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martedì, Novembre 24, 2020

MAX PEZZALI: uscito il nuovo album “Qualcosa di nuovo”

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Ritratto di “Ciaro”, Giulia Ciaroni, giovane cantautrice – INTERVISTA

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Intervista alla govane cantautrice marchigiana Giulia Ciaroni, in arte “Ciaro”.
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Quando mi segnalano un nuovo artista, quasi sempre giovane, prendo sempre seriamente in considerazione la segnalazione, perché le persone che compongono il mondo musicale hanno un obiettivo comune, che ha a che fare con la condivisione dei talenti, delle professionalità, delle passioni. Ogni tanto si va incontro a qualche delusione, perché esiste la categoria dei “nati imparati”, ma quasi sempre le competenze vanno di pari passo con la giusta umiltà, e allora fa piacere mettere in evidenza le loro storie, seppur brevi… beati loro!

Anche con Giulia Ciaroni è accaduta la stessa cosa, un amico getta l’amo e io raccolgo, ascolto e, dopo aver inquadrato l’artista, provo ad approfondire, scavo un po’, nel tentativo di guardare oltre gli aspetti musicali, perché nella musica, come in ogni altra attività, non basta il genio, ci vogliono anche testa e cuore.

Giulia è un talento, non si raggiungono per caso certi traguardi, ma è anche una persona “pulita”, e la sua limpidezza colpisce tanto quanto le sue canzoni.

Per trasferire ai lettori la mia picture non resta che proporre una pillola della sua arte, anticipata da una lunga intervista nel corso della quale “Ciaro” si racconta in modo aperto, permettendoci di entrare nel suo mondo, una vita che, come spesso capita, è caratterizzata da momenti di difficoltà dai quali ne è uscita con forza della volontà e una passione innata per il canto.

Leggiamo il suo pensiero sollecitato dalle mie domande.

ciaro

La prima domanda, scontata, riguarda la tua storia: come nasce musicalmente parlando Giulia Ciaroni? Quale passione ha mosso i tuoi primi passi e quale percorso didattico hai seguito?

Sono una cantautrice marchigiana, autodidatta, cresciuta ascoltando la musica dei grandi cantautori italiani. Una cantautrice con una voglia enorme di fare musica, ma quella voglia, per lungo tempo, l’ho soffocata, perché si sa, le cose belle fanno sempre un po’ paura, e per tanti anni la musica è stata la mia paura, perché scavava nella parte più intima di me, e mi spaventava. Temevo forse, più che il confronto con il pubblico, il confronto con la vera me, fino al momento in cui, un giorno, la voglia ha vinto la paura e sono sbocciata. Il mio percorso artistico forse è iniziato un po’ tardi, rispetto a tanti, ma proprio perché ho dovuto affrontare delle lotte interiori con me stessa; essendo di carattere molto introversa, la timidezza inizialmente mi creava grossi ostacoli, ma poi, come dico sempre, arriva il momento in cui, quel desiderio di fare diventa talmente intenso che inizi a fregartene della paura, e così sono riuscita a superare questo muro e a dedicarmi alla mia passione più grande, la musica, il canto. Il tutto è iniziato quando ho deciso di partecipare ad un concorso canoro che si tiene dalle mie parti, “il Gallo D’Oro”: era il 2009 e vinsi l’edizione di quell’anno.

Poi da lì altri concorsi, dove ho sempre ottenuto bellissime soddisfazioni; diciamo che è sempre stata notata questa mia voce scura, calda, al di fuori dei soliti canoni femminili. La mia vita è musica, parte tutto da lì, ed è tutto ciò che mi muove. È          con la musica che ho trovato il mio senso in questa realtà. Una realtà da cui mi sono sempre sentita estranea, come se non riuscissi mai a trovare un posto che mi appartenesse, che perlomeno sentissi mio, anche solo un poco. Osservavo il mondo senza però entrarci dentro… la vita scorreva, e io mi sentivo sempre così lontana, fino a quando, questo silenzio dentro il quale mi ero inabissata, ha avuto bisogno di cercare uno sfogo, e ha iniziato a gridare, attraverso la musica, la mia sola fede, la mia ancora di salvezza; ho iniziato a dedicarmi alla composizione, tirando fuori quelle sensazioni che nel quotidiano non riuscivano ad uscire, e che reprimevo senza sosta. Ho un attaccamento particolare ai miei brani, in quanto li sento un po’ come dei figli… forse potrà sembrare esagerato il paragone, ma per un cantautore i propri brani sono davvero pezzi di cuore (perlomeno per me, è così); ogni canzone è legata a una persona, un momento, una sensazione, un ideale, un dolore, una gioia… e quindi ogni brano diventa la vita stessa. La musica mi ha permesso di confrontarmi con i miei dolori e combatterli, e mi aiuta ogni giorno ad esorcizzare i miei demoni, rendendomi più forte.

