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Aspettando Campovolo. Ligabue si racconta su Rai Uno

Ligabue si racconta, in due serate, su Rai Uno, documentario dal titolo "LIGABUE GIRO DEL MONDO- Da Tokyo a Campovolo". Questo documentario anticipa il grande concerto di Campovolo il 19 Settembre, una sorta di FESTA in cui si celebreranno i 25 anni di carriera del cantautore. Durante il concerto verrà suonato interamente l'album “Ligabue” (del 1990), “Buon Compleanno Elvis” (del 1995), e il meglio dell’ultimo album “Giro de mondo”.

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Mercoledì 2 e giovedì 3 settembre, in seconda serata su Rai Uno, è andato in onda uno speciale dedicato al cantante di Correggio, “LIGABUE GIRO DEL MONDO- Da Tokyo a Campovolo”, con l’amichevole partecipazione di Fabio Fazio.

La chiacchierata tra i due inizia proprio a San Siro, tempio del rock, dove Liga a giugno dello scorso anno si è esibito per due serate consecutive.

Il “Mondovisione Tour” è stata una tournée divisa in quattro fasi, che ha toccato piccole città, stadi, palazzetti, spingendosi per la prima volta oltre i confini europei, e che si concluderà nella “festa – evento” di Campovolo del 19 settembre, per celebrare i 25 anni di carriera dell’artista.

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Fazio chiede a tal proposito a Liga se ci sono delle differenze nell’esibirsi davanti a 80mila persone o 300.
Liga spiega che c’è qualcosa che accomuna i concerti, sempre, ossia la ricerca del contatto visivo con il suo pubblico.
Ancora oggi si sorprende delle persone che “con fatica” raggiungono la transenna, e pure essendo degli habitué dei suoi concerti, si lasciano emozionare palesemente da un pezzo in particolare.

Passeggiando per il campo, con il sottofondo della canzone “Una vita da mediano”, Liga racconta che il pezzo è nato da un eccessivo senso di colpa. Era un momento di grande successo, inaspettato, e soffriva nel non essere capito.
Con quel pezzo voleva sottolineare: ”Sì, ho successo, ma io fatico, lavoro lì nel mezzo, come il mediano”.

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Continuando la chiacchierata, mentre si sentono le prime note di “Tra palco e realtà”, il cantante chiarisce anche la genesi di quest’altra canzone, nata come uno sfogo personale, in quanto sembrava che con l’improvviso successo tutti cercassero di capire chi fosse in realtà, e che anche “l’edicolante sotto casa” lo scrutasse con occhi diversi, lo vedesse diverso.

In “A che ora è la fine del mondo?” racconta di aver tirato fuori per la prima volta il suo lato ironico, dichiarandosi poi affascinato da quello che ha sempre fatto il rock ‘n’ roll, che nasce come celebrazione della vita stessa.

Mentre si ascoltano le prime note di “Ho messo via”, Fazio si complimenta con Liga per aver raggiunto l’accezione popolare nel più alto dei modi, riuscendo anche a scrivere canzoni d’amore senza utilizzare il “facile” e immediato termine “corrispondente”, ossia “cuore”.

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In realtà, chiarisce subito il cantante, è sua intenzione da sempre raggiungere un’accezione popolare quando scrive, pensando a chi ascolterà la canzone, sentendo di avere un vero e proprio impegno nei confronti della canzone stessa.

Mentre in sottofondo si sente “Tu sei lei”, Liga precisa di aver perso quel pudore iniziale nello scrivere canzoni d’amore, come la canzone stessa testimonia, e scherzando esorta i “maschietti” a “impegnarsi” un po’ di più nell’esprimere quello che sentono.

Fazio e Liga lasciano a questo punto San Siro, e salgono sul pullman che li porterà a Campovolo.

Liga “abbraccia” la sua chitarra, una Gibson regalo di alcuni fans, e seduto nell’ultima fila insieme al giornalista, a mò di gita scolastica, spiega che è proprio il termine Campovolo a piacergli.
Sembra infatti dire “legato alla terra, ma in procinto di spiccare il volo”.

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Per chi lo segue, Campovolo è diventato identificativo, pur non essendo un tipico luogo da concerto (è sito, infatti, all’interno dell’aeroporto di Reggio Emilia).

Mentre il pullman procede in direzione di Campovolo, Liga si lascia andare ai suoi ricordi, pensando alla canzone che canticchiava quando ha imparato ad andare in bicicletta, “La fisarmonica” di Gianni Morandi, arrivando a “Sogni di rock ‘n’ roll”, la prima canzone che ha presentato, e che considera la madrina di tutte le altre. E’grazie a questa canzone, ascoltata da Pierangelo Berti, e inserita in un suo album, che arriva al produttore di Berti stesso, e alla pubblicazione del suo primo album.

Mentre in tv scorrono le immagini dei concerti tenuti a Tokyo, Los Angeles, Roma etc, parte “Certe Notti”, una delle sue canzoni più celebri, che racconta la “vita di notte” di tanti ragazzi di provincia, alla ricerca, dice Liga, di un odore, che poi è “il proprio odore” stesso.

La scaletta, spiega ancora, cambia sempre, di serata in serata, spesso tenendo conto del posto in cui si suonerà.
Ad esempio, a Los Angeles, avendo suonato al Whisky a Go Go, un’autentica istituzione per chi fa rock, ha preferito fare un concerto breve ma intenso, con pezzi energici.

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Dal punto di vista della tecnica vocale, dopo aver per tanto tempo utilizzato sempre la stessa modalità “urlata”, ha iniziato a lavorare con un vocal trainer, per preservare il più a lungo possibile la voce, perché come promette lui (confidiamo in questa promessa!) “non ha intenzione di mollare a breve!”.

Il pullman sta per arrivare a Campovolo, ma c’è ancora tempo per raccontare del suo primo concerto, tenutosi a Correggio, a 27 anni, in un circolo culturale davanti ad un centinaio d’amici, di primo pomeriggio.

E’ un evento che gli ha cambiato la vita, regalandogli la piacevole sorpresa (per un “timido” qual era) di essere capace di “urlare” agli altri quello che aveva scritto, unita alla sensazione di “benessere” provata nello stare su un palco.

Il pullman arriva in quel momento a destinazione, la “gita” è finita.

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Campovolo, ultima fermata.
Cosa succederà a Campovolo il 19 settembre?

Posso per ora solo immaginarlo, e dirvi che quello del 19 settembre sarà il suo terzo Campovolo personale (il primo, quello del 2005, detiene ancora il record europeo di presenze, con 180mila persone e 165mila paganti), escludendo “Italia Loves Emilia” (concerto benefico del 2012, a cui hanno partecipato diversi artisti).

Sarà la celebrazione, come avevo accennato, dei suoi 25 anni di carriera, e si preannuncia il suo concerto più lungo, in quanto suonerà interamente “Ligabue” (del 1990), “Buon Compleanno Elvis” (del 1995), e il meglio dell’ultimo album “Giro de mondo”.

Le immagini di “Il meglio deve ancora venire” del secondo Campovolo (2011), alla fine dello speciale di giovedì sera, ricordano l’appuntamento a tutti i fans di Liga, per il 19 settembre, “Il giorno dei giorni”.

“Prepariamoci” a lasciarci sorprendere, perché come insegna Ligabue … “il meglio deve ancora venire”!

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