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sabato, Luglio 4, 2020

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Intervista ad una grande voce, Grazia Quaranta

Voto Autore

di Athos Enrile

Di solito si dice: “… ha una bella voce…”, e in questa chiosa è compreso una sintesi di differenti parametri positivi, che per la stragrande maggioranza degli ascoltatori significano… timbrica gradevole, magari estensione pazzesca, o ancor meglio somiglianza con voci conosciute.

Non necessariamente occorre essere del mestiere per divertirsi a sentenziare, e allora tutto si può accettare, perché nel paese famoso per la melodia gli esperti abbondano.
E in effetti sono tanti e tante le vocalist premiate da madre natura, ma spesso tutto si ferma lì.

Il mio cantante di riferimento, per quanto riguarda la famiglia del rock, è Bernardo Lanzetti, di cui prima o poi parlerò in questo portale.

L’età avanza e lui migliora, come il vino buono, e allora viene da chiedergli come mai… perché per lui non patisce il tempo che passa, la sua voce è ammirata incondizionatamente e sul palco è sempre un mattatore?

La sua risposta, catturata nel corso di un’intervista televisiva, si snoda su due piani.

Innanzitutto non ci si deve risparmiare, lui dice, ma occorre dare fiato alla voce, tutta l’energia possibile, allenando le corde vocali alla massima intensità.

Seconda cosa… i brani, anche se in lingua inglese, vanno imparati a memoria, perché leggere fa perdere la concentrazione, che deve essere focalizzata sulla performance vocale.

Tutto questo preambolo per raccontare di una straordinaria interprete che non credo abbia pari dalle nostre parti.

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Nessuna velleità da autrice, ruolo per il quale dovrebbe studiare a lungo, perché per lei esiste solo l’eccellenza, che non può prescindere dalla preparazione.

Una vita caratterizzata da una lunghissima gavetta iniziata nel periodo dell’adolescenza, un viaggio continuo in giro per il mondo, una partecipazione ad eventi straordinari (vedi biografia a fine articolo), condiscono la storia della genovese Grazia Quaranta, su cui non potrei esprimermi con tale enfasi non l’avessi vista all’opera con i miei occhi.

Un misto tra Janis Joplin e Tina Turner, Grazia fa tutto con estrema semplicità, unendo potenza, grinta, timbrica ed estensione vocale che sbalordiscono chi assiste ai suoi spettacoli per la prima volta. Certo, capita anche chi non ama il genere, ma al cospetto di tanto talento e carisma ci si può solo inchinare.

Esiste poi un aspetto che non va sottovalutato, che è quello del tenere in pugno, dal primo all’ultimo minuto, un pubblico che quasi sempre si ritrova coinvolto senza opporre resistenza, e l’animale da palcoscenico che è in lei è un valore aggiunto di grande importanza.

Non solo rock e blues, ma anche classica e brani intimistici… pare non esistano limiti espressivi.

E’ di pochi giorni fa la richiesta pubblica verso il mondo autorale, perché è forte la voglia di realizzare un album di inediti ma… c’è bisogno di gente del mestiere e lei, lo sottolinea a più riprese, è  “solo” una cantante. E ce ne fossero!

Le posto alcune domande, così, per saperne di più…

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L’INTERVISTA

Proviamo a raccontare la tua storia che… appare molto nutrita: come nasce la tua passione musicale e come si evolve?
Nasce prima dell’età della ragione, quindi in maniera molto istintiva, intorno ai 4 anni… sognavo di diventare come Maria Callas e passavo le mie giornate sfidando le mie corde vocali e la pazienza dei vicini di casa, poi, col tempo, mi sono avvicinata alla musica leggera  e,  intorno ai 18 anni, ho scoperto la musica soul.

La tua voce è indubbiamente straordinaria e fuori dal comune: se dovessi dare una percentuale di merito a Madre Natura e una all’applicazione e allo studio, cosa ne uscirebbe fuori?
Il 50% credo sia equo attribuirlo a madre natura, che mi  ha “graziata” donandomi un notevole apparato fonatorio ed un buon QI per poterlo gestire. Il restante 50% l’ha fatto la passione che, unita ad una grande abnegazione, mi ha spinto a passare gran parte dell’infanzia, dell’adolescenza e della giovinezza esercitandomi per almeno 5-6 ore al giorno. Aggiungiamo anche la voglia di osare sempre di più e non accontentarsi mai di sé stessi e il gioco è fatto.

A giudicare dal tuo repertorio sono molti i tuoi amori e miti, ma… ne esiste uno che si erge rispetto agli altri e che ha pesantemente indirizzato il tuo percorso musicale?
Sì, e non lo immagineresti mai perchè, apparentemente, non mi rispecchia in alcun modo: è Billie Holiday. Prima di scoprire lei,  mi credevo una brava cantante, abituata com’ero ad essere considerata un fenomeno per via dei miei robusti polmoni, la grande estensione e altre peculiarità tecniche. Poi, al mio diciottesimo compleanno, i musicisti con cui lavoravo, (a 17 anni mi esibivo già come professionista in Germania) mi regalarono diversi album di grandi cantanti nere, fra le quali la meravigliosa Billie: una sberla di umiltà! Quello era “cantare”! Lei, senza evoluzioni funamboliche, senza prestazioni da superwoman, mi  stava insegnando il vero significato della parola “cantare”. Solo da quel momento ho  iniziato ad  essere una musicista.