La tua biografia è molto nutrita, nonostante l’età, ma vorrei che provassi a sintetizzarla negli elementi chiave.

Se dovessi pensare ad elementi chiave della mia biografia senza dubbio partirei dalla nascita del brano scritto dopo la perdita di mia madre, evento e brano che hanno completamente dato la svolta a tutto, segnandomi in ogni senso; tra l’altro ho avuto la possibilità di farmi conoscere da personaggi importanti del settore musicale, che mi hanno offerto grandi possibilità.

Proseguendo direi… i primi contatti diretti – e conseguenti lavori – con produttori e realtà discografiche importanti, tra cui la Rusty Records di Davide Maggioni, Angelo Valsiglio (produttore e compositore che tra i tanti ha lanciato Laura Pausini facendole vincere il Festival Di Sanremo con un suo brano), Vittorio De Scalzi (Leader della storica band dei New Trolls), l’inserimento di un mio pezzo nella sezione “Alla Finestra”, sul sito dell’etichetta Pressing Line (di cui il grande Lucio Dalla è stato fondatore), concluderei con la Finale di Area Sanremo di quest’anno, un’emozione indescrivibile, un sogno ad occhi aperti.

Ancora non mi capacito del meraviglioso risultato ottenuto. Quando vivi gioie talmente grandi è difficile dare la giusta dimensione di ciò che ti accade dentro, perché le emozioni che senti hanno una potenza talmente forte da non poterle tradurre a parole.

Quando vedi una giuria così prestigiosa di fronte a te, cantare a memoria il tuo brano, sorridere e muoversi a tempo di musica, beh… penso di aver detto tutto. Non potrò mai dimenticare quel momento, anche perché mi ha portato a pochi passi dal tanto ambito teatro Ariston.

Il mio percorso artistico è iniziato in termini di età, come ho già detto sopra, un po’ più tardi rispetto a come siamo abituati oggi, ho aspettato prima di tuffarmi in questo mondo perché ho voluto prima sistemarmi dentro, affrontando i lati scomodi della mia vita. Essere un artista, fare una professione come quella del cantautore, credo richieda molta forza e coraggio. Quindi ho iniziato, nel momento in cui sono riuscita a fare i conti con ciò che avevo bisogno di affrontare.

Una cantautrice/cantautore, per definizione, crea e propone le sue creature ma… qual è la fase che ti dà maggiori soddisfazioni, tra il produrre e l’interpretare?

Questa è una domanda tosta a cui rispondere, proprio perché sono entrambe cose che sento nel profondo. È fondamentale per me trasportare nelle canzoni il mio vissuto senza tabù, sia cantando che scrivendo, per condividere ciò che sono, il mio bagaglio di vita, con le persone, senza filtri, con l’intento di fare del bene, utilizzando la musica come una medicina, perché penso davvero che una canzone possa concretamente salvare delle vite. Questa è una cosa che ho sperimentato su di me. L’artista ha una missione, una responsabilità molto grande a mio avviso. Tante persone possono prenderti d’esempio, possono rifugiarsi in te, in ciò che racconti, possono trarne giovamento, benessere. Per cui amo darmi al cento per cento, per far sì che chiunque si ritrovi in ciò che dico possa sentirsi meno solo, possa ricevere una sorta di pacca sulla spalla, forza e coraggio per riuscire magari a superare un momento particolarmente delicato che sta attraversando.

