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lunedì, Agosto 2, 2021

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ORIETTA BERTI, IL PICCANTE CHE PIACE A TUTTI VA A “MILLE” CON FEDEZ ED ACHILLE LAURO

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Orietta Berti è una di noi. “Hai risolto un bel problema, e va bene così. Ma poi me ne restano mille” canta sorridente e swingosa in “Mille”, il brano che Fedez canta con lei ed Achille Lauro.

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Una genialata che ha già milioni di visualizzazioni ed è lanciata a prendere lo scettro di tormentone di quest’estate. Tanto del merito è proprio di Orietta che vive il tempo senza l’ansia di piacere a qualcuno. Per questo, a 78 anni appena compiuti, lei piace a tutti. Perché sa stare con tutti, senza avere padroni. Il suo orgoglio è di essere moglie, mamma e nonna, difende i valori della famiglia ma anche le libertà di scelta degli altri. Orietta è la cantante della “medietà”, lei sta in mezzo, è il comune denominatore tra fasce diverse di pubblico. Lei è la voglia di restare giovane in un’età definita fragile ed è un punto di riferimento per chi crede ancora che da questa Italietta si possa uscirne vincitori. Ha festeggiato i 55 anni di carriera e i 54 di amore con Osvaldo, condensando il tutto in un disco di 20 inediti dal titolo su misura: “La mia vita è un film”. La Berti (in verità Galimberti) è la prova reale che “finché la barca va, lasciala andare”, ma ricordandoti che senza passione ed impegno faresti la fine di Schettino.

“La voce – spiega la cantante emiliana– è un muscolo che va tenuto allenato quotidianamente. Io quando faccio i lavori di casa mi metto le cuffie e canto, almeno per un’ora. E’ così da quando avevo 18 anni… La voce non invecchia mai se le stai dietro e non hai stravizi”. Deve essere per questo che con lei anche il Covid ha perso, pur ostinandosi a metterla in difficoltà proprio nei giorni della scelta di Sanremo. Ha vinto lei, la donna mediana che, come capita nel calcio, organizza il gioco e recupera palloni. Canta, sorride e chiacchiera. Di tutto e con tutti. Lei è nata nel segno dei Gemelli, il primo giugno 1943, come Marilyn Monroe, “ma a me è andata decisamente meglio”. Lei è Peppone e Don Camillo insieme non solo perché è nata a Cavriago, 25 chilometri da Brescello, ma perché se col Partito Comunista ci è cresciuta per via del papà militante ed ex partigiano, nella quotidianità svolge un percorso di fede e preghiera con un padre spirituale, don Guido Colombo, a cui ha chiesto benedizioni anche nelle serate di Sanremo.

Orietta ha preso il nome da un personaggio di Liala amato dalla mamma ma il soprannome di “bersagliera” glielo ha dato papà per l’entusiasmo con il quale vendeva garofani e copie dell’Unità alle feste di partito. Oggi sono tutti pazzi per lei che tiene banco alle sagre di paese, si diverte al “Cantante mascherato” e a “Indovina la canzone”, diventa un fumetto su Topolino, fa l’opinionista e spopola sui social. Ha una collezione sensuale di lingerie e guepiere ma, da buona mediana, anche un centinaio di acquesantiere.

Lei non sognava di fare la cantante, ma pensava di diventare maestra oppure sarta. Orietta è un po’ ragionier Fantozzi e un po’ casalinga di Voghera. All’ultimo Sanremo in hotel ha allagato la camera, dimenticandosi di chiudere l’acqua sui fiori appoggiati nel lavandino. E’ stata pure inseguita da tre volanti della polizia che l’hanno intercettata mentre, durante il coprifuoco, andava a ritirare gli abiti di scena. Sempre al Festival, in un momento di distratta euforia, ha dichiarato di sognare un duetto con i Naziskin, invece che con i Maneskin… Per qualsiasi altro cantante sarebbe partita la gogna mediatica ed almeno un’interrogazione parlamentare, per lei, invece, il caso si è chiuso con una risata e un invito a cantare insieme da parte dei diretti interessati.

Lei è tutto quello che non ti aspetti da una star: un prontuario di consigli e ricette della nonna. Per esempio prima di un concerto prende dal freezer un peperoncino rosso. “Deve essere fresco  – ha raccontato-, non secco e tantomeno in polvere. Ne mangio uno col pane, mi schiarisce la gola e mi carica perché contiene vitamina C come tre arance”.  Lei il tempo lo lascia scorrere senza perderlo in chirurgia plastica o diete, ma lo insegue standoci dentro. A Sanremo si è affidata allo stylist di Jovanotti ed Achille Lauro, ha indossato abiti estrosi e con due luccicanti conchiglie che in un attimo sono diventate virali. E non ha neppure rinunciato ai 10 centimetri di tacco che sono tanta roba quando al Festival ci torni dopo 29 anni.

La Berti sarebbe stata molto amata da De Coubertin, viste le 12 partecipazioni senza vittoria a Sanremo e pure la finale persa nel 2018 a CelebrityMasterChef, battuta ai fornelli da Anna Tatangelo. Ma poi i vincitori si fermano o scompaiono mentre l’Orietta, che ha già messo in cassaforte passato e presente della musica italiana, vuole prendersi pure il futuro. E lo fa con “Mille”, una hit generazionale con Fedez ed Achille Lauro, due rapper di 31 anni ciascuno. Lo desiderava, lo aveva confessato davanti ad un bicchiere di lambrusco. Come diceva Oscar Wilde, ma anche la nonna della Berti, “bisogna sempre stare attenti a ciò che si desidera perché potrebbe avverarsi”.

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