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I bluesman “Voodoo Bros” Live al Bolazzi – Palermo. Recensione concerto

Voodoo Bros Live al Bolazzi a Palermo: il blues acustico è più vivo che mai.

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di Corrado Salemi

Si può dimenticare, anche solo per qualche ora, di vivere in una città che, per ordinanza comunale, ha sancito la sua dedizione al silenzio?
Di questo riflettevo la sera del mercoledì 16 settembre, mentre mi accingevo a recarmi al “Bolazzi”, bistrot a vocazione musicale in pieno centro città a Palermo.

La risposta mi è arrivata pochi minuti dopo, prepotente e dirompente.

Una premessa (o divagazione): personalmente ho scoperto il blues delle origini involontariamente, quando un amico negli anni ’80 mi prestò distrattamente e con una aria di sufficienza “Bluesman” di Roberto Ciotti. Una rivelazione per me. Ho seguito, nel mio piccolo, questo grande artista italiano fino alla fine dei suoi giorni nel 2013. Grazie Roberto.

Ma torniamo al mio racconto. Entro nel locale e prendo posto. Sul palco inizia il concerto dei “Voodoo Bros”, duo acustico nato dal genio del grandissimo chitarrista blues Umberto Porcaro (voce, chitarra acustica e chitarra resofonica), accompagnato dal polistrumentista Federico G. Chisesi (cori, armonica e “dreams drum”, un insieme di valigie, musical wash, piatti, piattini e mille altre cose nate dalla sua fantasia).

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Brano dopo brano ci s’immerge nella forza del blues, ed ogni freddezza si sgretola davanti al suo ritmo e al suo sound. Di colpo, quelle che fino a qualche minuto fa erano fredde pareti a vetro si trasformano in nodoso legno del sud: ci ritroviamo catapultati in un “juke joint”, uno di quei luoghi che hanno fatto da culla alla nascita delle leggende del blues.

La voce di Umberto è calda e potente, in grado di interpretare ogni sfumatura dell’emozione: a tratti ironica e dissacrante, a tratti dolce e consolante, a tratti dura e cattiva. Federico è disumano: la sua bravura è imbarazzante, la sua freschezza e l’euforia che trasmette sono disarmanti.

L’entusiasmo del pubblico è alle stelle. Si canta, si batte il tempo, si salta, si applaude, si suona di tutto: tavoli, bicchieri, campanelli del bancone… non c’è spazio per null’altro che per la musica… qualche donna si lancia in vorticosi balli alla maniera del blues…. fantastiche!!!

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Rifletto… e sintetizzo il tutto in una semplice espressione interiore: “minchia duo! Paurosi!!!”.
Altro che concerti con l’ologramma di Withney Houston: questi sono artisti in carne ed ossa, ma soprattutto in sangue e anima!

Decido che mi sono fatto troppe pippe mentali e mi lascio andare anche io. Ma siamo sicuri che siamo ancora a Palermo? Non è che davvero è cambiata città, continente, mondo?

Vanno via due ore di musica acustica di primissimo livello, durante il quale scorrono sia brani che partendo dai grandi classici del blues arrivano anche a successi rock-blues rivisti in chiave acustica: un salto a quegli anni e a quei luoghi hanno regalato al mondo le origini e l’essenza stessa di tutta la musica americana.

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Ecco qualche esempio dei brani presentati:

  • Mona – Bo Diddley
  • Just your fool – Little Walter
  • Strange things happening everyday – Sister Rosetta Tharpe
  • Two-Time Fool – The Fabulous Thunderbirds
  • I can’t be satisfied – Muddy Waters
  • Who’ll stop the rain – CCR
  • I’m on fire – Bruce Springsteen

E’ doveroso un plauso al Bolazzi Bistrot a al suo fonico Roberto Cammarata: un lavoro magistrale ed una resa sonora di tutto rispetto. Questo è amare la musica, nonché avere il giusto rispetto per il lavoro degli artisti vostri ospiti. Dovrebbe essere la norma, ma nella nostra città raramente è cosi.
Davvero complimenti!

Il concerto finisce non dopo una valanga di bis. Me ne torno a casa con la nostalgia di luoghi che non ho mai visto, ma che per una sera ho vissuto profondamente.
I Woodoo Bros saranno prossimamente in giro per l’Italia, con qualche tappa in Europa. Fatevi un regalo: se saranno dalle vostre parti andate a sentirli.

Forte Foto Artewiva – Crediti: Massimo Torcivia  

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