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giovedì, Dicembre 2, 2021

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BALLANDO A ROVESCIO

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Chi scrive ha avuto la fortuna di conoscere e lavorare con dei grandi maestri: Nanni Ricordi in primis, l’inventore della discografia italiana e del cantautorato.

Da loro ho imparato la musica, la scrittura, saper riconoscere il talento e soprattutto un atteggiamento aperto e al tempo stesso critico, verso il mondo artistico. Tutto questo è servito a me e a tanti altri che hanno avuto le stesse opportunità, ma ora con l’avvento del fenomeno talent show, i “maestri” sono divenuti altri, ovverossia gli opinionisti.

Ovviamente non voglio generalizzare perché alcuni talent show generalisti hanno avuto il merito di formare giurie competenti, altri invece hanno scelto una linea sinceramente incomprensibile che avvalora il noto motto “Gente sbagliata nei posti giusti”, valido non solo nel settore dello spettacolo ma anche nell’ informazione, nella politica e in altri campi.

Per questo anomalo rovesciamento del sapere, accade così che l’artista Morgan diventi un concorrente giudicato da una opinionista o polemista se volete, Selvaggia Lucarelli, nella veste di giudice. Morgan non è certo un ballerino professionista ma la musica, il ritmo e l’espressione artistica li conosce perfettamente. Nutro invece forti dubbi a riguardo, per la Lucarelli, donna dinamica, arguta, intelligente che ha capito come cavalcare l’onda di questa “nuova classe” di maestri e giudici in tv fino a permettersi di stroncare gli artisti con affermazioni e commenti sprezzanti.

Nell’ ultima puntata di Ballando su Rai Uno, dopo l’esibizione di Morgan e della sua insegnante di danza  Alessandra Tripoli, ha commentato:

“Sembrava uno di quei balli che può ballare una tribù amazzonica dopo aver leccato un rospo”.

Battuta infelice dato che nonostante il suo nome, Selvaggia non essendo laureata in antropologia, di cultura tribale credo ne sappia ben poco. In quanto alla leccatura di rospo forse vuole intendere effetti lisergiche causate da sostanze psicotrope? Non se ne capisce il senso. Ora se la Lucarelli facesse il mestiere della comica la battuta avrebbe potuto anche far ridere, ma dato che comica non è, l’effetto procurato è risultato solo livore allo stato puro. Se Selvaggia si prendesse poi la briga di leggere qualcosa sulle tribù dell’Amazzonia come ad esempio i Sapanawa o i Nahua  scoprirebbe che sono talmente autoprotettivi che quando vedono un bianco fuggono a gambe levate o gli lanciano addosso frecce e sassi , perché sanno benissimo che potrebbero incorrere in malattie mortali. Altro che tamponi o leccate di rospi. Ma è ovvio qui si parla di Ballando con le stelle, mica di Quark, quindi tutto risulta lecito.

Sere prima a x Factor, Mika è stato ancor meno elegante della Lucarelli nei confronti della band rock Mutonia:

“Mi fate schifo”.

Il cantante Matteo che è un rocker puro, mica uno studente di Oxford, come reazione scopre una gamba come a dire: “questa ti piace?”. E’ chiaramente una provocazione ironica ma la cosa sfugge all’altro giudice Hell Raton che addirittura si offende:

“Porta rispetto, se qui per farti giudicare”.

Peccato che lo stesso nella puntata precedente abbia rimproverato al rocker di non essere abbastanza trasgressivo, tanto da consigliargli di dar fuoco all’abito da sposa che indossava.

Insomma il giudice, il sommo tutor o il cattivo maestro da talent, chiamatelo come volete, non può essere contestato. Guai a farlo. Questi nel pieno del loro ruolo, tutto da dimostrare, reagiscono al livello di “oltraggio alla corte”. Non è che si prendono troppo sul serio? Suvvia, siamo nella tv generalista di puro intrattenimento, mica in una aula di un tribunale.

Ora il rispetto o è reciproco o non esiste proprio. E qui torniamo al punto iniziale. Un vero maestro, un docente o un esperto autentico non ha bisogno di lanciare strali nei confronti dei suoi esaminati, perchè basta la sua autorevolezza per essere rispettati. I “cattivi maestri” di oggi invece confondono l’essere autorevole con l’essere autoritario. Se poi vuoi essere tutti e due, devi anche dimostrarlo da curriculum.

Ora la formula talent show può anche essere formativa, ma a patto che chi giudica sia competente della materia che va in scena e si rappresenta. Ma in realtà questa normalissima applicazione sconvolgerebbe il dogma classico della tv generalista dove conta solo svegliare il telespettatore dal suo dormiveglia, e il miglior modo per farlo è a suon di insulti, risse verbali, offese, scleri e dipartite di embolo. E’ ormai una procedura rituale consolidata. Il bon ton non fa ascolto. Tantomeno la competenza. Il risultato è che chi dovrebbe fare il maestro fa il debuttante e chi dovrebbe debuttare siede in cattedra. Insomma si aprono le danze ma si balla a rovescio.

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