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Nel ricordo di un amico, Antonio Scalise

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di Athos Enrile
Oggi vorrei dare il maggior risalto possibile ad un amico, quello che nella fotografia è accanto a Francesco Di Giacomo, suo musicista di riferimento.

Il suo nome era Antonio Scalise, in passato mio concittadino, ma conosciuto solo attraverso facebook qualche anno fa.
Amante della musica –tutta la musica– era un entusiasta che non aveva perso motivazione, nonostante una vita difficile, piena di dolore e di accadimenti negativi. Era un continuo ricercare il contatto con l’artista, per poi condividere il suo lavoro –soprattutto interviste– con il mondo intero, attraverso le  collaborazioni radio e molto di più.
Si vantava di avere oltre 300 “bacchette” di differenti drummers, e la sua generosità gli aveva permesso conoscenze, tutt’altro che superficiali, con molti musicisti.
Spesso mi diceva: “Con te mi sembra di avere ritrovato un amico d’infanzia!”, perché la sua ricerca della serenità passava proprio attraverso relazioni umane semplici, anche non approfondite, purchè trovassero un comune denominatore nella musica.

Quando vedevo il suo nome sul cellulare, ed ero al lavoro, mi preoccupavo, perché non aveva certo il dono della sintesi, ma se mi cercava non era mai per chiedere, piuttosto per donare.
Oggi, 21 aprile, ho pensato: “ E’ un po’ che non sento Antonio, gli mando un saluto”.
Sapevo che aveva avuto qualche problema fisico, ma non immaginavo che, entrando nella sua bacheca, avrei scoperto una prematura dipartita, e mi sono accorto che era probabilmente da Natale che non avevo sue notizie, perché la morte risale al 19 Gennaio.

Mi si è gelato il sangue! E mi sono sentito in colpa, per tutte le volte che ho pensato: “Chissà adesso quanto mi tiene al telefono!”. Eppure il tempo per gli amici, non importa se recenti conoscenze, bisognerebbe trovarlo sempre.
La fotografia è stata scattata nel luglio 2013, a Genova, ed ero presente mentre, seduti accanto, Antonio Scalise e Francesco Di Giacomo chiacchieravano tranquillamente prima del concerto, mentre un piccolo microfono ed un registratore di fortuna facevano bene il loro mestiere.

Ora avranno tutto il tempo per raccontare, per parlare e magari suonare… si sa, in Paradiso tutto è concesso per le buone anime!

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Athos Enrile
Da sempre immerso nella musica, coltiva la passione per la scrittura, con un’attenzione particolare alla descrizione dei concerti e alle interviste. Gestore di numerosi spazi in rete e collaboratore con diverse riviste specializzate, è coautore del libro “Cosa resterà di me” e dell’e-book “Le ali della musica”. Appassionato di strumenti - che utilizza in modo mediocre - ha avuto la possibilità di condividere pillole di palco con leggende del rock e di partecipare ad un album (in un brano) in qualità di mandolinista… elettrico! Presentatore in numerosi eventi, conduttore in molteplici presentazioni, condivide orgogliosamente con i compagni di viaggio di MusicArTeam (associazione di cui è presidente) il web magazine MAT2020.

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