Ritengo che la musica sia una terapia, un qualcosa in grado di raddrizzare anche la più storta delle giornate, e come la musica in tante occasioni ha salvato me, spero ora con le mie canzoni di poter essere d’aiuto per chi mi ascolterà, è questo il mio obiettivo… dare spunti di riflessione, regalando un sorriso o anche una lacrima di commozione. In un mondo dove tutto corre più veloce di noi, dove non si trova più tempo per le cose che davvero contano, vorrei portare la gente a scuotere e risvegliare i propri animi riabilitandola alle emozioni, a godere delle stesse. Giudichiamo le persone da come si vestono, dai tatuaggi, dai propri gusti sessuali, dal luogo d’origine, dalle persone che frequentano, dall’ambiente in cui vivono… io dico che non è questo il modo. Abbiamo perso il “contatto” e la musica penso possa servire proprio a permetterci di ristabilire questa connessione, con noi stessi e con gli altri.

Impariamo ad ascoltarci di più, perché la chiave per risollevarci risiede in noi; è vero che tutto ciò comporta dolore, fatica, ma poi arriva sempre quel momento in cui ti rendi conto di quanto sarebbe stato pericoloso stare ferma. Ho passato tanto tempo ad osservare, sentendomi in un certo senso “diversa”, perché la mia sensibilità mi portava a vedere il mondo in una maniera particolare, e a captare cose che agli occhi di tanti potevano farmi sembrare una “svitata” … osservare… osservare per capire, perché la verità non è nelle parole, la verità è nell’anima, e il linguaggio dell’anima si rende comprensibile solo nel momento in cui si è disposti ad ascoltare, ma ascoltare con il cuore… e dalla musica ho imparato anche questo, e tutto ciò è quello che voglio trasmettere, ed è quello che poi, in fin dei conti, accomuna tante persone che si trovano in difficoltà per i più svariati motivi; la musica unisce tutti e non fa distinzioni, chiunque si può rivedere in un brano, e ogni singolo individuo, nella stessa canzone, può vedere i più svariati significati. Ed è proprio questo il bello della musica.

Oltre al tuo strumento personale – la voce – hai dimestichezza con altri “attrezzi musicali”?

Diciamo che utilizzo la voce come strumento, a tutto tondo. Nella fase della composizione, non sapendo suonare, la voce lavora in sostituzione degli strumenti. Produco suoni con la bocca e con il corpo che diventano vere e proprie trame musicali, così da facilitare l’arrangiatore e permettergli di capire quella che è l’identità musicale del pezzo.

Ho un’idea precisa di cosa serva ad un/una cantante per catturare il pubblico, e ritengo più importante una voce caratteristica – che si appiccica ad un nome/volto, piuttosto che una di grande potenza o estensione: prova a presentarti al pubblico che non ti conosce, evidenziando quelle che ritieni siano le tue peculiarità.

Mi trovi completamente d’accordo, e sono felice di questa domanda. Penso sia fondamentale avere una voce o meglio LA VOCE. Di certo non intesa come estensione o capacità tecniche. Ritengo sia basilare, e quindi vantaggioso, possedere una timbrica distinguibile dalla massa, avere quel qualcosa che ti permette di essere riconoscibile tra mille. Credo sia quella la vera fiamma che può scatenare l’incendio. Fondamentalmente la potenza vocale, un acuto, un virtuosismo, lasciano il tempo che trovano, ma una voce che ti rapisce, che ti si stampa dentro, non la dimentichi più. In tutto ciò, dagli addetti ai lavori e no, mi è sempre stata riconosciuta la particolarità vocale. Ho sempre ricevuto apprezzamenti per il colore della mia voce, ritenuto originale e intenso. Penso sia questo il mio punto di forza, assieme all’interpretazione.

Ascoltando i tuoi brani viene naturale inserire la tua musica in ambito pop: esistono tuoi modelli… di fiducia?

Modelli di fiducia non credo di averne, o meglio, mi spiego, più che guardarmi intorno e cercare ispirazione in ciò che già c’è, punto a scavare dentro me stessa, per far sì che possa uscire il mio mondo, ciò che sono. Ritengo che un’artista, specialmente un cantautore, debba avere la forza e il coraggio di mettersi a nudo raccontando sé stesso, la propria verità in maniera limpida e onesta. Venendo dal mondo del cantautorato italiano, essendo cresciuta ascoltando praticamente questa tipologia di brani, sicuramente la mia crescita artistica è stata molto segnata da questo genere. Ancora ricordo i vecchi nastri di mia madre che ascoltavo a memoria, ma fondamentalmente cerco di trovare la mia strada senza farmi condizionare dal resto.

