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sabato, Agosto 8, 2020

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L’ EGO SUPERSTAR – Madonna Vs Tom Waits

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C’era un tempo in cui le star tenevano nascosti i loro problemi, non solo vizi privati e cattive abitudini, ma soprattutto quelli inerenti alla propria salute. Presentarsi su un palco in cattive condizioni non giovava alla carriera, anche se negli anni settanta era considerato figo esibirsi fatti persi da alcol o droghe.

Poi i tempi sono cambiati ed è diventato figo farsi fotografare in palestra o mentre si consumano beveroni di frullati e tisane, prima di una lunga tournée. Oggi invece, in tempi di coronavirus  è diventato promozionale persino dichiarare su instagram che si è positivi al test.

L’esempio lo ha dato Madonna poche ore fa, realizzando persino un video in cui scrive a macchina, e dove alla fine dichiara di essere risultata asintomatica a un test fatto in Portogallo dove attualmente risiede con la famiglia. Non ci sarebbe nulla di particolarmente strano, a parte l’ auto violazione della sua stessa privacy, ma forse nel suo caso ha pensato che sarebbe stato meglio anticipare la notizia, dato che prima o poi sarebbe venuta fuori da estranei. Imbarazza però la dichiarazione finale:

“ Andrò a fare un giro in auto, abbasserò il finestrino e respirerò aria di virus, sperando ci sia il sole”.

E qui sinceramente l’ego superstar rialza la testa e raggiunge la vetta della classifica, l’indice più alto della popolarità a due metri dal nulla cosmico. Che senso ha una frase del genere quando essendo una star con milioni di fans potrebbe essere emulata da molti? Io resto a casa?

Bhè, ma se Madonna esce da asintomatica e pure senza mascherina, allora posso farlo anch’io. Qualcuno potrebbe anche domandarselo e farlo dopotutto. A Madonna non è venuto in mente, perché è chiaro, anche la pop star più egocentrica ha diritto a di diventare almeno per poche ore, una persona comune e qui non ci sarebbe nulla di strano, peccato però che debba poi farlo sapere al mondo intero e uscire su tutte le pagine dei giornali del pianeta.

Non so voi, ma a me questi comportamenti mi stupiscono ancora e in un certo senso mi amareggiano pure. Non c’è niente di peggio che uccidere un segreto, un fatto, un avvenimento, un ricordo intimo che ha un valore enorme, proprio perché appartiene a te stesso e a nessun altro.

Per la star il valore di qualcosa di intimo e di recondito non esiste più. Più si parla di lei nel bene e nel male meglio è. Non esistono più i diari segreti, come il noto taccuino di Marilyn Monroe sottratto dall’ FBI la notte della sua scomparsa. Tutto dev’essere rivelato per business o per promozione, basta un video su Instagram per renderlo immortale, per consegnarlo ai posteri per future biografie non autorizzate o per gli aggiornamenti sulla propria pagina wikipedia.

Così la vera star diventa l’ego. E’ lui che decide tutto, sempre e comunque.

Vedendo il video di Madonna e leggendo la sua confessione su vari articoli, mi è venuto in mente il suo contrario. La testimonianza dell’aiuto regista italiano Chiesa, del film Daunbailò di Jim Jarmusch che mi rilasciò in una puntata del mio format “Uomini Contro” dedicata a Tom Waits.

Durante le riprese del film Chiesa aveva ottenuto da Tom Waits di scrivere e pubblicare un’intervista in esclusiva per il settimanale Panorama. Dopo un inizio stentato, si erano accordati di farla a fine riprese. Passò un po’ di tempo e Chiesa che era ormai in scadenza per la consegna dell’intervista, chiamò più volte Waits per sollecitare la sua partecipazione. Lui l’aveva già rimandata più volte ma all’ultima telefonata disse a Chiesa di richiamarlo dopo pochi minuti che l’avrebbe rilasciata sicuramente. In realtà una piccolissima parte dell’intervista era già stata fatta dal vivo, ma fu proprio Chiesa a rinviarla perchè aveva notato l’estremo imbarazzo di Tom Waits a parlare di se stesso.

L’aveva visto con i suoi occhi tergiversare con un paio di stivaletti, spostarli decine di volte da un posto all’altro nella sua roulotte come a testimoniare la sua estraneità per quella benedetta intervista. Chiesa uscì a comprare il pane, poi tornò a casa, preparò il registrare, il taccuino e la penna accanto al telefono e compose il numero di Waits. Tom non rispose, e non rispose neanche dopo venti minuti, dopo mezz’ora, dopo un’ora e per tutta la giornata, serata compresa. Chiesa fu costretto a mollare il colpo, sapendo anche che la collaborazione con Panorama, molto probabilmente sarebbe finita lì. Cercò di spiegarmi il comportamento di Waits.

Erano amici, avevano familiarizzato subito sul set, c’era una fiducia reciproca, quindi perché rendere così complicata una semplice intervista? La realtà è che Waits non aveva nessuna voglia di parlare di sé. Era la sua musica, i suoi testi a rivelare la sua personalità, la sua anima, null’altro.

Chissà, forse Madonna, che donna sensibile e intelligente è, avrebbe qualcosa da imparare da questa storia. Non è così necessario né utile far parlare sempre di sé, in ogni circostanza positiva o negativa che sia. Per un artista potrebbe essere davvero liberatorio far stendere il proprio ego su un lettino, mettergli una cuffia in testa e fargli ascoltare Simon e Garfunkel in “The Sound of Silence”.

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