Ci sono dischi che, alla sola pressione del tasto play, sanno immediatamente trasferire il proprio spirito a chi l’ascolta e trasportare in un mondo altro. Sarà la magia dei tasti banchi e neri, la suggestione che la musica suonata davvero riesce ancora a regalare o la maestria di un musicista/compositore come Roberto Cacciapaglia – meglio, tutte e tre le cose insieme – ma Atlas rientra senza dubbio nel gruppo degli album sopra citati.
Dopo il successo del precedente Tree of Life, il 25 novembre 2016 è uscito in formato fisico e digitale un doppio album del Maestro romano con quasi trenta brani che ne riassumono la carriera. E il sottotitolo della raccolta, La Riscoperta del Mondo, è un indicativo suggerimento su come ascoltare le tracce: niente bagagli pesanti, solo buone orecchie e apertura di cuore, mente e orecchie.
Nella tracklist Cacciapaglia ha selezionato le composizioni a lui più care, quelle che ne hanno maggiormente segnato il percorso artistico e personale; la sequenza si fa ascoltare con la cristallina piacevolezza di acqua che sgorga e suona fresca, limpida, moderna, lieve e profonda insieme. Le note pulite e nette quasi ripuliscono da tutti i suoni fin troppo artificiosi di certa musica d’oggi, che finiscono per anestetizzare ogni ascolto.

Oltre a due inediti (Reverse e Mirabilis), Atlas contiene anche un commovente omaggio a David Bowie, la cui meravigliosa Starman diventa un brano strumentale senza perdere la natura innovativa e ipnotica dell’originale. L’inciso, con quel suo rincorrersi di note che ambiscono a un volo musicale intimo tra le stelle, resta inconfondibile e indelebile anche in questa rilettura al piano.
L’atlante di Cacciapaglia traccia una carriera iniziata nel 1974, con Sonanze, che è corsa lungo quindici album e la copiosa collaborazione con la Royal Philharmonic Orchestra fino ad approdare all’Albero della Vita di Expo 2015, che si è acceso accompagnato proprio dalla musica del Maestro.
Così Roberto Cacciapaglia racconta il progetto Atlas:
“Nei miei ultimi lavori ho utilizzato una strumentazione e una tecnologia innovativa e sofisticata, con procedimenti che permettono di portare alla luce le componenti del suono: gli armonici, quegli armonici che Pitagora definiva essenza dell’Universo. A me piace chiamarli suoni biologici perché questi Software modernissimi lavorano sull’essenza e la natura del suono. Ecco un caso in cui natura e tecnologia lavorano insieme, non sono in antitesi. Una bella indicazione per il futuro, non solo della musica.”
Con la pubblicazione dell’album iniziano anche gli impegni concertistici del Maestro che nel 2017 sarà sul palco con un organico composto da pianoforte e archi oltre a una postazione elettronica. Queste le prime date live ufficiali: 11 gennaio a Ivrea, 12 gennaio a Biella, 20 gennaio a Savona, 30 marzo a Follonica e il 2 aprile a Potenza. Un buona, buonissima, scusa per andare a teatro.

La tracklist di Atlas:
CD 1
- Endless Time
- Oceano
- Reverse
- Atlantico
- Sillaba
- Wild Side
- Prelude
- Olimpica
- Figlia del Cielo
- Sonanze
- Lucid Dream
- Fiamme
- Dolce Mente
- Starman
CD 2
- Mirabilis
- Seconda Navigazione
- Celestia
- Canone degli Spazi
- The Future
- Floating
- Handel Hendrix House
- Luminous Night
- Sarabanda
- Waterland
- Double Vision
- How Long
- La Scomparsa di Giove
- Last Day

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