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I 40 anni di carriera di Fiorella Mannoia all’Arena di Verona. Recensione

Recensione della grande festa all'Arena di Verona per i quaranta anni di carriera, e i sessanta anni di vita, di una grandissima artista e grandissima donna, Fiorella Mannoia.

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di Marco Fioravanti

Un grande evento si è consumato lunedì sera all’Arena di Verona!
Non solo perché la cornice veronese è un posto speciale, ma anche perché si è festeggiata un’artista che ha fatto la storia della musica italiana, Fiorella Mannoia, nell’ultima tappa di un tour che l’ha vista calcare palcoscenici nazionali ed europei, per festeggiare i suoi 60 anni, ma soprattutto una lunga e luminosa carriera, 40 anni. Visibile è l’emozione, che non nasconde nelle interviste che anticipano la serata e che trasmette e condivide con i colleghi ospiti dello spettacolo.

La scaletta è molto simile a quella delle tappe precedenti, ma la presenza di altri artisti e la consapevolezza di avere un’Arena sold out hanno regalato delle esibizioni eccezionali. Fiorella ci racconta la sua carriera con l’umiltà di chi ha fatto la gavetta, di chi ha sudato una popolarità che è cresciuta con gli anni. Si parte con “Un bimbo sul leone” con cui partecipò a Castrocaro nel 1968 e si salta subito al primo successo nel 1981 con “Caffè nero bollente”. Poi “Come si cambia” che, a detta sua, è la canzone con cui capisce la potenzialità delle sua voce nell’interpretare canzoni in grado di emozionare.

E il primo “a darle fiducia” regalandole canzoni meravigliose è Enrico Ruggeri, con cui duetta in “Quello che le donne non dicono”, forse la canzone più popolare della Mannoia, e in “I dubbi dell’amore”.

Crediti Foto :Phalfredoleo Fonte: Pagina Ufficiale Fiorella Mannoia
Crediti Foto :Phalfredoleo
Fonte: Pagina Ufficiale Fiorella Mannoia

Tante anche le canzoni a cui la Mannoia ha dato nuova luce con la sua capacità interpretativa. Propone “Amore bello” di Baglioni, che, come lei ricorda, le regalò una vittoria in una gara canora televisiva degli anni ’80 (Premiatissima), “C’è tempo” di Ivano Fossati, ”Sempre e per sempre” di Francesco De Gregori, “Cercami” di Renato Zero, la popolarissima interpretazione di “Sally” di Vasco Rossi stavolta in un duetto con Emma.

La Marrone accompagna anche la Bertè con “Non sono una signora”, anticipando il progetto discografico per i quarant’anni di carriera della cantante calabrese, sostenuto e prodotto dalla Mannoia, che duetta con l’amica Loredana, accolta con calore dall’Arena, in “In alto mare”.

Fonte: Pagina Ufficiale Fiorella Mannoia
Fonte: Pagina Ufficiale Fiorella Mannoia

Il racconto della sua carriera arriva agli anni duemila, gli “anni della liberazione”, come lei li definisce, in cui si libera, appunto, della veste di cantante seriosa, ”abbottonata”, ”gelida”. Nel 2002, di fronte ad un pubblico, abituato a vederla in giacca scura, ferma davanti al microfono,  indossa un abito rosso fuoco, stretto, con spacco ed interpreta una canzone spensierata di Paolo Conte. E dopo un silenzio imbarazzante, viene accolta da un “boato” entusiasta. Per ricordare la svolta ci propone un divertentissimo “Boogie” e “Messico e nuvole”.

Sono ormai anni che Fiorella si espone in prima persona sui social, esprimendo la sua opinione su tematiche sociali. Non poteva quindi mancare uno spazio per la riflessione. In duetto con un “Offeso” Niccolò Fabi canta il suo dissenso verso le cose che fanno male e di cui è sempre il momento di sentirsi offesi, con Frankie HI-NRG e Natty Fred canta l’immigrazione, nella quanto mai attuale “Non è un film” e nella struggente “In viaggio”, che la vede come insolita autrice.

Crediti Foto :Phalfredoleo Fonte: Pagina Ufficiale Fiorella Mannoia
Crediti Foto :Phalfredoleo
Fonte: Pagina Ufficiale Fiorella Mannoia

Arrivano i Negrita che ad accompagnarla in “Ho imparato a sognare”, con Noemi ci ripropone il  successo della loro “L’amore si odia”, con J-AX la delicata “Signora” e con lui si diverte in “Maria Salvador” a cui partecipa un pubblico in delirio, unica canzone “fuori tema”, quasi a volere immortalare il concerto estivo con il tormentone che ha accompagnato l’estate di quest’anno. Alessandra Amoroso, reduce da un intervento alle corde vocali, non ha potuto mantenere l’impegno di cantare con lei, ma si presenta sul palco e si augura commossa di diventare un’artista come lei un giorno. C’è stato un emozionante e sincero abbraccio tra le due artiste, come fosse tra madre e figlia, un abbraccio tra due generazioni, come la stessa Fiorella ha commentato nella sua pagina di facebook:
Inaspettato, commovente, umano, vero. Due donne che si abbracciano commosse. Due generazioni unite da un’unica emozione. La musica fa miracoli. Grazie Alessandra“.
Con Alessandra  Fiorella aveva cantato ne “La Sera dei Miracoli, bellissimo duetto nel suo stupendo album-tributo, “A Te”, a Lucio Dalla a fine 2013.
Fiorella, vista l’impossibilità di cantarla dal vivo all’Arena con la sua giovane collega, e in dimostrazione d’affetto verso quest’ultima, ha deciso di non cantarla affatto.

Crediti Foto:LUCABRUNETTI Photography Fonte Foto:Pagina Ufficiale Fiorella Mannoia
Crediti Foto:LUCABRUNETTI Photography
Fonte Foto:Pagina Ufficiale Fiorella Mannoia

Non manca anche un ricordo a chi non c’è più. Standing ovation per Pino Daniele dopo ”Senza ‘e te” e sul finale “Una casa in riva al mare” di Lucio Dalla, sempre dall’album-tributo a Lucio, “A Te”
E sulle note di “Via con me”  e di un pianoforte compiacente, scende in mezzo al pubblico divertito, non ricordando che l’”Arena è grande”.

Il concerto “chiude il libro”, come lei scrive in suo post sui social, il libro di un’”avventura cominciata quasi un anno fa”.

“Al prossimo libro…” Fiorella, e tanti altri ancora.

Video – Fiorella Mannoia & Enrico Ruggeri – Quello che le donne non dicono – Live Arena di Verona.
Si ringrazia il canale YouTube nientetrucco
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