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domenica, Maggio 16, 2021

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Meazza, cantautore milanese, esce con “Le parti peggiori” – INTERVISTA

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Oggi per FareMusic ho raggiunto al telefono Meazza, un cantautore milanese che in questi giorni presenta il suo terzo singolo dal titolo “Le parti peggiori”. Ci racconta com’è nato questo brano, del suo modo di fare musica, e che ruolo ha avuto la musica nella sua vita, prima da fruitore, oggi da autore.

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Il nuovo singolo è prodotto da Ioska Versari, etichetta discografica Flebo ed è distribuito da Artist First.

meazza

Ciao Meazza, sono Antonino Muscaglione, ti do il benvenuto su faremusic. Come stai?

Ciao Antonino, eccomi, ti stavo aspettando, tutto bene, ho appena finito di lavare i piatti (ride, nda), c’è una giornata stupenda, un clima primaverile che ti fa essere positivi.

Concordo, c’è una luce bellissima, io sto provando a fare la pizza. Allora, sono qui per parlare del tuo nuovo singolo, l’ho ascoltato e ti devo dire che, una volta terminato, sarà anche che è breve, ma ti viene subito voglia di riascoltarlo. Ho voluto risentirlo di nuovo, prima di chiamarti al telefono, si intitola “Le parti peggiori”, ti chiamo allo scopo invece di far venire, dopo questa chiacchierata, la parte migliore di te! Intanto vorrei partire da un aspetto tecnico, che tu lo spiegassi ai nostri lettori, ho letto di una critica per l’uso di autotune e la risposta a questa critica del tuo produttore che parla di uso del “pitch”.

Grazie, questo è un bellissimo complimento, mi fa piacere tu abbia sentito la necessità di riascoltarla. Per quanto riguarda la critica a cui ti riferisci c’è un errore di valutazione in chi l’ha mossa, una cosa è usare l’autotune per correggere delle imperfezioni della voce in studio, cosa che non abbiamo fatto noi, un’altra è usare un effetto, nello specifico il “pitch”, che è un plug in, serve per alzare la voce di un’ottava o di due ottave per creare l’effetto “elio”, sai, quando dico nella canzone: “tu hai conosciuto la parte peggiore, tu hai conosciuto la parte peggiore”, abbiamo trovato sterile la critica perché l’uso è stato strumentale per  una scelta artistica.

Chiaro, avevo una curiosità su questo tecnicismo, l’hai risolta. Tornando alla tua musica, parafrasando il titolo del nostro magazine, FareMusic, per te cos’è fare musica?

Bella domanda, per me fare musica è qualcosa che si avvicina alla religione, una forma artistica che ti eleva l’anima, è anche una medicina, per me lo è sempre stato. Posso dire che mi sono curato ascoltando musica, per dare luce a delle tematiche complesse interiori, spero che la mia musica possa avere questo ruolo anche per chi l’ascolta, per me, in fase di scrittura ha un valore terapeutico,  spero che anche i miei brani possano avere un effetto curativo, di speranza.

Tornando al tuo brano “Le parti peggiori”, ad un certo punto dici “quando non ti senti in pace scrivi”, quindi ti riferisci a questo? Cioè che quando non ti senti in pace scrivi per fare pace con te stesso?

In realtà non è nata per questo quella frase, ma mi sorprende questa interpretazione, e mi piace, perché dà al testo un’altra chiave di lettura, nello specifico mi rivolgo alla mia lei, alla lei della canzone e le dico “siamo ancora vivi, quando non ti senti in pace scrivi”, però ci sta la tua interpretazione, del resto, come mi chiedevi prima, quando scrivo, lo faccio anche per esternare delle cose mie irrisolte, la scrittura mi aiuta a farle venire fuori e a far pace con me stesso. Mi chiedevi anche sul fare musica, aggiungo un’altra cosa, fare musica ha un valore aggregativo, si fa musica per amicizia. Mi è anche capitato di fare musica per conquistare una ragazza, ma non credere sia sempre tutto rose e fiori, ho provato ad usarla ma non mi è andata bene, anzi, quando facevo sentire una canzone ad una ragazza e le dicevo che l’avevo scritta per lei, la lei in questione non la prendeva bene, si impauriva e andava via.

meazza

Immagino che “Le parti peggiori” sia nata da un’esperienza vissuta…

Sì, immagini bene, in quella storia le cose non andavano bene, è una storia chiusa, ed è nato questo brano.

Ora, non ti voglio apparire uno che la butta nel gossip, ma la lei in questione  la senti ancora? Lo sa che, in qualche modo, grazie a quella storia, è nata questa canzone?

No, non ci sentiamo più, ma se ha sentito la canzone magari se lo immagina.

Che ricordi hai con la musica da piccolo? Che approccio hai avuto con questo mondo? E qual è il tuo modo di scrivere, preferisci partire dal testo o dalla melodia?

Respiro musica da sempre, da quando ero piccolo, ho un fratello maggiore che ha dieci anni più di me, io avevo cinque anni e lui a quindici già suonava e scriveva canzoni, mio padre è un attore di teatro, quindi ho sempre respirato, come dire, aria di palcoscenico, aria di musica. Fino a qualche anno fa scrivevo musica rap, oggi scrivo l’armonia al piano, il testo nasce dopo, ma sempre con una base musicale già definita, non è per tutti così, parlavo tempo fa con un cantautore, autore che scrive anche per molti artisti, Roberto Casalino, lui mi diceva che spesso parte dalla scrittura di un testo, io non riuscirei, sarà forse perché ho un’attitudine rap, non lo so, per ora è così, poi magari col tempo si cambia, forse quando avrò quarant’anni avrò un altro modo di scrivere.

Mi piace anche la copertina del singolo, l’artista ha disegnato questi personaggi che sembra danzino, chi è l’artista?

È un’opera di Mario Jin, uno street artist che fa cose molto interessanti, non lo conosco personalmente, lo seguo su Instagram, credo che per i personaggi a cui ti riferisci gli siano venuti in mente i manichini dei crash test ispirato, suppongo, dalla mia frase “ci siamo ribaltati dentro ad un parcheggio”

Giusto, non li avevo associati… Meazza, grazie per questa chiacchierata, per l’entusiasmo nel raccontarmi il tuo mondo, buona musica e al prossimo singolo.

Ciao Antonino, grazie a te, a presto.

(P. s. su com’è finita con la mia pizza, stendiamo un velo pietoso. Un impasto appiccicoso, umido e inconsistente, ho conosciuto la parte peggiore di me… come pizzaiolo. Per stasera ho tirato fuori dal freezer una triste pizza surgelata che non delude mai! Andrà meglio domani, perché sia chiaro, ci riprovo!)

 

 

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