Quali sono le difficoltà maggiori che hai trovato sino ad oggi, tenendo conto che ad un certo punto della tua vita hai abbandonato l’attività di famiglia e hai deciso di dedicarti completamente alla musica?

Credo che quando qualcosa ce l’hai nel sangue, per quanto tu possa non ascoltare, il richiamo prima o poi diventa talmente assordante da non poter far a meno di seguirlo. Certi istinti non possono essere repressi, almeno non a lungo. Non ho mai sentito la mia famiglia vicina alle mie scelte, non ho mai sentito il loro supporto. Per tanti anni ho tentato di conquistare mio padre provando a renderlo orgoglioso di me, seguendo le sue orme, ma quella strada era la sua, non la mia. Ho represso per tanto tempo la musica dentro me, fin quando questo bisogno è esploso e ho abbandonato il lavoro nella Ditta di Restauro di mio padre per inseguire il mio sogno, la musica. La mia famiglia sicuramente non ha mai visto di buon occhio questa mia decisione, ma come dico sempre, giusto o sbagliato, purché sia tu a scegliere, e credo sia stata la cosa migliore che potessi fare visti i risultati raggiunti. Nella vita non dobbiamo mai dar retta a nessuno se non a noi stessi. Seguiamo ciò che ci fa battere il cuore, che accende le nostre emozioni, perché saranno solo le emozioni che daranno un senso a questo nostro vivere. Lottiamo per i nostri ideali, i nostri sogni. Non lasciamo che sia qualcun’altro a scegliere per noi. Questa vita è nostra! Facciamo sì che ogni giorno sia la gioia ad accompagnarci, non la stanchezza e la frustrazione, perché siamo immersi dentro noi per vivere, non per sopravvivere. 

Cosa hai provato nell’accedere alla finale di Area Sanremo?

Arrivare alla finale di Area Sanremo è un traguardo che mi hai riempito di emozioni indescrivibili. Avere davanti una giuria composta da nomi così prestigiosi, che cantavano il mio pezzo a memoria e si muovevano a tempo di musica, è stato un vero e proprio sogno ad occhi aperti. Ci ho creduto tanto in questo obbiettivo, ma mai mi sarei aspettata che sarei riuscita ad arrivare così a fondo. Eravamo davvero tantissimi all’inizio. Ritrovarsi alla finale della competizione è stata una gioia immensa, soprattutto poi perché ho partecipato con un mio pezzo. A volte crediamo che la felicità sia irraggiungibile, quasi che non esista, ci aspettiamo sempre il peggio, e invece, quando meno te lo aspetti, se ci credi, le soddisfazioni arrivano.

ciaro

A proposito, quanto ami la fase live?

Reputo i “live” essenziali, vitali per quanto mi riguarda; il contatto con il pubblico è ossigeno puro. L’adrenalina che sale e si spande in ogni angolo del corpo… quello è il vero nutrimento per un artista. Quella botta emotiva che sale dallo stomaco non può essere spiegata. L’effetto che dà lo stare sul palco non è descrivibile… sei lì, ma sei ovunque. Ti senti come sulla vetta della montagna più alta, dove l’aria è più pura, il cielo più limpido, dove se apri gli occhi vedi il mondo intero davanti a te. Non esiste più ansia, paura, spariscono i problemi, sei solo tu, con le tue emozioni, e per quei minuti, quelle ore che sei lì, hai la consapevolezza che non devi più difenderti da niente e nessuno. Finalmente sei libera.

In conclusione, vorrei che raccontassi ai lettori i tuoi progetti imminenti e, se vuoi, qualche sogno nel cassetto.

Parlando di progetti artistici futuri, direi che ho tante cose che bollono in pentola. Ma non voglio svelare nulla, per il momento posso soltanto dirvi che c’è un singolo estivo che sta per uscire. Sicuramente ho raggiunto bellissimi traguardi, ma ora punto veramente in alto, vorrei arrivare alle Major (Sony, Universal, Warner) arrivando a portare la mia musica a quante più persone possibili, per far sì che ciò che ho da dare arrivi a tutti.

Per quanto riguarda la vita privata, l’obbiettivo è quello di prendere casa con la mia ragazza e al più presto poterci sposare. Per il resto, come dice Lucio Battisti: “Lo scoprirete solo vivendo …”.

Quindi vi aspetto sui miei Social per tutte le novità…
Un abbraccio

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