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domenica, Aprile 11, 2021

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Petizione che chiede equità tra l’Ariston di Sanremo e gli altri teatri italiani

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Sono state già raccolte oltre 52 mila firme a sostegno della petizione on line lanciata su Change.Org dal titolo: “Equità fra il Teatro Ariston e tutti gli altri Teatri italiani” indirizzata ai ministri Speranza, Franceschini e alla Rai, a sostegno della ripresa delle attività nei teatri italiani dove la sicurezza, le distanze tra gli spettatori e gli ingressi contingentati possono certamente essere garantiti.

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La presa di posizione è nata in seguito alle decisioni della Rai di trovare un escamotage che consenta di avere il pubblico in sala al Teatro Ariston durante il Festival, nonostante il DPCM in vigore fino al 5 marzo e il parere negativo del prefetto di Sanremo Alberto Intini.

La Rai ha, infatti, recentemente pubblicato un avviso in cui si legge che “sta reclutando, con carattere di urgenza, coppie di figuranti conviventi (claqueur) per le cinque serate in diretta dal Teatro Ariston”.

Nella stessa call, riportata anche dai quotidiani nazionali, si segnala che l’impegno è previsto dal 2 al 6 marzo 2021.

Per essere “assunti” sarà fondamentale essere conviventi: “Il requisito di convivente – precisano nel comunicato – permetterà di occupare due poltrone ravvicinate, distanziate dalle altre almeno di un metro. Sarà richiesta un’autodichiarazione di convivenza ed inoltre, sarà richiesto un tampone (rimborsato da Rai) nei giorni precedenti la prima convocazione”.

Una decisione che non ha mancato di suscitare polemiche e che ha fatto insorgere molti attori teatrali italiani e alcuni direttori artistici. Tra questi Davide Livermore del Teatro Nazionale di Genova che ha detto: “Assisteremo a Sanremo con il pubblico in sala? Allora noi apriremo i teatri e sul palco ci sarà il nostro festival: primo concorrente Shakespeare”.

Ha inoltre aggiunto: “È possibile immaginare che improvvisamente il pubblico si materializzi all’Ariston e l’immagine passi sulla testa china dei templi della Scala, il San Carlo, l’Opera di Roma, il Carignano e il Teatro Nazionale? Tutti i teatri sono in sofferenza, sono arrabbiati e indignati, ma siamo stati alle regole, ora però con Sanremo non ci stiamo, è discriminazione politica”.

E proprio di questa discriminazione si occupa la petizione su Change.Org dove si legge:

Dopo il “no” al pubblico nel Teatro Ariston da parte del Prefetto di Imperia la Rai sta pensando di ingaggiare dei figuranti al posto del pubblico per il Festival di Sanremo.

Visti tutti i DPCM dei mesi scorsi che vietano lo svolgimento di qualsiasi evento aperto al pubblico in teatri, sale da concerto, luoghi assimilabili o addirittura all’aperto, questo è inaccettabile.

Cosa cambia tra i figuranti e il pubblico? Non si tratta sempre di persone sedute in platea che assistono allo spettacolo? Ne differisce solo il nome, un ottimo escamotage legale che offende tutti gli italiani che non possono lavorare nei teatri e quelli che da mesi non possono godere dell’Arte.

Pertanto tutti i lavoratori del settore Arte e Spettacolo e tutti coloro che tengono a cuore questa causa, CHIEDONO parità di trattamento, in quanto il Teatro Ariston non è e non deve essere un’eccezione alla legge.

In altro modo, anche tutti gli altri Teatri italiani potrebbero applicare rigidi criteri e protocolli di monitoraggio della diffusione del COVID-19, sanificazione e distanziamento, come hanno già fatto nei mesi estivi con ottimi risultati.

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