Leggendo la tua biografia emergono due cose che incuriosiscono e parto dalla prima, la tua straordinaria gavetta in giro per il mondo: cosa ti ha dato in termini di apprendimento e di esperienza umana?
Beh, è assolutamente vero che viaggiare apre la mente, a maggior ragione se lo fai non come turista ma lavorando. Ti devi integrare, devi capire come pensano gli altri e fare del tuo meglio per essere accettata. Solo così puoi sperare di uscire arricchito dalle tue esperienze di viaggio. Ho imparato tantissimo, da ogni paese, cultura, mentalità che ho incontrato e, professionalmente, ciò che ho appreso in quegli anni si è rivelato poi di valore impagabile. Quel livello di professionalità e rispetto per il nostro lavoro, qui, non li ho mai più riscontrati e, per me, sono stati una palestra formidabile!

La seconda cosa che colpisce è la tua partecipazione ad eventi stellari, che hanno a che fare con big della musica, castelli incantati e principesse: come sei arrivata a tutto questo?
L’unica spiegazione che posso darti è che coloro che, di volta in volta, mi hanno richiesto per quegli eventi, avevano esigenza di fare bella figura e, quindi, non potevano chiamare in causa i soliti raccomandati… una volta tanto, serviva qualcuno che sapesse fare il proprio mestiere ed hanno così ritenuto che io fossi la persona giusta. Mettici anche un pò di fortuna…

C’è un aneddoto, un episodio a cui sei particolarmente legata?
Uno solo??? e come faccio a scegliere…

Cosa pensi dei talent e dell’attuale businnes che gira attorno al mondo della musica?
Credo che il mondo dello spettacolo si sia parecchio impoverito, inaridito… con la bramosia di ottenere in fretta quanto più profitto possibile, sono stati messi in opera dei veri e propri ”tritacarne” mediatici che hanno il solo scopo di procurare finti idoli da dare in pasto ad una folla ormai musicalmente annichilita e che non riesce più a discernere dove sia il vero talento. Oggi si preferisce GUARDARE piuttosto che ASCOLTARE.

Sei una grande interprete ma non un’autrice: precisa scelta o ti manca lo stimolo per provarci?
Vedi, la mia natura mi porta a voler eccellere in qualsiasi cosa io mi cimenti, quindi, se mai dovessi intraprendere un progetto come autrice, esigerei dei risultati ottenibili solo dopo anni spesi ad imparare… non mi accontenterei di niente di meno… morale: lasciamo scrivere canzoni a chi sa davvero farlo, a chi vi ha dedicato la vita, a chi ne ha il talento. Io saprei fare solo qualche mediocre canzoncina tecnicamente dignitosa ma inutile… sto ancora imparando a cantare!

Sei alla ricerca di canzoni per un album: hai avuto già qualche risposta? E’ già nata qualche possibilità interessante?
Accidenti! Che bella sorpresa  per me! Mi hanno già contattata diverse persone, alcune di loro sono  musicisti davvero interessanti e ho  già parecchio materiale da cui scegliere. Credo che la cosa più difficile sarà trovare l’etichetta giusta, l’apparato produttivo competente e motivato che sappia valorizzare il progetto e proporlo nei canali giusti…

Che giudizio daresti dello stato della musica nella tua città, Genova?
Qui a Genova sto, purtroppo, vedendo molta approssimazione e faciloneria, non pare esserci posto per la professionalità e quindi, chi vorrebbe fare le cose sul serio, si trova ad affrontare una concorrenza costituita da improvvisati che “tanto vanno bene lo stesso”. Quando è iniziato tutto questo? Non lo so, non lo capisco. Forse da quando la gente ha visto  in tv che  gli incapaci possono comunque diventare famosi? Non so spiegarmelo…

Esprimi un desiderio da realizzare entro i prossimi tre anni… ma qualcosa di sufficientemente realistico.
Realizzare un bell’album, me lo merito dopo così tanti anni di ”sangue, sudore e lacrime”… non essendone l’autrice, sono conscia del fatto che non ci guadagnerei praticamente niente, ma, per me, il vero premio sarebbe andare in giro a suonarlo con dei bravi musicisti e conservarlo come uno dei miei più bei ricordi…

 

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NOTE BIOGRAFICHE

Grazia Quaranta nasce come cantante a Genova, quando, all’età  di quattro anni, calca le scene per la prima volta. All’età  di sedici anni parte per la sua prima tournè estiva. Nell’autunno seguente si unisce ad una band di formazione internazionale con sede a Monaco di Baviera e, prima con loro ed in seguito con una propria formazione, si esibisce per otto anni nelle discoteche e nei Clubs di tutta Europa. La sua versatilità le ha permesso fino ad oggi di farsi ascoltare dai palchi di molti paesi in dieci lingue diverse. Grazia ha avuto il privilegio di cantare per Sua Altezza Carlo di Inghilterra, Lady Sarah Fergusson, Carolina di Monaco e per i Principi von Fürstenberg. L’edizione del Porretta Soul Festival l’ha vista protagonista nel corso di due differenti serate, quella d`apertura con Andrea Mingardi e il sabato seguente accompagnata dalla All Stars Band. Nel 2003, con una propria formazione, partecipa al Jazz Festival di Nizza, ottenendo il plauso della critica. 13 dicembre 2003: il matrimonio dell’anno. Grazia Quaranta canta per il Maestro Luciano Pavarotti, la neo consorte ed una platea di ospiti d’eccezione duettando con Bono degli U2, Zucchero, Tony Renis e molte altre vedettes internazionali.

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