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Intervista a Lina Savonà che pubblica ‘Mare’: “A me non piace apparire, a me piace cantare”

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‘Mare’ è il nuovo singolo di Lina Savonà, non ci poteva essere titolo migliore per la canzone di un’artista che ama il mare tutto l’anno.  

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Non c’è periodo o stagione in cui Lina non perde il contatto col suo mare, distesa d’acqua che la lega alla sua Sardegna e alla sua Liguria in un abbraccio che parte dalla Sicilia, dove l’artista ormai vive da diversi anni. ‘Mare’ è un brano scritto per Lina Savonà da Philippe Leon, Lisa Petrelli e Luca Rustici che lei ha interpretato con grinta e con voce graffiante. Il brano racconta la storia di un uomo tormentato immerso nei propri pensieri sotto un cielo carico di pioggia.

In questo modo il mare diventa il luogo che scuote, travolge e non lascia riposo. È un viaggio emotivo tra fragilità, empatia, bisogno di connessione sostenuto da sound rock deciso e coinvolgente.

lina savonà

Ciao Lina, come stai? Per te che ami il mare non ci poteva essere titolo migliore, com’è nata questa canzone?

Ciao Antonino, tutto bene, diciamo che sono nata in acqua, mi arrivano diversi brani da cantare, quando mi hanno proposto questo brano scritto da Philippe Leon insieme a Lisa Petrelli e Luca Rustici l’ho trovato subito mio, è stato naturale inciderlo. Mi è sembrato mio fin da subito, pensa, in genere io non amo sentirmi, invece questa canzone mi piace. Nell’ascoltarla mi sono immedesimata da subito, mi piaceva l’idea di quest’uomo, protagonista del testo, rappresentato in maniera dolce che si commuove davanti al mare, un uomo lontano dallo stereotipo del macho.

Sei un’artista da sempre presente nei palcoscenici più pop, dai primi Festival Bar, fino a The Voice, passando per Discoring. Com’è cambiata la musica in televisione?

È cambiata molto, ho un ricordo bello e diverso di tutti i periodi, sia di quelli vissuti alla fine degli anni ’70 che della mia partecipazione a The Voice Senior di qualche anno fa. Quando ho vissuto quegli anni ’70 tutto mi sembrava normale, anzi, ti dirò, forse avevo quell’atteggiamento tipicamente giovanile di sentirsi quasi migliore. Quando si è così giovani, io ho cominciato che avevo sedici anni, le persone più grandi ti sembrano dei vecchi. Ero nella casa discografica fondata da Ornella Vanoni, la Vanilla, c’era con me Sergio Endrigo, me ne sono accorta dopo che loro erano dei miti. Ho vissuto quegli anni con normalità, lo stupore mi viene ora. Ho dei ricordi bellissimi, Sergio Bardotti mi passava a prendere ad Albissola per andare a Sanremo, chiedi a Franco Fasano che ha vissuto con me quegli anni meravigliosi.

Che ricordo hai della Vanoni?

Lei era meravigliosa, nella vita privata era come poi abbiamo imparato a conoscerla tutti negli anni, ironica, spiritosa, una donna avanti coi tempi. Ero la sua pupilla, ha fatto di tutto per avermi nella sua casa discografica, andavamo a fare shopping, mi chiamava e andavamo sempre in giro. Dopo quel periodo meraviglioso ci siamo perse di vista. Ti dico una cosa che non sa nessuno, ero a Genova e suonavo coi New Trolls, orbitavo in quel mondo. Giorgio Usai, tastierista del gruppo, era con Cristian e mi dice che Ornella mi stava cercando, voleva a tutti i costi io passassi nella sua casa discografica. Io in realtà non potevo perché avevo un piccolo contratto con lo Studio G, pensa che hanno trovato questo accordo, per potermi liberare da quel contratto hanno fatto fare ai New Trolls un tour con Ornella Vanoni.

A proposito di miti, com’è stato lavorare con Loredana Bertè a The Voice?

È stato bellissimo, non so se ti ricordi, ma quando ho scelto lei come coach, le ho ricordato il nome di Federico Crocetta che per primo a creduto in me, un gigante della musica, è stato lui ad avere scoperto Mia Martini. La Bertè con me si è comportata benissimo. Poi per colpa del covid, nelle selezioni successive, ho dovuto cantare collegata da casa, lì la resa non è stata la stessa e il mio percorso si è interrotto.

Qual è il ricordo che hai della musica da piccola? Quando hai deciso che questa sarebbe stata la tua strada?

Non so come dirti, non ho memoria del giorno in cui ho cominciato perché canto da sempre, ho ricordi indelebili con Gianfranco Fasano. Eravamo piccoli, dodici anni. Forse ricordo una prima volta che sono salita su un palco abitavo ad Albissola Rio Termine, io e la amica Giuliana abbiamo improvvisato un palco con della legna che c’era nella piazza e, dopo che lei per gioco ha fatto finta di presentarmi, sono salita sul palco.

La Sicilia come è arrivata?

La Sicilia, terra meravigliosa dove ormai vivo da quaranta anni, è arrivata sempre grazie alla musica. Ero un tour con Sandro Giacobbe, un amico fraterno, sai, lui ha sentito il nuovo brano, mi ha detto cose bellissime, ho i messaggi sul cellulare che non cancellerò mai… ero in tour, di dicevo con Sandro Giacobbe, eravamo partiti da Torino, abbiamo fatto tappa in Sicilia e qui mi ha trattenuto l’amore! Qui mi sento a casa, a me piace stare qui e ad Albissola, su ho tutta la mia famiglia, quando posso vado su e sto qualche giorno, ho tanti fratelli e sorelle, è sempre una festa quando vado ad Albissola.

Che programmi hai per questa estate?

Per l’estate sto mettendo in piedi un gruppo per portare in giro le mie canzoni, pensa che dopo The Voice mi hanno invitata in diverse trasmissioni, dovevo andare da Guardì ai Fatti Vostri, poi alla fine non se n’è fatto più niente, a me, ti dirò, non piace apparire, a me piace cantare e non vedo l’ora che parta il tour estivo.

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