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Intervista ad una voce di cristallo, Gilda Reghenzi

di Marco Fioravanti

Ho incontrato a Brescia Gilda Reghenzi per caso e la sua voce mi ha subito stregato. Vediamo di conoscerla meglio in una intervista esclusiva.

Gilda e la musica, che rapporti c’è e da quanto tempo?

Per me la musica è una parte del mio corpo, è dentro di me, sono nata cantando, mia madre da bambina mi faceva sedere sulle sue ginocchia e mi insegnava le canzoni, ma sopratutto a cantare con sentimento perché mi diceva che non serve solo avere una bella voce, saper cantare vuol dire trasmettere le proprie emozioni… Senza musica non sarei Gilda, non esisterebbe la mia personalità la mia emotività, la mia sensibilità.

L’ambiente com’è? Ci sono amici?

Da molti anni vivo l’ambiente musicale e mi è capitato di incontrare veramente di tutto, da gente onesta a disonesta, a colleghi che si fingono amici per fregarti i contatti di lavoro a colleghi che sono diventati veri amici senza volere nulla in cambio tranne il condividere una grande passione, ma del resto tutto mondo è paese e la vita, qualunque essa sia, ci porta a dover lottare e stare molto attenti a chi si avvicina a noi. Parlando di amici con la A maiuscola non posso non parlare dei miei produttori Paolo Salvarani e Giovanni Ranzanici che qualche anno fa mi proposero di costruire e realizzare un progetto musicale coinvolgendo grandi artisti che a loro volta sono diventati colleghi ed amici che io stimo moltissimo!! Attraverso questa collaborazione ho finalmente realizzato il mio sogno nel cassetto, un cd dal titolo “Amorevolmente”. Ho lavorato in questo dischi vestendo i panni di diversi cantautori bresciani, come Andrea Romano, Massimo Alessì, Alberto Boldrini e Omar Pedrini. Omar mi ha dato la possibilità di vivere i live su palchi molto importanti e per me è stata,  oltre che una grande esperienza, una crescita professionale affiancando un vero maestro e un fratello. Cantando alcuni brani che loro mi hanno donato, ho cercato di trasmettere la loro anima attraverso la mia e, con sorpresa, mi sono resa conto di quanto loro sono entrati nel mio cuore con grande semplicità ed umiltà.

Pensi di pubblicare qualcosa di nuovo a breve?

Ci sono tante idee da realizzare per il futuro e con Salvarani sto cercando di mettere a fuoco una direzione che sicuramente percorreremo a breve, anche se il problema della musica in Italia è sempre lo stesso: oltre ai soldi, che sono sempre meno, la discografia si è indebolita molto, si cerca un prodotto sempre più commerciale e più immediato, non importa che duri nel tempo. L’importante è che funzioni per la richiesta di mercato del momento…e poi si vedrà! Per questo credo siano nati i reality, per dare visibilità immediata a nuovi “prodotti”. In questo modo, si capisce subito cosa cerca il pubblico saltando peró dei passaggi che un tempo davano più autenticità e valore all’artista ed alla canzone! Credo poi che ora nel periodo storico che stiamo vivendo si consideri la musica come un bene superfluo, come un qualcosa che puoi fare a meno di avere e si danno priorità ad altre cose che si considerano più indispensabili e vitali, quindi meno concerti, meno locali che fanno musica dal vivo, meno manifestazioni che ospitano gruppi musicali

Ad ogni modo, avrai anche momenti di soddisfazione nel tuo lavoro?

L’unica soddisfazione che resta a noi che cerchiamo ancora ma con fatica di esprimere tutta la nostra passione, è riuscire a fare ciò che ci piace fare senza limitarci nelle scelte personali di stili e generi musicali esprimendo ciò che siamo liberamente. Prima di finire questa intervista voglio salutarvi con un brano che nella mia vita non mi abbandonerà mai …”Wish You Were Here” dei Pink Floyd.

Un grazie a Gilda e un grandissimo in bocca al lupo.

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