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Per il TROVAROBErto Simone Cicconi, “Cosa potrebbe mai andare storto?”

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Per la rubrica il TROVAROBErto di Roberto Manfredi, con cui vengono portate alla luce dei lavori discografici interessanti in giro nel sottobosco musicale italiano, oggi si parla di Simone Cicconi e il suo album “Cosa potrebbe mai andare storto?”.

cicconi

Quando un cervello in fuga ritorna, potrebbe essere la sintesi della storia artistica di Simone Cicconi, da vent’anni compositore con una lunga esperienza all’estero, da poco ritornato in Italia con un album nuovo dal titolo emblematico: “Cosa potrebbe mai andare storto?”. Per lui e il suo eccellente lavoro, speriamo nulla, ma certo il suo ritorno in Italia coincide con un momento musicale in forte crisi e non solo a causa della pandemia. Simone Cicconi all’estero di cose importanti ne ha fatte. Ha vissuto e lavorato in cinque paesi europei (Francia, Spagna, UK, Germania, Olanda) producendo canzoni e soprattutto colonne sonore per film e videogiochi anche per la Disney.  Evidentemente anche lavorando bene all’estero, il “mal d’ Italia” si fa sentire e così Simone Cicconi è tornato.

L’album ha una produzione di livello internazionale. Parlo di composizioni, arrangiamenti, suoni, mix e mastering. Tutto molto curato ed eterogeneo. Non a  caso è stato registrato e mixato a Portsmouth , Dusseldorf, Amsterdam. Ascolti brani come “Indietro non si torna” e ti chiedi perché Simone Cicconi non sia distribuito da una major. Il panorama musicale spazia dal rock all’elettronica, dalla canzone d’autore a intro strumentali prog di grande suggestione. I testi sono di grande impatto “visivo”, scrittura cinematografica e tecnicamente ineccepibile. Ogni brano è un piccolo film da ascoltare e da immaginare in cuffia. Raramente si ascolta in Italia un lavoro così curato e quasi viene da chiedersi….ma perché Cicconi non l’ha pubblicato all’estero e in lingua inglese, dato che in passato ha pubblicato ben 3 album in inglese con la band rock-prog Meridiano Zero? Mistero. Eppure il suo passato in Italia non è stato da buttar via, anzi, lui stesso lo racconta così:

“In breve, la mia storia da solista è questa: avevo appena cominciato a lavorare a delle nuove canzoni nel 2012, e avevo questi tre pezzi convinto che fossero un po’ troppo “oltre” e che non sarei mai arrivato da nessuna parte in ambito cantautorale. Le ho mandate a Musicultura dove non solo le hanno accettate, ma ho dovuto mettere su una band per suonarle, fino a vincere il concorso e suonare allo Sferisterio una canzone tra il metal, il punk e l’elettronica che parlava dello scambio di coppia, scandalizzando il pubblico di vecchi maceratesi. Inutile dire che non me lo sarei mai aspettato, ma è stato divertente! Da lì sono arrivati contatti con varie entità discografiche e anche il contratto di tre album con l’etichetta di cui ti ho detto in chat. Sono seguite un sacco di date, così dal nulla ci chiamavano a suonare un po’ dappertutto e abbiamo tenuto botta riuscendo a fare una/due date al mese per un paio d’anni, e non era male per un tizio che faceva solo musica propria. Poi nel 2016 avevo i demo di qualche pezzo nuovo e ancora una volta con poca convinzione mandai il “Canto Notturno” e “Simone s’è incazzato” a Musicultura. Io pensavo sinceramente che una canzone sui lavoratori all’estero con citazioni leopardiane potesse mandarli in brodo di giuggiole, invece sono impazziti per un rap-metal alla Rage against the machine (con anche un bel po’ di turpiloquio) per cui oramai è ufficiale, a Musicultura sono metallari!. Sono finito di nuovo allo Sferisterio e stavolta ho attirato un po’ più l’attenzione, ma di nuovo, avevo solo 3 pezzi e sono riuscito a finire la lavorazione dell’album solo nel 2018, e quello è diventato Rumore.
All’inizio del 2019 invece vivevo una vita bellissima: avevo un buon lavoro in UK, vivevo con una gothic suicide girl che faceva la pole dancer, ero felice e ovviamente ho perso tutto nel giro di qualche mese. Ad Aprile 2019 sono dovuto tornare in Italia senza soldi, senza ragazza, senza casa e senza lavoro e mi sentivo più sfigato e perdente che mai. E’ lì che mi sono deciso di cominciare a lavorare sul nuovo materiale con questo mantra nella testa “Cosa potrebbe mai andare storto?”. E nel nuovo album racconto proprio questa odissea sia amorosa che di vita attraverso cui sono passato nell’ultimo anno. Sono stato costretto a reinventarmi per l’ennesima volta e a risorgere con l’idea fissa che indietro non si torna e bisogna tirare fuori dal presente le occasioni, senza più attaccarsi troppo a ciò che abbiamo, perché è tutto effimero
”.

Storia singolare quella di Simone Cicconi, compositore, autore e vocalist di grande qualità. Sembra quasi che la svolta lo insegui per poi voltarsi indietro sul più bello. Spero per lui che si fermi una volta tanto e lo abbracci perché di musicisti così preparati in Italia non è che ce ne siano a pioggia. “Cosa potrebbe mai andare storto ?” è un album pregevole. Nove tracce da ascoltare tutto d’un fiato, sperando che il titolo gli sia profetico. L’album cercatelo in rete e cercate di non far partire un altro cervello italiano in fuga. Di artisti del genere qui in Italia ne abbiamo bisogno come il pane. Grazie Simone Cicconi.

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