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mercoledì, Agosto 12, 2020

Storie di Musica: gli anni d’oro

Abbiamo vissuto tempi meravigliosi nella musica, ma allora non ci sembravano così  meravigliosi. Li abbiamo vissuti attraversandoli con i capelli al vento

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Recensione nuovo album di James Taylor, “Before This World”

Voto Autore

di Athos Enrile

Da molto tempo non riesco più a ragionare in termini di classifiche e primati di vendite.

Il mondo musicale con cui sono cresciuto, quello delle Hit Parade capaci di influenzare e indirizzare le scelte del popolo, in quei termini non esistono più.

Certo è che fa sempre un certo effetto leggere il piazzamento numero uno nella più grande classifica del mondo, Billboard, e quando la top place è occupata da un uomo nobile, capace di riprendersi il trono dopo 45 anni, beh, c’è da indagare e approfondire.

L’artista di cui scrivo oggi è James Taylor e il suo album, costituito da inediti, si intitola Before This World.

I dieci brani proposti delineano una storia fatta di tanti episodi che, pur rivolgendo lo sguardo al futuro, provano a descrivere quale fosse il mondo precedente di Taylor, una vita fatta di sentimenti e situazioni contrapposte, come tutti i comuni mortali.

Ma diventare un punto di riferimento, un marchio, il simbolo di uno stile musicale molto preciso, ha a che fare con il dono di un’entità superiore, capace di distribuire quel mix di talento, intelligenza e fortuna, di cui poi, per induzione, potranno beneficiare popoli interi.

James Taylor è essenzialmente voce, chitarra e pacatezza, con uno sfondo comune alla sua musica rappresentato dal “profumo” americano: paesaggi, colori, stili di vita, sentimenti.

Vale la pena sottolineare questi aspetti, perché toccare il suolo in uno qualsiasi degli States permette di chiudere un cerchio e realizzare che è tutto vero, che i film e la TV non tradiscono –almeno in questo caso – e che i tanti nostri eroi – e Taylor è tra questi – raccontano ciò da sempre abbiamo dentro, abituati come siamo alla Carolina, all’Ohio, alla Virgina.

11696791_10205885216002973_333735942_nDoverosa la lunga premessa per introdurre un musicista, plurivincitore di Grammy Award, che probabilmente i più giovani non conoscono, e mi auguro che l’avvicinamento a questo nuovo album possa condurre verso Suite Baby James, Caroline in my Mind,  Country Road, Blossom  o You’ve Got a Friend, tanto per citare alcuni pezzi di storia.

Scrivere un album di brani nuovi a distanza di molti anni da quello precedente potrebbe significare molte cose, ad esempio una ritrovata vena creativa quando la maturità, artistica e di vita, produce stimoli benefici. Potrebbe anche essere una sorta di testamento, come spesso accade.

Nel caso specifico leggo Before This World come l’opera di chi ha ormai tutto chiaro nella mente, e mentre decide di tirare qualche somma, gode di uno stato di estasi che gli permette di avere limpidezza di obiettivi e voglia di sfruttare al massimo l’ultimo tratto del percorso, non necessariamente il peggiore, se si ha la possibilità di condividerlo con gli affetti e con milioni di persone.

Partendo da Today Today Today, Taylor racconta della sua presa di coscienza, della consapevolezza di essere ancora “vivo” e di avere davanti una strada che ora è possibile percorrere con totale serenità, con accanto la donna della sua vita a cui dedica You ad I again. E tutto questo accade dopo grandi sofferenze, e il momento più duro, quello legato alla dipendenza dall’eroina, compare in Watchin’ over me.

La mente ritorna al passato, ad uno stadio in cui una nonna trasferiva al nipote la passione per il baseball – Angels of Fenway -, e si sofferma sulla nostalgia legata alla lontananza –Montana – perché  la dolce tristezza che attanaglia chi abbandona momentaneamente le radici lascia cicatrici che non si possono cancellare.

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Ma la natura e le immagini di vita semplice restano le più toccanti, liason tra passato e presente, come una nevicata dicembrina a Toronto – SnowTime – o come la bellezza esplosiva di un paesaggio estivo, evocato nel traditional folk Wild Mountain Thyme.

Sociale e paesaggio si mischiano in Far Afghanistan, descrizione di luoghi e stati d’animo di chi, combattente in posti lontani, a tutto è preparato, tranne che allo splendore di un luogo che lo affascinerà per sempre.

Prima di questo mondo ce n’era un altro che James Taylor ha conosciuto… le anime elette godono di questi privilegi. Fare opera di comparazione con quello attuale porta ad un album come questo, segnato ancora una volta dal binomio voce/chitarra acustica, quasi sussurrato, palesemente educato, carico di dolcezza e semplicità, caratteristiche che diventano priorità di vita quando … c’e più strada dietro che davanti…, come lui afferma.

E ritorno alle righe iniziali: ritrovare tanta bellezza minimalista in cima al gradimento del pubblico è un elemento su cui riflettere, che fa ben sperare, perchè l’attuale giro di giostra potrebbe essere nuovamente quello fortunato… non lasciamocelo scappare!

 

TRACKLIST di Before This World

Today Today Today
You and I again
Angels of Fenway
Stretch of the highway
Montana
Watchin’ Over Me
SnowTime
Before this World / Jolly Springtime
Far Afghanistan
Wild Mountain Thyme

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