Home Musica Interviste CHIACCHIERATA CON EMANUELE DABBONO, CHE E’ APPENA USCITO CON “LA VELOCITA’ DEL...

CHIACCHIERATA CON EMANUELE DABBONO, CHE E’ APPENA USCITO CON “LA VELOCITA’ DEL BUIO”

CHIACCHIERATA CON EMANUELE DABBONO IL NUOVO ALBUM, LA VELOCITA’ DEL BUIO, USCITO IL 6 NOVEMBRE, CONTA SULL’OMBRA BUONA DI TIZIANO FERRO

1674
0
SHARE
Voto Autore

di Mariafrancesca Mary Troisi

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di parlare con Emanuele Dabbono, conosciuto in particolare per aver partecipato, come finalista, alla prima edizione di XFactor, e per la proficua collaborazione con Tiziano Ferro, con cui ha firmato “Non aver paura mai” (cantata da Michele Bravi), e “Incanto”, cantata dallo stesso Ferro, e premiata con il disco di platino. E’ sempre piacevole parlare con Emanuele, una di quelle rare persone che non dimentica da dove è partito, e che ha sudato, con una lunga gavetta, prima di raggiungere i risultati che tutti conoscono.

Forse è per questo che chiacchierare con lui è paragonabile alla stregua del chiacchierare con un amico, e tutto diventa semplice, in un mondo ostico, come quello “della musica”, dove per un emergente è ostico anche solo “farsi dar retta”.

Gli ho chiesto, andando dritta al punto, qualche particolare sull’uscita del nuovo album con i Terrarossa (Giuseppe Galgani, Senio Firmati, Alessandro Guasconi), “La velocità del buio“, e ne è venuto fuori un sapiente ritratto di particolari, che Emanuele ha voluto regalarmi.

[youtube id=”kl0MyFwKI9g”]

Partiamo con l’uscita dell’album,  alcune settimane fa, a tre anni di distanza dal precedente lavoro, “Trecentoventi”, e in mezzo un soddisfacente tour negli Stati Uniti, e il disco di platino come co – autore di Incanto, con Ferro. E parlando proprio di Ferro, chiarisce che Tiziano, dopo aver ascoltato i brani, ha deciso di entrare nel deposito degli stessi, diventandone a tutti gli effetti proprietario dei diritti. I

n parole povere, Tiziano Ferro è l’editore del disco. Una vera sorpresa per Emanuele, perché il contratto che lo lega a lui è in esclusiva solo per la parte autorale, non quella artistica. Il disco poi ha il sapore del rock americano (“Sono cresciuto a pane e Springsteen”, dice Emanuele), quindi anche piuttosto lontano dalle cose che scrive per e con Tiziano.

Piccoli passi”, il primo singolo, per cui era previsto il conseguente video, si vede al momento spodestato, nella forma del videoclip, da un altro brano, “Certe piccole luci“.

[youtube id=”9hqb06Uw09s”]

L’idea iniziale era quella di creare un documento personale da far vedere un giorno alla piccola Anna, nata da poco, dove Dabbono con una serie d’immagini le mostra quelle che per lui sono le piccole/grandi bellezze del mondo.

Dopo un mese di riprese, mille location, monto la mia idea assieme a Luigi Cerati (un artista visivo), e al risultato ci commoviamo in tanti …” dice Emanuele.

Il risultato finale è quindi il videoclip ufficiale presentato, in piccoli spezzoni, in anteprima esclusiva su Rai3. Scelta singolare quella di Emanuele e dei Terrarossa, che decidono di promuovere il loro album con due showcase in Liguria) e con un video che all’epoca era di un non – singolo, su cui aveva messo gli occhi anche Tiziano Ferro (volendolo inserire nel suo album), con il beneplacito della Edel, casa discografica dell’album.

D’altronde, come conferma Emanuele, le loro scelte sono basate sull’istinto, su quello che immaginano giusto, senza tradire ciò in cui credono. Conservare tale libertà, pare quasi un’utopia, eppure, sembra proprio che se ne freghino dei tempi delle radio, delle mode, e di “quello che va fatto”.

L’album si apre con l’energica “Il mio paese in maschera”, uno dei pezzi che personalmente preferisco, seguito da “Odio – la logica del business”, che denuncia con tono deciso e originale le sorti della discografia.

L’intero album, come già anticipato, si veste di rock, con sfumature sempre originali in ogni testo, ad eccezione di Piccoli passi, che con Certe piccole luci (pezzo di cui ti innamori al primo ascolto!), conserva un’impronta più delicata, esaltando lo stile di scrittura di quando Dabbono scrive con e per Tiziano.

Le date del tour sono ancora in “work in progress”, e mentre gli prometto che andrò sicuramente ad ascoltarlo, appena saranno ufficializzate, mi ritrovo ad augurargli, come lui stesso auspica, “di entrare, con un po’ di fortuna, nei momenti importanti della vita di qualche sconosciuto … il tempo di una canzone”.

Scommetto che ci riuscirà.

12067934_10206065936346441_1312663607_n  Tracklist:
Il mio paese in maschera
Odio – la logica del business
Piccoli passi
La velocità del buio
Certe piccole luci
Un’idea non muore mai
Whiskey e cenere
Le cose che sbaglio
Atlantide
Cemento Alla fine

SHARE
Previous articleIl comune senso del pudore
Next articleSiamo spacciati
Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

Commento su Faremusic.it