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venerdì, Giugno 18, 2021

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Manuel Aspidi torna con “Soli a Metà.2.0” e fa coming out – INTERVISTA

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Oggi per FareMusic ho intervistato Manuel Aspidi, un interprete noto al grande pubblico per la partecipazione ad Amici nel 2007.

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lo abbiamo visto ancora in un talent show su Rai 2, nel 2016 ha partecipato a The voice of Italy, scelto nel team dell’inossidabile Raffaella Carrà. Il suo percorso artistico lo ha allontanato negli ultimi anni dalla scena nazionale per spiccare il volo in America con un brano, Last call, scritto da Phil Palmer e Julian Hilton.

Qualche settimana fa ha rivelato la propria omosessualità a Ogni Mattina il programma televisivo di Adriana Volpe sulla 8: “Sono gay. Questa è la prima volta che condivido questa mia realtà in pubblico. Ho ritenuto sia arrivato il momento di essere finalmente chi sono

Questo coming out arriva in concomitanza con il suo ritorno sulle scene con la pubblicazione, in veste rinnovata, di Soli a metà, primo inedito che Manuel ha cantato ad Amici ben quattordici anni fa.

“Soli a Metà.2.0” (su etichetta Thomas Music and Art) è un inno all’amore che deve essere vissuto aldilà del colore della razza, della regione, dell’orientamento sessuale e di tutti i confini.

Ho sentito Manuel per fare due chiacchiere sul suo percorso artistico, legato alla crescita personale, quindi per parlare di sé e della sua musica.

manuel aspidi

Ciao Manuel, è un piacere sentirti, ho visto diverse cose condivise da un’amica comune Franca Dini, che da un po’ di tempo parla con entusiasmo delle tue doti artistiche, mi fa piacere potere scambiare con te quattro chiacchiere qui per FareMusic…

Ciao Antonino, grazie a te, è stato un periodo molto intenso, ho lanciato l’11 maggio questo nuovo singolo, posso chiamarlo “nuovo”, perché ha una veste musicale inedita, è un brano al quale sono molto legato, pensa, all’epoca ad Amici c’era una commissione che aggiudicava gli inediti al cantante in gara, fui felicissimo di poterlo cantare e sono ancor felice oggi di poterlo portare sulla scena musicale, è stato scritto da una coppia di autori palermitani Salvatore Taormina e Giusi La Piana, loro, in qualche modo lo avevano scritto pensando alla mia vocalità, io l’ho sentito subito mio quando ascoltai da subito il provino eseguito a piano e voce. È una canzone che parla d’amore, un amore interrotto ma che continua a vivere, non è una storia finita, è una storia che è rimasta a metà. Il significato profondo di Soli a Metà è un inno all’amore che deve essere vissuto aldilà del colore della razza, della regione, dell’orientamento sessuale e di tutti i confini.

Un testo interessante, mi piace perché c’è un’idea dentro che tu canti alla perfezione, ho letto molti commenti positivi, qualcuno dice che è l’inedito più bello che sia stato presentato ad Amici, hai fatto bene a riproporlo. Ho visto che sei stato ospite ad “Ogni mattina” su tv8 nel programma di Adriana Volpe e che hai parlato della tua omosessualità in un momento storico particolare, per adesso si parla di decreto Zan in tutti i salotti televisivi.

Ringrazio sempre chi sostiene la mia musica, questi apprezzamenti sulla canzone mi rendono molto felice… Sì, ho voluto fare coming out e ne ho parlato nel talk mattutino di Adriana Volpe, è una cosa che ho voluto fare, è la prima volta che condivido questa mia realtà in pubblico, ho ritenuto sia il momento di rivelare finalmente chi sono. Non sono sbagliato e non lo sono tutte le persone come me, per me è stato importante dirlo alla mia famiglia, i miei mi hanno sostenuto dal primo momento, anche se ho sofferto tantissimo, ho dovuto tirar giù molti macigni. Tutti abbiamo il diritto di vivere la nostra vita senza difficoltà.

Hai fatto benissimo, sono felice di potere ascoltare queste parole condite di tanta serenità, credo sia la cosa più importante, essere consapevole del bene che hanno per te le persone che ti stanno attorno. Ma torniamo alla tua musica, qual è il primo ricordo che hai sulla musica, qual è stato l’approccio con questa professione? Suoni qualche strumento?

Ho ricordi da sempre, avrò avuto quattro anni, amavo le colonne sonore dei film di Walt Disney, amavo cantare, no, non suono uno strumento in particolare, ti dicevo, amavo cantare, il mio primo palcoscenico è stato il salotto di casa, disponevo le sedie per i miei e mi esibivo. Pensa, (ride, nda) facevo anche pagare il biglietto! Mi divertivo ad esibirmi ma ero timidissimo, per la tensione ad un primo concorso mi fecero notare che mentre cantavo, mi grattavo, la tensione che si ha sul palco è qualcosa di magico, col tempo ho imparato a gestire.

Ho visto un video su Youtube, una tua esibizione a The Voice, ho visto che eri nel team di Raffaella Carrà, prima che tu inizi a cantare Dolcenera dice: «Manuel è sotto stato di choc!», neanche il tempo di dirlo e sei partito come un razzo in un’interpretazione stupenda, lasciando tutti a bocca aperta, di “I dont’ want to miss a thing”…

Grazie mille, anche quella è stata un’esperienza straordinaria, mi nutro di emozioni, quel palco è stato davvero molto emozionante, se mi guardo indietro sono contento del percorso che sto facendo, mi piace pensare che il viaggio sia più bello della destinazione e la musica mi sta portando a fare un viaggio davvero molto ricco di emozioni.

Che progetti hai oltre la promozione del nuovo singolo?

Tanti progetti, stiamo lavorando al nuovo album, stiamo preparando il tour che l’anno scorso abbiamo dovuto sospendere per via delle restrizioni imposte dalla pandemia, speriamo che quest’anno tra i benefici del vaccino e il buon senso di noi tutti si possa tornare pian piano alla possibilità di cantare dal vivo. Ho voglia di cantare, di tornare a farlo per il mio pubblico. Devo ringraziare il mio manager e produttore Thomas Aspidi, Franca Dini responsabile della comunicazione, tutti i miei collaboratori, il mio produttore artistico Ugo Bongianni pianista arrangiatore, produttore che vanta numerose collaborazioni con artisti del calibro di Mina, Fossati, Celentano e tantissimi altri…

Grazie Manuel, grazie per questa chiacchierata, buona musica, buona ripresa del tour e ci sentiamo presto.

Grazie Antonino, grazie a te e a tutti i lettori di FareMusic, ti saluto.

manuel aspidi

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