Home Le pillole di A. Salerno La musica, figlia di un Dio minore!

La musica, figlia di un Dio minore!

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di Alberto Salerno

Che strano guardare, per esempio, come viene selezionata la giuria di un premio letterario come il Campiello.

La Giuria dei Letterati
Il regolamento del Premio Campiello affida al giudizio di una giuria tecnica, “dei Letterati”, il compito di selezionare cinque romanzi tra tutti quelli in concorso, la cosiddetta “cinquina”, nel corso di un dibattito aperto al pubblico, denominata Riunione di Selezione. È formata da critici letterari, scrittori e cultori di lettere, esponenti di rilievo del panorama culturale italiano. Il ruolo di Presidente, che varia per ogni edizione, viene assegnato a una personalità illustre, rappresentativa del mondo culturale, artistico ed economico italiano, la cui normale attività non è legata all’ambito letterario ed editoriale.

Ora a me queste scelta sembra naturale, dei letterati, degli intellettuali, insomma degli specialisti giudicano quale romanzo verrà premiato.

Ma la mia domanda è perché non succede lo stesso nella musica leggera, che non è un’arte minore. Perché la musica deve affidarsi a personaggi, più o meno famosi, che con la musica non hanno niente a che fare, come nel caso dei Giovani di Sanremo?

Credo che neppure Allevi sia considerato un musicista, almeno a sentire tutte le critiche che gli piovono addosso. Perché, santiddio, nei concorsi e nei talent non si chiamano musicisti e compositori e arrangiatori, di chiara fama, che almeno daranno un giudizio tecnico serio? Perché no?

Perché la musica deve sempre prenderla in quel posto?

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