Home Cult Music 10 Aprile, un buon giorno per entrare nella storia

10 Aprile, un buon giorno per entrare nella storia

899
0
SHARE
Voto Autore

di Athos Enrile

Il 10 Aprile mi fornisce l’occasione per ricordare lo start up di ELP, acronimo di “Emerson, Lake & Palmer”.

Virtuosi del rispettivo strumento, nascono ufficialmente nel 1970 quando, dopo una impegnativa serie di audizioni, il tastierista Keith Emerson ed il cantante/bassista/chitarrista Greg Lake decidono che il ruolo di batterista sarebbe stato assegnato al ventenne Carl Palmer, già attivo in situazioni importanti -Atomic Rooster, Arthur Brown e Chris Farlowe.
L’incontro tra Emerson e Lake avviene un anno prima, nel corso di un tour americano che vedeva in accoppiata THE NICE e i King Crimson.
.
Accomunati dall’amore verso la musica classica, Keith e Greg fanno parte di due formazioni molto conosciute, ed è proprio al team in cui milita il secondo che molti attribuiranno in seguito l’avvio della musica progressiva, l’album “In The Court Of Crimson King”, atto iniziale di un percorso mai arrestato completamente. Circa un anno prima hanno fatto da “spalla” agli Stones nel famoso concerto di Hide Park dedicato a Brian Jones e tutto ciò incide positivamente sul curriculum!
La novità dei Nice risiede nella commistione tra rock e repertorio classico, mentre i KC stracciano con un colpo di spugna il modo tradizionale di fare musica, senza riferimenti precisi, con lunghi brani tra rock, jazz, folk e sperimentazione. Il leader è Robert Fripp, personaggio fuori dalla norma, genialoide e poco incline ai compromessi. La lunga storia dei KC viaggia sull’onda dell’instabilità della line up, caratteristica che contraddistingue il gruppo sin dalle origini.
Per i NICE la frustrazione del mancato pieno successo decreterà la fine del sogno, nonostante la realizzazione di album significativi.
Da questo terreno complicato, vissuto da uomini poco più che ventenni, ha inizio la vita di ELP, uno degli ensemble musicali più importanti della storia del rock: dopo pochi mesi parteciperanno al Festival dell’Isola di Wight e già questo sarebbe bastato per entrare di diritto nella storia!
Nel loro percorso lasceranno il segno, e sono testimone di un concerto a cui partecipai da adolescente, nel 1973, sera in cui potei toccare personalmente la forza d’urto di un super gruppo, capace di inventare un mix totalmente nuovo, tra antico e moderno, proposto con maestria scenica (noi “bimbi” quel giorno di agosto potemmo vedere all’opera Emerson che accoltellava e maltrattava il suo hammond, e a quell’età certe cose colpiscono!).
Giovani musicisti, ma con spiccate personalità, e appare impresa impossibile quella di intrappolare la voce e l’estro di Greg Lake per un lungo periodo, sia nei King Crimson che negli ELP. Ma la storia resta, ed è fatta di perle di rara bellezza, afferrabili anche da chi non ha spiccata predisposizione per il genere, e alla fine anche il caratteraccio di Lake è qualcosa che ha pesato sulla fama della band, perché da certi scontri e da alcune rigidità può nascere l’eccellenza.
Recentemente ho vissuto in diretta le intemperanze di Greg Lake, da cui ho poi ricevuto un grande regalo.
Greg è in Italia, lo vedo in concerto a Piacenza e nel pomeriggio riesco anche a porgli qualche domanda a cui risponde con gentilezza.
Passano due giorni e arriva una replica in “famiglia”, in un day off, a Zoagli, nello splendido Castello Canevaro, sito sul mare, in una zona che Greg era solito frequentare in un lontano passato. Location ridotta per un set teoricamente breve, che dovrebbe essere il contorno alla presentazione di un libro. Ma il pubblico è superiore alle aspettative e tende a… straripare. Molti i brani presentati, a diretto contatto col pubblico, e Lake da segni di nervosismo, attimi che, come racconta chi è a lui molto vicino, sono solo episodi marginali, se comparati al passato e alla gioventù. A posteriori si verrà a sapere di qualche errore dei fonici, su cui lui si scaglia senza alcun riguardo.
Resta un fitto dialogo col pubblico e tanta musica… un’ora e mezza di spettacolo che sarà difficile dimenticare.
Molta però la delusione tra i presenti, in attesa per un autografo e una firma, quando la musica finisce e lui viene inghiottito dalle sale del palazzo, senza concedersi al pubblico che lo aspetta euforico.
Io risulterò il più fortunato, ricevuto per errore -e per la conoscenza giusta!-, in una sala gigantesca dove Greg, seduto ad un enorme  tavolo rotondo provava forse a tirare il fiato. Qualcosa di magico, almeno per me, è accaduto… un lungo, intenso minuto -io e lui da soli- in cui ho rivissuto una vita e che è terminato con un suo dono significativo: sono davanti ad un mito, un po’ alterato nell’umore, ma trovo il modo di porgergli il mio ukulele -portato con me con la speranza di una sigla- che diventa l’oggetto della discussione per alcuni secondi, sino alla firma con il mio pennarello indelebile, un inchiostro che asciugherà rapidamente grazie al… soffio di Greg Lake: mai avrei pensato di poter vedere un terzo di ELP chinato su di un mio strumento!

Leggenda narra che Jimi Hendrix sia stato ad un passo dall’unirsi a ELP: assemblaggio da fantascienza, ma è bello provare ad immaginare cosa sarebbe potuto accadere on stage!

[youtube id=”TQQdYokbp4E”]

SHARE
Previous articleI FIGLI DI…
Next article“Piano 3 generations”, Bacalov, Bollani, Pizzo…Arrivederci, ragazzi
Athos Enrile
Da sempre immerso nella musica, coltiva la passione per la scrittura, con un’attenzione particolare alla descrizione dei concerti e alle interviste. Gestore di numerosi spazi in rete e collaboratore con diverse riviste specializzate, è coautore del libro “Cosa resterà di me” e dell’e-book “Le ali della musica”. Appassionato di strumenti - che utilizza in modo mediocre - ha avuto la possibilità di condividere pillole di palco con leggende del rock e di partecipare ad un album (in un brano) in qualità di mandolinista… elettrico! Presentatore in numerosi eventi, conduttore in molteplici presentazioni, condivide orgogliosamente con i compagni di viaggio di MusicArTeam (associazione di cui è presidente) il web magazine MAT2020.

Commento su Faremusic.it

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here