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mercoledì, Gennaio 27, 2021

Vasco Rossi: il nuovo album “palindromo” uscirà il 12 novembre

Vasco Rossi annuncia che tornerà con un nuovo e attesissimo album il 12/11/21, una data che scritta in questo modo risulta una data palindroma

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Storia di un album: “Che Ritmo” del 1981, disco di Beppe Starnazza e i Vortici

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Storia della genesi dell’album di Beppe Starnazza e i Vortici “Che Ritmo” del 1981, raccontata dall’allora produttore esecutivo del disco, Roberto Manfredi.
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Nel 1980 decido di dare le dimissioni dalla Polygram. Scopro che l’azienda è in grossa crisi. Un giorno Il presidente Alain Trossat mi convoca in ufficio e mi propone di eliminare un bel po’ di artisti che lui stesso ha messo sotto contratto per tre anni, prima che mi assumesse.
Molto perplesso rispondo: “Lei mi assunto per farli i dischi e soprattutto di quegli artisti che lei ha messo sotto contratto. Non mi ha assunto per licenziarli per cui la mia risposta è no”.

Dopo un paio di mesi mi licenzio e mi trasferisco a Roma. Entro in una piccola società: “La Multipla” con Pasquale Minieri, Gaetano Ria e Anna Bernardini. Decidiamo di produrre dischi e concerti dato che siamo tutti bravi professionisti. Conosciamo Paolo Giaccio patròn di Mister Fantasy su Rai Uno, appena reduce dal boom di Ivan Cattaneo con l’album “Italian Graffiati”. Lui vuole proporre un altro album di cover rivisitate da inserire nel programma.

Così nel 1981 parte l’operazione Beppe Starnazza e i Vortici con il frontman Freak Antoni e una band composta da Pasquale Minieri alla chitarra, Lele Marchitelli al basso (che recentemente ha fatto le musiche del serial “Young Pope”), Tommaso Vittorini ai fiati, Franco Serafini alle tastiere e alla batteria più una serie di musicisti rotanti per il tour.

Televisivamente partecipo anche io al secondo sax perché ,pur non sapendolo suonare, mi dicono che so stare bene sul palco. E la cosa mi diverte assai. Ufficialmente sono il produttore esecutivo e inizio subito a contattare la discografia forte del fatto che parteciperemo a Mister Fantasy per dieci puntate in prima serata su Rai Uno.

Gioco facile perché la CGD che ha già venduto 600 mila copie di “Italian Graffiati” e vuole bissare il successo. Senonché io ne avevo già parlato con il mio amico Enrico Intra alla CBS fortemente interessata a pubblicare l’album. Scatta così una sorta di “asta al rialzo” che alla fine mi fa ottenere il contratto dei sogni con la CBS.
Festeggiamo con brindisi nell’ufficio presidenziale della CBS come da foto allegata.

i vortici

L’operazione è interessante, dato che scegliamo un repertorio che va dagli anni trenta in poi rivisitato in chiave rockabilly e swing elettrico. Freak spolvera brani di Petrolini, Natalino Otto, Fred Buscaglione e Pippo Starnazza da cui “ruba” il cognome. L’album è fortemente ritmico e il titolo si suggerisce da solo: “Che ritmo”.

Registriamo a Roma con il grande Gaetano Ria ingegnere del suono. Tuttavia l’album ha una produzione un po’ difficoltosa, non tanto per i superbi arrangiamenti e le sonorità, quanto perché Freak, che ha un’attitudine punk provocata dai suoi Skiantos, deve adattarsi a uno stile diverso rispettando la melodia dei celebri hit del passato. Noi tutti Vortici vogliamo farlo diventare un vero cantante, ma in realtà sbagliamo perché Freak ha una dote di interprete naturale e particolarissima che sfugge alle regole e, dopo una settimana, dopo averlo visto dare calci alle aste del microfono e alle cuffie, scopriamo che ha ragione lui. E’ uno spirito libero e dà il meglio di sé quando interpreta i pezzi a modo suo. Fanculo il tecnicismo. Un cavallo pazzo non può essere rinchiuso in un recinto.
L’album alla fine è davvero curato, pazzo e divertente come da presupposti. La CBS è entusiasta.

I dolori arrivano dopo quando sbarchiamo a Milano negli studi della Rai a registrare Mister Fantasy. Il primo giorno litighiamo subito con il regista che non sa usare il cromakey. Peraltro ha un background e una formazione che con il rock c’entra come il coniglio con le cozze. Dovevamo esibirci su una sorta di piccolo palco rotondo che limitava moltissimo i nostri movimenti e l’effetto cromakey non solo dietro di noi era anche sotto, per cui  galleggiavamo nello spazio su una sorte di batuffolo di cotone rotondo.

Alla fine decidiamo di adattarci perché mica potevamo far cambiare la scenografia. Ci prendiamo però la libertà di sceglierci la costumista (Mimma Gini) i trucchi e le parti attoriali e autoriali. Alla fine il risultato piace a tutti e in tre giorni registriamo tutte le dieci puntate.

Peccato che la CBS avendo già la promozione in tasca non faccia altro che distribuire l’album. Escono pochissimi articoli, nessun tour nelle radio e niente ospitate promozionali in tv. L’album quindi venderà molto meno di “Italian Graffiati” di Cattaneo. Facciamo un paio di singoli, uno tratto dall’album e uno nuovo con un medley di Petrolini con una base ritmica rock anni ottanta.

Facciamo anche un tour in giro per l’Italia in luoghi assolutamente diversi come capienza e target. Il manager Paolo Guerra ci porta un po’ dovunque ma senza una strategia promozionale. A Mestre ricordo, suoniamo in un circo con tanto di gabbia di un leone dietro il palco, persino con un leone vero sedato che fa una tristezza assoluta. A Riccione invece suoniamo in una sorta di enorme ristorante-discoteca con tanto di ballerine seminude. Un altro organizzatore milanese un po’ sprovveduto ci scrittura per farci suonare a Milano al Teatro Orfeo. Peccato che sia un sabato grasso di carnevale con tutta la città mascherata in giro per le strade per cui il teatro è praticamente vuoto.

Poi nella band sorgono problemi affettivi. Qualcuno si invaghisce di una delle nostre tre coriste e perde la testa non essendo ricambiato. Freak smette di divertirsi e torna nei suoi storici Skiantos. Io torno a Milano a occuparmi di tv e concerti. Sciogliamo la Società Multipla dopo aver prodotto un paio di singoli di cui uno con Peter Tacon un ragazzo inglese che sogna di scoprire l’Inghilterra in Italia. Pasquale Minieri si mette a lavorare per anni con Claudio Baglioni. Io produco ancora qualche disco con mio fratello ma entrambi sappiamo bene che la discografia è già alla canna del gas. Con Freak rimaniamo amici fino alla sua scomparsa.

L’album “Che Ritmo” rimane un cult ma stranamente non sarà mai ripubblicato in versione Cd. Molti aspettano che la discografia se ne accorga, me compreso, perché in fin dei conti è un album davvero unico e prodotto da Dio. Pare che Freak passeggiando tra le nuvole, ne parli ancora ad altri artisti che hanno purtroppo lasciato questa valle di lacrime.

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