Ieri guardavo sul mio cellulare qualche foto dei miei nipoti, di Nicolò e di Mirtilla, e pensavo al mondo di merda in cui stanno crescendo, contento solo del fatto che ancora non si rendono conto di quanto di merda esso sia.
È strano. Ero convinto che il nuovo secolo portasse serenità e prosperità, ma non avevo fatto i conti con la demenza di quell’animale che chiamiamo impropriamente “essere umano“.
Poi ho pensato a Dio, al Dio che ci siamo inventati con la speranza di avere un po’ di conforto.
Sono sempre stato un credente non praticante. Sono pigro, andare a messa mi annoia, la trovo una funzione ripetitiva e priva di sentimento. Io Dio me lo sono sempre tenuto dentro. Spesso gli ho parlato, senza ovviamente ricevere risposte, altrimenti mi sarebbe venuto un infarto, oppure mi avrebbero preso per pazzo.
Comunque ieri, dopo tanto tempo, ho dubitato della sua esistenza, perché un Dio che ama non può continuare a permettere tutte le atrocità che avvengono nel mondo. Non solo sugli uomini, sulle donne, sui bambini, ma anche sugli animali.
Sono stanco di credere in questo Dio che permette morte e distruzione.
Questo dio non riesco ad amarlo.
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