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CRONACA DE #LOSTADIOTOUR DI TIZIANO FERRO

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Più o meno una settimana fa, mi è balzata in testa l’idea di farmi raccontare dai fans di Tiziano, nei vari gruppi a lui dedicati, il racconto del “loro” #stadiotour, dopo aver raccontato il mio.

Come mi vengono certe idee a me!”, diceva Totò.

Com’è andata?
C’è stato tanto tanto entusiasmo e tanta partecipazione!
Inizio quindi col ringraziare tutti coloro che mi hanno fatto leggere il racconto del loro #stadiotour. Scegliere il “migliore” è stata una vera impresa!
E infatti … dopo averli letti e riletti, la scelta è ricaduta su ben due racconti!!!

Ci tenevo, prima di farvi leggere le peripezie di Azzurra e Francesca, a citare anche gli altri due racconti de #lostadiotour che mi hanno colpito.

Rullo di tamburi!!! (immaginatelo, insomma, un po’ di fantasia :D!)
Primo posto (pari merito): Azzurra Teoli; Francesca Critelli;
Secondo posto: Angela Avallone;
Terzo posto: Sonia Raccardi.

Grazie ancora per la vostra partecipazione!!!
E ora … godetevi la lettura!!!

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DI AZZURRA TEOLI

Non smette mai di stupire come una passione possa smuovere a fare cose che le persone “normali” giudicherebbero assurde.

Tutto, se pur coscientemente incredibile, sembra possibile.

Inizia con questo spirito quello che è il momento più atteso da ben otto mesi: il ritorno live del nostro poeta preferito, Tiziano!

Il 26 e 27 giugno 2015 sono date rimaste scolpite nella nostra mente, come un evento in cui tutto il resto si sarebbe fermato, tranne noi e la sua musica.

Il 25, seppure con stanchezza e ore di sonno arretrate, a causa degli esami universitari, riesco finalmente a ricevere le mie ospiti, le mie compagne di viaggio!

Daniela è la prima ad arrivare direttamente da lavoro (per lei sarà il primo concerto), poi mia sorella con le mie cugine (sì, abbiamo una famiglia abbastanza“tizianizzata”).

La serata passa velocemente, tra risate, euforia, e grande trepidazione per il giorno dopo.

La mattina sveglia alle quattro, ci si dimentica del sonno, e dopo discussioni estenuanti con il call center dei taxi e l’aggiunta di Ilaria al gruppo, finalmente si parte!

Destinazione Stadio Olimpico!

Riusciamo a essere lì per le sei, dove la fila è già al numero cento.

Comincia la vera attesa, quella fatta di sole, sudore, scottature, ma anche di condivisione con tante persone che hai l’occasione di rivedere (Mari, Rita, Luana, Valeria, ecc…) e altre che invece hai la possibilità di conoscere.

Nonostante la stanchezza, l’entusiasmo è palpabile, finalmente ci siamo!

Il sole inizia a calare, i cori si alzano ovunque nello stadio, e alle nove e mezzo circa le luci si spengono … Tutto ha inizio!

L’entrata è esplosiva nel vero senso della parola: Tiziano lanciato in aria a venti metri d’altezza riatterra sul palco determinato a rivendicare il suo posto (che in realtà non ha mai lasciato) nel cuore della gente che lo segue, e magari anche in quelli che non sono ancora convinti.

Lo spettacolo ha una scaletta “killer”, come direbbe lui.

Tutti i singoli si susseguono uno dopo l’altro, con una scenografia tridimensionale e suggestiva che cambia di volta in volta, cambi d’abito e tanta potenza evocativa.

Non c’è un brano che lascia riposare l’emozione, da quelli più scatenati e ritmici, a quelli più intimistici ed empatici.

Tiziano è cambiato, cresciuto in tutti i sensi, chi lo segue da un po’ se ne rende conto subito.

Ora è più sereno, deciso, con un maggior controllo di sé e dello spettacolo.

La sua performance è sempre più completa, ricca di particolari, che curati nel minimo dettaglio fanno la differenza.

Ma ad affascinare di più, al di là della spettacolarità, è la sua interpretazione, la sua capacità di continuare a vivere e sentire le canzoni sulla pelle ogni volta.

Da tutto questo traspare la sua maturità e la crescita personale di chi ormai ha ben presente chi era, chi è, e chi vuole essere, con la consapevolezza di essere felice solo attraverso ciò che ama: la musica.

Alla conclusione di un’esperienza simile si esce inevitabilmente stravolti dal sovraccarico di emozioni pure e dirette, e al tempo stesso svuotati di tutto ciò che è negativo, perché quello che vince con Tiziano e la sua gente, è l’Amore, sempre.

Ps. Naturalmente siamo già pronti per la prossima parte del tour, perché di Tiziano e della sua musica non ci si stanca mai!

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DI FRANCESCA CRITELLI

Sul calendario si son rincorsi giorni, settimane, mesi, nell’impaziente attesa che questo momento arrivasse.

