In occasione del 45° anniversario della strage di matrice fascista alla Stazione Centrale di Bologna, un evento atroce che causò 85 morti e oltre 200 feriti, la cantautrice Roberta Giallo offre un omaggio intenso e partecipato: la sua interpretazione di Balla balla ballerino di Lucio Dalla.
.
“Ferma con quelle tue mani il treno”: con queste parole di Balla balla ballerino, Roberta Giallo ci conduce dentro una ferita ancora aperta, nel cuore della Stazione Centrale di Bologna, lì dove il 2 agosto 1980 il tempo si è spezzato.
A 45 anni dalla strage fascista, la cantautrice — allieva di Lucio Dalla — rende tributo alle vittime con una versione intensa e nuda del brano, accompagnata solo dalla chitarra di Agostino Raimo. Nessuna amplificazione, solo voce, dolore, presenza.
Il video, disponibile su YouTube, sui canali social della Regione Emilia-Romagna e su Lepida TV, è stato registrato proprio nella Sala d’aspetto della stazione, luogo-simbolo di quell’attesa interrotta, divenuto teatro di memoria collettiva.
Balla balla ballerino, pubblicata poche settimane dopo la strage (nell’album Dalla, settembre 1980), può essere letta come una reazione poetica e simbolica a quell’orrore, anche se non è mai stata esplicitamente dichiarata tale dall’autore.
Alcuni versi — come “ferma con quelle tue mani il treno” — sembrano evocare il dramma di chi era dentro o attorno al convoglio esploso nella sala d’aspetto, tra le vittime e i presenti in stazione. In questa chiave, il ballerino evocato nel titolo e nel testo simboleggierebbe non solo i soccorritori, ma anche le anime ferite che lottano per rimanere umane, per non soccombere alla paura e alla disumanizzazione.
Nel testo, Dalla lancia un messaggio potente: ballare contro la paura, la violenza, la morte. Ballare anche per “tutti i violenti… morti da sempre anche se possono respirare”: un’accusa amara e tagliente rivolta a chi semina violenza, ieri come oggi.
E poi quel verso finale — “Sotto un cielo di ferro e di gesso, l’uomo riesce ad amare lo stesso” — sembra parlare proprio di Bologna: ferita, ma ancora capace di amore, bellezza e resistenza.

L’interpretazione di Roberta Giallo è straordinaria: la sua voce sublime, intensa e limpida riporta in vita la tenerezza, il dolore e la speranza che Dalla aveva instillato nel brano, conferendo al testo una carica emotiva e simbolica nuova. Lì dove un ordigno fascista strappò 85 vite innocenti, ferendo più di 200 presenti, la sua interpretazione risuona come un canto sommesso e potente, intriso di verità e compassione.
Di recente, la Giallo ha pubblicato tre singoli che inaugurano una nuova fase di collaborazioni artistiche e testimoniano la sua cifra artistica, fuori da ogni trend, e il suo status di autentica diva crescente, vocalmente, musicalmente e concettualmente.
Tutte e tre le canzoni hanno dominato le classifiche con il sigillo di qualità Hit Non Hit: Bugia (con Mediterraneo), che canta con sarcasmo e leggerezza la follia collettiva che porta a un’involuzione umana e culturale, in cui tutto si normalizza, Oltre il Karma (con Massimo Forapani), definita una “canzone‑viaggio‑astrale” che esplora stati dell’anima con sonorità elettroniche e mediterranee, e la cover La canzone di Orlando (sempre di Lucio Dalla), che completa una tensione tematica tra memoria e astrazione onirica.
La Regione Emilia‑Romagna — insieme alla Fondazione Lucio Dalla e all’Associazione dei Familiari delle Vittime — ha scelto di manifestare così il ricordo: attraverso la musica e la memoria condivisa. Un invito esplicito a non dimenticare, e a riaffermare un “no” netto al fascismo di ieri e a quello che ancora oggi serpeggia.

Polemiche istituzionali nel giorno della memoria
Alla commemorazione ufficiale, Paolo Bolognesi, presidente uscente dell’Associazione dei Familiari delle Vittime, ha attaccato il Governo e la premier Giorgia Meloni: «Presidente Meloni, condannare la strage di Bologna senza riconoscerne e condannarne la matrice fascista è come condannare il frutto di una pianta velenosa, continuando ad annaffiarne le radici».
La ministra dell’Università e Ricerca, Anna Maria Bernini — presente alla cerimonia — ha replicato senza vergogna: «Non sono d’accordo né a titolo personale né come rappresentante del governo con qualunque riferimento fatto dal presidente Bolognesi all’attualità o all’attuale governo. Qualunque collegamento con l’orrore della strage e l’attualità o l’attuale governo – ha aggiunto – lo respingo senza se e senza ma».
Bernini ha poi definito il comizio di Bolognesi un vero e proprio “comiziaccio politico”, in cui “non sono state onorate le vittime” ma sono state attaccate istituzioni e la riforma della giustizia. Bolognesi, contro il revisionismo storico caro alle destre, ha ribattuto definendo la reazione un’assurdità: «Era un discorso che finalmente concludeva un percorso e arrivava con le ultime due sentenze di Cassazione a un punto fermo di giustizia e l’abbiamo voluto dire in maniera chiara».
Immediata la reazione di molti cittadini e commentatori — tra cui l’antimeloniana per eccellenza Elly Schlein del PD — che hanno chiesto la pubblicazione integrale delle sentenze giudiziarie riguardanti la strage, per impedire ogni forma di censura o dimenticanza istituzionale.
In questo quadro, non poteva non far parlare di sé il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha suscitato polemiche nazionali inaugurando un evento a Canne (Puglia) dedicato al 2241° anniversario dell’archeologica battaglia romana contro Annibale, preferendo un remoto conflitto precristiano al dovere civile della commemorazione di Bologna. La scelta è stata percepita come una provocazione: molti hanno criticato il governo per la mancata partecipazione al ricordo delle vittime della strage fascista.
Quello che, invece di sprofondare, riaffiora con straordinaria forza e bellezza, è la canzone di Dalla e l’omaggio musicale di Roberta Giallo, che diventa un momento di memoria collettiva, resistenza culturale e riflessione politica, accompagnato dalle tensioni e dalle ambiguità delle istituzioni in un giorno di grande significato per la memoria nazionale.
Clicca qui per mettere “Mi piace” a
HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo

Facebook Comments