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Neil Young Joni Mitchell e Nils Lofgren contro Spotify per la propaganda No Vax

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Neil Young Joni Mitchell e Nils Lofgren ritirano da Spotify tutta la loro musica per prendere nettamente le distanze dal colosso streaming che consente sulla propria piattaforma pericolose propagande No Vax.
Dopo tante proteste la piattaforma ha annunciato l’inserimento di un avviso prima di tutti i podcast che parlano di Covid.

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Sappiamo tutti come stanno andando le cose e come sono andate negli ultimi due anni di pandemia Covid e sappiamo tutti che dopo la prima ondata di contagi la storia sia diventata sempre più drammatica fino alla produzione di un vaccino. Ed è qui che si creano le spaccature ideologiche e strumentali causate dal Covid e dalla sua prevenzione: Vaccino si, vaccino no.

In questo articolo parlerò di Neil Young perchè fa notizia, perchè in realtà ci sarebbe così tanto da discutere che non basterebbero tutte le parole di questo mondo per chiudere questo argomento così scomodo chiamato COVID. E’ la realtà che stiamo vivendo a distanza di molti anni dalla soppressione di quelle malattie infettive mortali che molti non vogliono ancora accettare e che SI …sono esistite e il covid, che da due anni a questa parte ha mietuto milioni di vittime nel mondo, sta continuando a dimostrare che i vaccini servono per uscire dalle pandemie, per salvarsi la vita.

Ma torniamo a Neil Young che in una lettera aperta (“Possono avere Young o Rogan, non tutti e due”), poi rimossa, ha chiesto esplicitamente a Spotify di eliminare tutti i suoi brani presenti sulla piattaforma perchè il podcast The Joe Rogan Experience, presente sulla stessa piattaforma, fa palese e pericolosa propaganda NO-VAX causando disinfomazione e superficialità.

Spotify è seguita da milioni di giovani che potrebbero essere influenzati negativamente da fuorvianti pareri antivax conducendoli probabilmente ad essere facilmente contagiati dal virus e nel peggiore dei casi alla morte.

In ogni caso Spotify per motivi prettamente economici ha scelto il podcast No Vax al grandissimo artista e ha rimosso di fatto la sua musica dalla piattaforma.
La risposta a Neil Young da parte del colosso streaming non si è fatto attendere: ”Vogliamo che tutta la musica e i contenuti audio del mondo siano a disposizione dei nostri clienti. Con questo viene la grande responsabilità di bilanciare la sicurezza degli ascoltatori e la libertà dei creatori” augurandosi che presto l’artista possa ripensarci e ritornare da loro. 

Ricordiamo che Spotify ha sottoscritto due anni fa un accordo da oltre cento milioni di dollari per avere l’esclusiva del podcast di Joe Rogan, per cui gli interessi, come sempre, vanno oltre “la cosa giusta da fare”.  


Ma la storia sembra non concludersi qui, perchè a Neil Young si sono aggiunti anche Joni Mitchell e Nils Lofgren che hanno ritirato, per protesta, la loro musica da Spotify. Sono seguite centinaia e centinaia di proteste sulla piattaforma da parte di gente, e soprattutto medici, che vorrebbero che la piattaforma smetta di supportare idee e posizioni pericolose e false su argomenti delicati come il covid e i vaccini.

spotify

A questo punto la piattaforma ha annunciato l’inserimento di un avviso prima di tutti i podcast che parlano di coronavirus. A spiegare il tutto è stato il CEO Daniel Ek:

Su Spotify ci sono tante individualità e opinioni diverse, tra cui molte con cui non sono per niente d’accordo, ma non possiamo diventare censori dei contenuti […] la piattaforma ha le sue regole che definiscono cosa sia accettabile o meno […] A giudicare dal feedback che abbiamo ricevuto nelle ultime settimane […] è chiaro che abbiamo l’obbligo di offrire un’informazione bilanciata e accettata dalle comunità scientifiche che ci stanno guidando in questo momento. Sono temi incredibilmente complessi. Stiamo lavorando a un avviso che parterrà gli ascoltatori direttamente nel nostro Hub dedicato al Covid-19, una risorsa che darà accesso facile a informazioni condivise da scienziati, accademici e autorità sanitarie di tutto il mondo, oltre a fonti affidabili“.

Per cui le nuove Platform Rules, Spotify proibisce la pubblicazione di contenuti che promuovano informazioni mediche false o pericolose che possano danneggiare la salute pubblica. Tra queste c’è tutto ciò che indica che  «AIDS, Covid-19, cancro o altre patologie mortali siano una truffa» e anche chi «incoraggia il consumo di candeggina per curare le malattie» e «suggerisce che i vaccini approvati dalle autorità siano progettati per causare la morte».

Intanto, dopo tutto quanto successo, ha detto la sua anche Joe Rogan, che in un video dice di essere dispiaciuto per quello che sta succedendo a Spotify anche se continua a difende i suoi discutibili e controversi ospiti: “I miei podcast sono strani perché sono conversazioni. Spesso non ho idea di quello di cui parlerò, le mie idee non sono così approfondite perché arrivano in tempo reale, ma faccio del mio meglio, quelle sono conversazioni e credo che sia il fascino dello show. Per questo, voglio ringraziare Spotify per avermi supportato in questo periodo, mi spiace per quello che gli sta succedendo“.

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