Poi, finalmente, il contatore si ferma sullo “zero”, e tu sei più carica che mai, pronta a vivere quel tuo piccolo grande sogno.

Lo stadio è lì, a pochi passi da te.

Sono le 7 di mattina, ma ci sono già un centinaio di persone davanti all’ingresso.

Lo staff stila un elenco, ti assegna un numero, e subito dopo ti ritrovi in fila con ragazzi di ogni età e provenienza, seduta per terra in mezzo a transenne che presto si trasformeranno in un vero e proprio accampamento, con teli e ombrelli incastrati ingegnosamente tra loro per non far crollare quell’unico riparo dal sole a disposizione.

C’è chi si scatta un selfie, chi gioca a carte, chi semplicemente prende il sole, e chi sfrutta quelle ore d’attesa per ripassare il programma della tesina o la materia del prossimo esame.

Qualcuno racconta dei precedenti concerti di Tiziano a cui ha assistito, per altri è la prima volta. L’emozione, però, è la stessa per tutti.

L’orologio continua a scandire ogni secondo, sempre troppo lento, quando tutto ciò che vorresti è vedere il sole tramontare, consapevole che di lì a poco calerà il silenzio e si aprirà il sipario su quella notte tutta da vivere.

All’annuncio dell’apertura dei cancelli, la tua mente di colpo si svuota, e senza neanche rendertene conto, sei già dentro a quell’immenso spazio che prima d’ora avevi potuto solamente immaginare.

Il tuo sguardo rincorre subito il palco: megaschermi ovunque, una passerella altissima.

La folla comincia lentamente ad affluire.

Dappertutto si scorgono cartelloni, palloncini, fascette. Alcuni improvvisano già dei cori.

La festa è iniziata!

I secondi diventano minuti. I minuti si trasformano in ore.

Uno speaker di Radio Italia tenta di rendere meno estenuanti gli ultimi attimi d’attesa.

Si balla, si urla, si canta.

C’è un preciso istante in cui tutto pare fermarsi.

Improvvisamente le luci si spengono, la musica parte, l‘intero stadio invoca il suo nome.

Il ritmo della base diventa sempre più incalzante.

I pannelli si aprono, la finta scatola “esplode”, e Tiziano spicca il volo fino a raggiungere venti metri d’altezza, per poi effettuare un’evoluzione in aria e atterrare nuovamente sul palco.

“Siete pronti?”

E sulle note di Xdono, lì dove tutto ebbe inizio in quel lontano 2001, lo spettacolo può finalmente cominciare.

Tiziano e la sua gente: una cosa sola, una simbiosi perfetta.

Lui balla, guarda verso il suo pubblico, sorride.

Poi si ferma a parlare, e non puoi fare a meno di commuoverti.

“L’amore è di tutti”, dice.

E in quel momento ci credi anche tu!

La musica riparte.

Un brano dietro l’altro, senza quasi mai fermarsi.

Cambi d’abito, cambi di scena.

Ancora una volta Tiziano è in volo verso quel cielo che ora appare incredibilmente leggero.

Urli il suo nome, ma sai che la tua voce si perderà in mezzo ad altre decine di migliaia, come un sussurro che nessuno sarà in grado di percepire.

Eccola, la canzone che avresti sperato di sentire il più tardi possibile.

La canti più forte che puoi, la dedichi tacitamente a lui, il vero Incanto di quella serata.

La corsa sul palco, l’inchino, i ringraziamenti conclusivi.

In un attimo è tutto finito. Vorresti solo riavvolgere il nastro e rivivere tutto d’accapo.

La gente si riversa in strada.

Dalle macchine si sente risuonare ancora la sua musica, qualcuno continua a cantare.

Una notte magica, che sa d’amore.

Il giorno dopo sei già sul treno, sulla strada di casa. Sfinita, ma felice.

Una ragazza seduta davanti a te ha il braccialetto rosso dell’Avis, distribuito la sera prima dai volontari.

Ce l’hai anche tu e lei lo nota.

Vi guardate e sorridete entrambe, un attimo prima che lei scenda alla fermata successiva.

Qualche posto più in là, altri ragazzi stanno chiacchierando. Erano anche loro al concerto.

Dopo sei ore di viaggio, il capotreno annuncia finalmente l’arrivo.

Attraversi i binari consapevole di aver vissuto un’esperienza che per molti è solo un concerto, una giornata diversa dalle solite.

Per te, invece, è molto di più.

Quel cantante, i sorrisi che solo lui riesce a regalarti, sono un dono.

Non riusciresti neanche a immaginare una vita senza la sua musica.

Mancherebbe qualcosa, qualcosa di assolutamente essenziale.

Ps. Arriva una nuova certificazione FIMI per Tiziano Ferro.
Il singolo “Lo Stadio” è ORO.

Complimenti!

 

Fonte Foto: Azzurra Teoli-Francesca Critelli

Commento su Faremusic.it

2 COMMENTS

  1. Aspettiamo la prossima parte del tour per essere questa volta protagonista di racconti così!

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