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sabato, Agosto 8, 2020

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RIPARTIRE DALLA FASE ZERO – CRONACA DI UNA QUARANTENA

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Settanta giorni e passa chiuso in casa, in quarantena, non li avevo mai passati in vita mia. Sarò uscito al massimo una decina di volte, due delle quali per pagare una rata della banca e l’affitto, le altre volte per comprare cibo e mascherine. Esperienza allucinante, che credo ognuno di noi in quanto persone responsabili, abbiamo vissuto.

E non è finita ancora e non sappiamo nemmeno quando finirà, perché in queste settimane di “reclusione” abbiamo conosciuto il nostro Paese e la nostra cultura attuale come mai prima d’ora.

Abbiamo avuto tutto il tempo per sbalordirci, indignarci, vergognarci persino, e per i non giovani, rimpiangere tempi migliori, compresi quelli bui degli anni settanta, in cui la paura girava per strada tra eroina, P38 e attentati o quelli degli anni ottanta in cui si aveva timore persino di fare all’amore o di abbracciare un amico gay.

In questi mesi abbiamo visto e letto di tutto e purtroppo continuiamo a farlo. In tv gli opinionisti sono stati sostituiti da virologi (che non vedevano l’ora di apparire, in quanto  sconosciuti), esperti di sondaggi, analisti delle statistiche e politologi complottisti, nonché politici e personaggi istituzionali di sedicenti comitati scientifici che si contraddicevano quotidianamente.

Abbiamo visto influencer malati di egotrip, che per fare il record di followers hanno sparato cazzate a profusione: “E’ solo un’influenza, uscite di casa e fate quello che facevate prima”.  Ci hanno raccontato un sacco di fandonie spacciate per verità assolute. Un Paese di ignoranti cronici. Nessuno, dico nessuno che abbia avuto il coraggio di confessare: “Abbiamo un nemico invisibile di cui non sappiamo nulla”.

Ci hanno detto che finalmente avremmo battuto i pugni sul tavolo Europeo per ottenere 1500 miliardi, che 4.5 milioni di partite Iva e lavoratori autonomi avrebbero avuto per 3 mesi un aiuto mensile tra i 600 e gli 800 euro, salvo poi averlo ottenuto per il primo mese e poi si vedrà (era così difficile fare un decreto automatico unico valido per tre mesi?), ci hanno detto che la cassa integrazione sarebbe arrivata subito e invece nessuno l’ha ancora vista.

Ci hanno spedito e fatto leggere 6/7 autocertificazioni diverse da compilare per uscire di casa, ci hanno detto che per 12 o 18 mesi non avremmo potuto nemmeno andare al cinema o a teatro o assistere a un concerto per “decine di persone”.

Abbiamo sentito in tv o letto sui social che il virus sarebbe sparito normalmente dopo 70 giorni o con il primo caldo stagionale o che sarebbe bastato bere del tè o delle tisane calde tre volte al giorno almeno. Abbiamo letto di miracolose guarigioni, da plasma, farmaci,etc.
Abbiamo letto che il virus colpisce gli uomini perché si accomoda tra i testicoli ma i fumatori cronici sono meno a rischio anche se si muore di polmonite o di trombosi. Abbiamo dato colpa ai cinesi e ai pipistrelli, all’inquinamento atmosferico e agli allevamenti intensivi. Abbiamo ribaltato la qualità della vita, dove al sud si sta alla grande e al nord si muore pur sapendo che al sud di lavoro non ce n’è.

Ci hanno detto che era obbligatorio indossare mascherine che però non si trovavano da nessuna parte e quando le abbiamo trovate avevano tutte prezzi diversi. Abbiamo visto spot dove i sindaci invitavano a uscire di casa e ripartire dopo neanche un mese di lockdown e allo stesso tempo farsi fotografare con lo slogan “Io resto a casa”, mentre leggevamo quotidianamente bollettini di morti e contagiati in aumento costante.

