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martedì, Gennaio 31, 2023

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Tutto è come appare

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In questi due anni di pandemia abbiamo conosciuto il fenomeno del complottismo. Tanti “guru” del sapere oscuro e secondo loro mai rivelato, hanno trovato spazio sul social, forse spinti da un Red Ronnie che in tempi di crisi discografica ha raddoppiato i suoi follower parlando di dimensioni parallele, ufo e miracoli assortiti. Per tutti questi nuovi adepti del nulla cosmico la realtà non è quello che appare, ma il contrario.

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Il fenomeno ha avuto anche una buona promozione da parte di alcune frange politiche che si sono raggruppati nell’inedito partito del NO. No vax, no tav, no tax, no mask, no brain. Anche in concomitanza con la guerra in Ucraina, qualcuno è persino andato in tv a proclamare il No Nato anziché il No War e così di volta in volta, il NO si è aggiornato quotidianamente fino a partorire il “No Vote”, il più alto dato dell’astensionismo elettorale dal dopoguerra in poi.

A forza di celebrare il NO, tutta questa gente che ormai pare una discreta minoranza, non si è accorta che la realtà è esattamente come appare, anzi non è mai stata così trasparente come ora. La crisi economica è alle stelle e ce ne accorgiamo non più calcolando lo spread ma leggendo le bollette della luce e del gas. Il cambiamento climatico è talmente evidente che ci sembra persino normale vedere il mare Adriatico risalire il letto del Po e il doppio degli incendi boschivi rispetto all’anno precedente.

Peccato che per il Partito del No, il cambiamento climatico nell’estate più torrida della nostra storia, sia avvenuto per colpa del Jova Beach Party, quindi altra linfa negazionista da spargere con il No Jova, lo sterminatore dei fratini, l’Attila delle spiagge libere. A pensarci bene, forse tutti questi NO hanno persino fatto vincere la Meloni e l’unico partito dell’opposizione, quello del No a tutti i costi, persino ai 190 miliardi del Pnrr in odore di arrivo con il governo Draghi.

Insomma la realtà non è che quello che sembra ma che è. I cinema e i teatri chiudono, le case editrici falliscono, le edicole spariscono, nei megastore i cd e i dvd fanno posto a bar e rivendite di gadgets, persino il calcio si vede solamente in tv insieme agli stessi identici format che vediamo da oltre vent’anni. La socializzazione si celebra solo tramite aperitivi e adunate nei centri commerciali. In piazza i giovani ci vanno per protestare contro un esame in più a scuola anziché per il lavoro che non c’è. Il nuovo è sparito per decreto di emergenza permanente. Insomma il trend è questo.

Siamo felici di essere clienti e non persone, di continuare ad arricchire Daniel Ek il genietto ideatore di Spotify che specula sulla musica affamando i musicisti, Mark Zuckerberg che paga oltre metà delle tasse del dovuto, Jeff Bezos di Amazon che grazie ai nostri acquisti si permette un volo spaziale in esclusiva e Elon Musk il Ceo di Tesla che ha un tesoretto patrimoniale di 277,1 miliardi di dollari risultando il secondo uomo più ricco al mondo.  Musk ha lanciato l’idea di costituire una colonia umana su Marte, e allo stesso tempo si è espresso contro la proposta di aumentare le tasse sui miliardari opponendosi al senatore democratico Ron Wyden che l’ha promossa.

Questi sono i nuovi miti di questa epoca in rovina e tutto è trasparente, reale, non c’è nessun complotto nascosto. Continuiamo ad arricchire i miliardari e, contemporaneamente, a diventare sempre più poveri e ignoranti. Tutto è come appare. Tutto è quello che è, ma pare che la realtà sia ormai un optional soprattutto per gli aficionados del no.

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