Il 4 marzo Lucio Dalla avrebbe compiuto 74 anni e per ricordarlo, oggi 1/mo Marzo (fino all’8 Marzo), a cinque anni dalla sua more, uscirà in oltre cento sale un documentario dedicato alla sua figura.
“Caro Lucio ti scrivo” è tratto dall’omonimo spettacolo teatrale scritto da Cristiano Governa, con la regia di Riccardo Marchesini.
Il film, prodotto da Giostra Film, è distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.

Egle (Federica Fabiani) era la postina di Lucio Dalla. Dopo la scomparsa del cantautore, il suo lavoro non è finito e viene in possesso di lettere indirizzate al cantautore. I mittenti sono i protagonisti di alcune canzoni di Lucio che hanno deciso di contattarlo e scrivergli.
Il film è stato girato ad episodi, come alcuni celebri film di fine anni ’60. Un lungometraggio composto da più lettere immaginarie dove i protagonisti dei suoi brani come Anna e Marco, Futura, Meri Luis, raccontano, attraverso l’interpretazione di artisti d’eccezione come Ambra Angiolini, Alessandro Benvenuti, Piera Degli Esposti, Neri Marcorè, Ottavia Piccolo, Andrea Roncato e Grazia Verasani, che cosa è stato delle loro vite da quando Lucio li ha perduti di vista.
Questo quanto dichiarato dal regista Riccardo Marchesini
“Lo spettacolo è stata una palestra di fantasia importante prove dopo prove, replica dopo replica, ho iniziato a immaginare sempre più quello che in teatro non si poteva vedere, a dare un volto ai mittenti delle lettere, ai protagonisti delle canzoni, a immaginare luoghi e situazioni dei brani cantati da Dalla. Ho iniziato lì a farmi un mio film. E inevitabilmente mi è venuta voglia di farlo davvero per condividerlo con altri […] È stata un’operazione impegnativa che ha portato alla realizzazione di qualcosa di insolito, che non è facile da classificare. Non è un vero film di finzione, non è un documentario. Sono sicuro che molti erroneamente si aspetteranno un film su Dalla, magari un film biografico, e in un certo senso lo è, ma la biografia che affrontiamo non è quella di Lucio ma la nostra. Questo film parla profondamente di noi, di quella generazione che è cresciuta con le canzoni di Lucio“.

Non ci resta che andare al cinema e vedere questo originale tributo inedito ad un artista che ha contribuito fortemente alla crescita della musica italiana.
Chi scrive non è un’estimatrice delle operazioni-ricordo, perchè spesse volte sono azioni propagandistiche fini e se stesse sopratutto, come in questo caso, se sono rivolte ad un artista come Lucio Dalla, dove nel corso del tempo si è detto tanto, anche troppo, ma si è scritto poco di chi davvero fosse. Speriamo che attraverso questo lungometraggio si possa conoscere qualcosa in più che agli estimatori manca, proprio come Lucio, che manca a molti.
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