Abbiamo visto svuotare i supermercati e persone fare la fila per comprare due etti di pane e basta. Abbiamo visto vip alla tv che ci insegnavano come lavarci le mani, come se i nostri genitori fossero stati dei gorilla o umani residenti nelle porcilaie. Abbiamo visto i nostri bambini stare davanti al computer per 4/5 ore al giorno con gli insegnanti a distanza dove la connessione cadeva ogni 15 minuti, perché la banda larga in Italia non esiste perché di tecnologia si muore compreso il diavolo 5G di cui nessuno sa nulla esattamente come il Covid 19.

Abbiamo visto andare in corto circuito il sito dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate e centralini comunali. Abbiamo sentito cantare gli uccellini al mattino in mezzo alle sirene delle autombulanze e vedere luna e stelle come non le avevamo mai viste, peccato non si potesse uscire  nei parchi o in spiaggia per alzare lo sguardo. E poi abbiamo visto dilagare l’ignoranza sui social, fatto in realtà non nuovissimo, ma davvero ai massimi livelli.

Abbiamo visto morire anziani nelle case di riposo, abbandonati da tutti, camion militari pieni di bare e gente cantare dai balconi “Viva L’Italia” e “Nessun Dorma”. Abbiamo dato degli eroi ai medici e agli infermieri salvo poi lasciarli al loro destino così come i pazienti, scoprendo che la Sanità era al livello del primo dopoguerra grazie ai tagli di interi decenni.

Abbiamo visto un presidente del Consiglio firmare un decreto e vedere poi i Governatori delle Regioni decidere diversamente e fare il contrari , magari costruendo un ospedale in dieci giorni buttando al cesso venti milioni di euro in un padiglione fieristico e nello stesso tempo comprare su Amazon le mascherine perché nessuna farmacia italiana ne era provvista.

Non abbiamo ancora capito quanti morti giornalieri sono a causa del Covid 19 o se sono morti generiche, tant’è che ancora oggi c’ è chi posta su Facebook le classifiche delle cause dei decessi dell’anno scorso, comprese quelli per incidenti stradali, fumo, alcol e incidenti sul lavoro o suicidi, facendoci credere che in fondo il Covid ne ha ammazzati pochi e soprattutto anziani, quindi dài….riapriamo locali e discoteche tanto ci vanno i gggiovani.

Abbiamo visto milionari chiedere 600 euro all’INPS e Società di calcio chiedere miliardi allo Stato. Abbiamo letto FASE 1 – Fase 2 – Fase 3 con cartolai aperti senza buste, né risme di carta e librerie aperte senza nuovi libri in arrivo perché le case editrici stanno tutte fallendo.

Abbiamo visto il Papa fare da solo la messa di Pasqua e dopo poche settimane la CEI sbraitare che si dovevano riaprire le chiese, magari per dare l’ostia a un metro di distanza.

Abbiamo appreso che al funerale bastano 15 parenti ma non capito se sono ammessi anche gli amici. Abbiamo appreso che i congiunti possono essere anche fidanzati ma solo dopo due giorni, in attesa del chiarimento.

Abbiamo letto che i no vax esistono ancora anche dopo centinaia di migliaia di morti nel mondo intero. Insomma ne abbiamo viste e sentite troppe, invece che un salutare silenzio e una luce soffusa che aiuta a riflettere. Eppure di tempo per leggere, informarsi, acculturarsi, aiutare il prossimo, meditare e pregare ne abbiamo avuto come forse non mai.

Bhè… io credo che quando tutto questo sarà finito, torneremo a essere quello che siamo come se tutto questo non fosse neanche accaduto. Abbiamo perso un’occasione seppur drammatica e inquietante per migliorarci, per sentirci cittadini di un Paese che amiamo, non perché siamo costretti a viverci o morirci per forza.

Mi auguro di sbagliare con tutto il cuore.

Oggi ho rivisto mio figlio e il suo bambino dopo più di due mesi e finalmente a tavola insieme dopo tanto tempo, ho sentito inumidirmi gli occhi dalla commozione perché questo è il senso della vita. E’ troppo desiderare di avere una vita normale in un Paese normale? Se questo non accade è solo colpa di un virus? Dovremmo chiedercelo sempre, anche nella Fase 6-7-8 o quella da nove zeri e per farlo dovremmo tutti ripartire dalla Fase Zero.

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