Home Le pillole di A. Salerno Il risveglio delle coscienze

Il risveglio delle coscienze

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di Alberto Salerno

Riprendo volentieri ciò che ha postato Alberto SimonLuca Favata nel gruppo MLM associati per riflettere su quanto scritto.

Riporto testualmente:
Vorrei suggerire una riflessione su un argomento noioso: le manipolazioni dei media.
Sappiamo che le mele piacciono più o meno a tutti.
Ora proviamo a immaginare che il più grande produttore di mele decida di produrre e mettere in vendita solo due qualità di mele, le golden e le stark e con un meccanismo calcolato di preselezione e poi di eliminazione progressiva, le imponga sul mercato e su tutti i media, chiedendo agli utenti, seduti sui divani, via sms e sui social, quale delle due qualità preferiscono. Tutti quelli a cui piacciono le mele finirebbero necessariamente per dover scegliere tra le golden e le stark abituandosi a pensare che quelle due qualità, se il produttore le ha scelte e proposte, se grandi esperti di mele le ratificano come senz’altro le migliori e se infine la gente le ha votate, sono senz’altro le migliori. Se poi il produttore avesse modo di ‘guidare’ le preferenze tra le due mele, ecco che sicuramente la mela già scelta fin dall’inizio dal produttore per essere la preferita, sarebbe la prescelta. Tutti quelli a cui piacciono le mele, presi dal ‘gioco’ non fanno più caso all’essere stati ‘costretti’ a decidere, e dimenticano che in realtà non hanno scelto, ma che sono stati scelti. Ma se invece i tanti, si alzassero dai divani e andassero tra le bancarelle dei mercati dal vivo e vedessero che non ci sono solo due qualità di mele, continuerebbero a stare al ‘gioco’ e decidere solo tra le golden e le stark ?

Futuro-della-Musica

E’ evidente che questa bella metafora si riferisce alla musica. Le mele sono gli artisti, e i media tutto l’apparato televisivo e radiofonico che, stando alla realtà, impedisce di fatto la nascita di nuove espressioni artistiche al di fuori di un sistema bloccato. Ma la mia domanda é: come possono nascere proposte alternative se queste non hanno alcuna visibilità?

E qui torniamo sempre al punto di partenza. Favata, giustamente, ci suggerisce: alziamoci dai divani, e facciamo noi il primo passo per “smuovere” qualcosa. D’accordo. Ma alzarci per andare dove? Per dire cosa e a chi? Chi se non il potere politico avrebbe la possibilità di modificare qualcosa in questa situazione? E sappiamo bene tutti che la politica di tutto si interessa, tranne dei destini della musica in Italia. Comunque, l’invito di SimonLuca Favata, va raccolto, e per quanto si possa, tutti nel loro piccolo qualcosa possono fare. Sarà poco? Poco è sempre meglio di niente.

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