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Esce l’album “Nero a metà Live”, l’ultimo concerto di Pino Daniele

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di Andrea Amendolagine

Pino Daniele. Difficile raccontare in un articolo quanto di maestoso possa aver dato alla musica italiana un cantautore di cui oggi piangiamo la scomparsa.

Il 2014 terminò con la tragica notizia della morte Mango, un altro cantautore fondamentale per l’evoluzione della musica italiana negli ultimi 30 anni, stroncato da un infarto mentre eseguiva il suo primo successo della carriera, “Oro”, nel corso di un concerto di beneficenza a Policoro, nella sua Basilicata, in qualità di ospite.

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Non facciamo neanche in tempo a poterci riprendere dalla notizia (e per chi amava la persona e la musica di Mango, sarà impossibile) che tra il 4 eil 5 Gennaio del 2015 apprendiamo della morte di un altro pilastro musicale nostrano: Pino Daniele.

Il primo a darne la notizia è Eros Ramazzotti e tempo pochi istanti tutti gli artisti italiani, dai più famosi ai più sconosciuti, dedicano una parola, un pensiero, un gesto per il cantautore partenopeo insieme all’Italia intera che piange l’ennesimo, tragico, inaspettato lutto.

Pino Daniele è stato un punto di riferimento per tutti, persino per i più insospettabili. Mango stesso  lo omaggiò rielaborando secondo la propria visione artistica “Quando” e “A me me piace o’ Blues” nei due lavori di reinterpretazioni ed omaggi alla grande musica italiana ed internazionale pubblicati dall’artista lucano nel 2008 e 2014. Da Pino a Pino.

La sua voce inconfondibile, il suono della sua chitarra elettrica che potevi riconoscere in mezzo a milioni di altre, la sua napoletanità, quella vera e genuina che non ha mai abbandonato e in cui il pubblico di tutta Italia si è riconosciuto nei valori più nobili racchiusi in questo concetto.

Nei giorni successivi alla scomparsa del cantautore forse non tutto è stato detto (o non in maniera sufficiente) sul suo prezioso apporto alla musica italiana. Fu il primo ad importare il Blues in Italia, prima ancora del Buesman italiano per eccellenza, Zucchero. Ma Pino Daniele non si è fermato qui: conia la figura del cantautore italiano moderno, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e nuove sonorità rimanendo allo stesso tempo legato alle proprie radici fino all’ultimo album di inediti “La grande madre“, di grande qualità.

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Oltre al Blues, Pino Daniele si innamora della musica magrebina e dell’Africa nera, e a partire dalla seconda metà degli anni ’90 la sua chitarra elettrica solca sempre più spesso le dune del Sahara o si insinua tra i tamburi tribali, rielaborando in modo nettamente originale e a larghe vedute il concetto di World Music avviato da Peter Gabriel. Alti livelli raggiunti in ogni espressione musicale quindi, compreso, come detto prima, il cantautorato squisitamente italiano: “Quando“, un pezzo del ’91 utilizzato nella colonna sonora del film di Massimo TroisiPensavo fosse amore…invece era un calesse“, è ancora oggi il suo brano più amato e ricordato dal pubblico italiano degli ultimi 30 anni.

Nel corso del 2014 Pino Daniele decide di rendere omaggio e riportare nei negozi il terzo lavoro della sua carriera pubblicato nel 1980, “Nero a metà“, riproposto per l’occasione in una speciale edizione rimasterizzata e ricca di contenuti extra. L’album della consacrazione agli alti livelli della discografia italiana, ricco di tante chicche e capolavori meritevoli di un nuovo tour appositamente dedicato e che trova la sua conclusione il 22 Dicembre del 2014 al Forum di Assago di Milano. A partire dal 9 Giugno possiamo riassaporare l’ultimo concerto del “Nero a Metà Live Tour” grazie alla sua pubblicazione postuma (forse una delle parole più terribili del vocabolario italiano) in versione doppio Cd (che contiene un booklet fotografico di 60 pagine che raccontano il Tour, dai backstage, alle prove, e concerti compresi), doppio Lp (Vinile 180 gr. – con booklet fotografico di 16 pagine) e digitale (che contiene la bonus track del demo originale di “Abusivo“). Siamo, dunque, davanti all’ultimo concerto della vita di Pino Daniele.

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Tracklist dell’album “Nero a metà live – Il Concerto – Milano, 22 dicembre 2014” :

CD1
A testa in giù
I say i sto cca
A me me piace o blues
Resta resta cu’ ‘mme
Alleria
Appocundria
Sulo pe’ parla’
‘Na tazzulella ‘e cafè
I Got the Blues
Quando
Chi tene ‘o mare

CD2
Abusivo
Sotto ‘o sole
E so’ cuntento ‘e sta’
Quanno chiove
Musica musica
Nun me scuccia’
Puozze passa’ ‘nu guaio
Tutta n’ata storia
‘O Scarrafone
Yes, I know my way

“Nero a metà live” su iTunes – su Spotify

In questo tour  il cantautore partenopeo si avvale della band con cui registrò la prima edizione di “Nero a metà” (Elisabetta Serio alle tastiere, Rino Zurzolo al contrabbasso, Agostino Marangolo alla batteria, Rosario Jermano alle percussioni, Gigi De Rienzo al basso ed Ernesto Vitolo alle tastiere, piano ed organo) con la partecipazione di Tullio De Piscopo alla batteria e James Senese al sax.

Nella tracklist sono inclusi tutti i brani di “Nero a metà” con l’aggiunta di altri successi di Pino Daniele come “Resta resta cu mme” (di cui regala l’ennesima, straordinaria e sentita interpretazione), “Quando“, “A me me piace’o Blues” e “‘O scarrafone“. Nell’uscita discografica pubblicata da Blue Drag Publishing con distribuzione Sony è inserito l’inedito “Abusivo“, versione definitiva di una demo del ’75 dal titolo “‘O pusteggiatore” e non inserita nel disco d’esordio “Terra mia“.

L’originalissimo mix tra Napoli e Blues rivive quindi in un concerto-simbolo dell’estro e versatilità di Pino Daniele, ricco di momenti di spensieratezza musicale ed energia (come durante “Nun me scoccia‘” o nei virtuosismi accennati in  “Tutta n’ata storia“) intervallati da momenti più intensi e di raccoglimento: riascoltando “Sulo pe’ parla’“, inevitabilmente scende una lacrima.

Nerò a metà” consacra Pino Daniele tra i migliori cantautori italiani, “Nero a metà” chiude la sua carriera. La stessa sorte tocca a Mango: “Oro” gli regala il successo, “Oro” è l’ultima canzone che intona prima di lasciarci. Strano gioco del destino, o forse Dio, prima di portali in paradiso, ha voluto assicurarsi che lasciassero la Terra circondati dagli applausi di un pubblico che non smetterà mai di amarli.
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