dirai” emoziona.

Decimo big, Annalisa, con il videomessaggio di Francesco Renga. Annalisa è bella, brava, ma la sua canzone non convince fino in fondo.

Sono le 23 passate e siamo soltanto al decimo big. La serata è ancora lunga (Tra i vincitori di Sanremo io includerei anche gli spettatori, che con tenacia se lo so visto tutto!).

Arriva Renato Zero. E qui non ce n’è per nessuno. Presenta un medley bellissimo – La favola mia, Più su, Amico, Nei giardini che nessuno sa, Cercami, Il cielo, I migliori anni della nostra vita – canzoni che non hanno età, ma soltanto tanta, tantissima bellezza.
Poi arrivano Il Triangolo e Mi vendo, e il coinvolgimento del pubblico è totale. Renato presenta poi un nuovo brano, “Gli anni miei raccontami”, dal suo nuovo album, “Alt”, in uscita l’8 aprile.

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Chiacchiera ancora a lungo con Conti, dal sogno sfumato di Fonopoli, alla famiglia, tema portante del Festival, e della necessità di un artista di ritagliarsi il suoi momenti di privacy.
Infine lancia il suo fascio di fiori al pubblico, invitando a insegnare musica nelle scuole.

Rocco Hunt, presentato da Salemme, ha un altro pezzo che passerà tanto in radio.

Dolcenera è introdotta dal mega spottone dei suoi prossimi colleghi di The Voice (Raffaella Carrà, Emis Killa e Max Pezzali) e seguita da Ruggeri, che ha un altro bel pezzo e un look da ragazzino, piacevolissimo.

Giuliano Sangiorgi presenta la coppia Caccamo – Iurato, e Fabrizio Moro presenta a sua volta Scanu.
Gli autori dei pezzi “ci mettono la faccia”.

Ultima canzone in gara, Blu, della Fornaciari, presentata da Serena Dandini.

Finalmente è finit … ah no, ancora no. Ora tocca aspettare il televoto e i 3 che si contenderanno il podio.

Nell’attesa arriva sul palco Peppe Fiorello. L’attore catanese il 15 e il 16 febbraio indosserà in tv, su Rai1, i panni del poliziotto Roberto Mancini, nella fiction ‘Io non mi arrendo’. E’ il poliziotto che per primo ha portato alla luce i problemi della Terra dei fuochi, ed è morto di tumore proprio perché venuto a contatto con sostanze pericolose. Fiorello recita un breve monologo (ah Garko, impara cosa significa essere attore!) e intona “Amara terra mia” di Modugno. Un bel momento. Peccato per l’ora. (Poteva passare prima degli amici di Carletto, per dire!).

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Arriva la classifica, con alcune sorprese:

16-Fornaciari
15-Dolcenera
14-Bernabei
13-Scanu
12-Elio e le storie tese
11-Annalisa
10-Arisa
9-Hunt
8-Noemi
7-Clementino
6-Pravo
5-Fragola
4-Ruggeri

Sul podio quindi, Stadio, Francesca Michielin, Giovanni Caccamo & Deborah Iurato.
Nuovo televoto, e poi il vincitore.

Intanto arriva il DJ francese, Willy William, e i primi premi.

Il “Premio Sergio Bardotti” per il miglior testo va a Amen di Francesco Gabbani.

Il “Premio Giancarlo Bigazzi” per la miglior musica va a Un giorno mi dirai, degli Stadio, che si aggiudicano anche il Premio Sala Stampa radio-tv “Lucio Dalla”.

Premio della critica Mia Martini” della Sala Stampa Roof Ariston a Cieli immensi di Patty Pravo.

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Arriviamo finalmente alla fine.

Terzo posto per Caccamo – Iurato, secondo per Francesca Michielin. Vincono – meritatamente – gli Stadio, con “Un giorno mi dirai”.

Gli Stadio (la cui canzone – la stessa – era stata scartata lo scorso anno!) fanno sapere che non intendono rappresentare l’Italia all’Eurofestival.
Chi andrà al loro posto?

Noi facciamo il tifo per Francesca Michielin.

E mentre cala il sipario su Sanremo 2016 (oggi, domenica, li ritroveremo tutti su Rai uno, nel contenitore pomeridiano, quindi il sipario è calato per modo di dire!) ci chiediamo: quale di queste canzoni canteremo ancora tra qualche anno?

Perché poi la vittoria vera è quella.

Amen.

 

 

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