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Brunori Sas: CIP! parla un linguaggio universale ed oltrepassa le linee spazio temporali – RECENSIONE

Con un titolo che riconduce al famoso “tweet" di uno dei social più utilizzati al mondo è approdato stile nave spaziale il suo nuovo album di Brunori Sas

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di Valentina Mazara 
Le recensioni del nuovo disco di Brunori Sas si susseguono oramai come una vera e propria gara d’amore tra incontenibili corteggiatori a cui ha fatto perdere la testa in poche ore. Impossibile restare indifferenti di fronte a questa nuova inaspettata certezza: la musica di Dario Brunori, in arte Brunori Sas.

Con un titolo che riconduce al famoso “tweet” di uno dei social più utilizzati al mondo, il 10 Gennaio 2020 è approdato stile nave spaziale il suo nuovo album prodotto da Taketo Gohara, che, sulla scia del noto cinguettio, si prefigge di trasmettere un messaggio globale importante.

Un solo pettirosso come immagine di copertina, un simbolo di vita il cui canto armonico ha ispirato nei secoli tutti i più grandi artisti, compreso Chopin. La natura del piccolo volatile solitario apparentemente pacifico, è però tutt’altro che mansueta coi suoi simili, e Cip! dimostra com’è possibile accoglierne anche il lato “coglione” come parte fondamentale per gli equilibri della vita.

Brunori Sas espone la sua riflessione sociale in trentasette minuti e diciassette secondi di musica pop-orchestrale, dentro undici tracce che rispolverano uno stile appartenente agli anni ’70, e toccano con mano il (fin’ora) irraggiungibile spessore dei grandi artisti che ne hanno fatto parte.

Un sound rinnovato rispetto alle produzioni passate (A casa tutto bene – 2017, certificato platino), che mette in risalto la potenza delle liriche rinforzate dall’utilizzo di doppie voci, accompagnate a fiati e archi.

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TRACKLIST E CREDITI “CIP!” – BRUNORI SAS

  1. Il mondo si divide
  2. Capita così
  3. Mio fratello Alessandro
  4. Anche senza di noi
  5. La canzone che hai scritto tu
  6. Aldilà dell’amore
  7. Bello appare il mondo
  8. Benedetto sei tu
  9. Per due che come noi
  10. Fuori dal mondo
  11. Quelli che arriveranno

Una playlist in cui risulta sacrilega la preferenza di un brano rispetto ad un altro. Poche note ed un abuso di sostanza, concetti forti su comode melodie, banditi tutti gli stereotipi, demagogie ed ogni forma di banalità sul tema più ricorrente per la musica di tutti i tempi: l’amore, a cui Brunori Sas ha dedicato con ogni intenzione questi testi.

Ci troviamo di fronte ad un artista che sceglie consapevolmente di non schierarsi, che affonda parole come una lama calda nei pensieri e porta via metastasi di idee, risvegliando quel linguaggio nudo-poetico che per lungo tempo sembrava essere diventato tabù per la discografia italiana.

Il 19 Settembre 2019 esce il primo singolo, Al di là dell’amore (Island Records), un canto a tre voci che attraversa il mare dal lato opposto, quello in cui il vento porta indietro solo spavento e dolore. Il cantautore calabrese già premiato da Amnesty International per il brano “L’uomo nero”, rincara la dose difendendo la vita sopra ogni torto o ragione, elevandola aldilà del concetto stesso dell’amore e riuscendo ancora una volta nel suo intento.

Per due che come noi anticipa l’uscita dell’album di poco meno di un mese. Il brano destinato a diventare un classico della musica italiana, è un prezioso omaggio alla vita di coppia che resiste e non confonde l’amore con l’innamoramento. L’onestà artistica di Brunori Sas incontra la genialità di Duccio Chiarini, regista del videoclip di questo secondo singolo, che completa l’opera trasformandola in un racconto di massima elevazione introspettiva.

Cip!, caratterizzato anche nelle sonorità dal connubio perfetto tra due opposti, in questo caso passato e futuro, inizia con Il mondo si divide: una ballata di saggezza da assumere a dosi massicce senza controindicazioni, che racchiude la sintesi di tutti i temi trattati nelle undici canzoni, focalizzandosi sulla violenza. Capita Così riprende fiato e si dedica ad un canto leggero che esorta l’autoaccettazione dentro un riff in stile mantra. Mio fratello Alessandro comincia con piano e voce per poi aprirsi al suono caldo del sax, accogliendo la pragmatica riflessione sul senso di appartenenza. Anche senza di noi appoggia le più recondite convinzioni umane al ritmo pop, le culla dapprima su cori femminili per poi straziarle con “acuti intimi” di chitarra elettrica, e riportare infine tutto alla realtà con il suono del sinth. La canzone che hai scritto tu è il brano-pausa in cui chitarra acustica ed elettrica si sposano alla perfezione e regalano un’improvvisa sensazione di assenza di gravità.

Bello appare il mondo è la Canzone del nostro secolo, un canto popolare, un folk inzuppato di sacrosante verità sull’approccio verso un’esistenza che tentiamo invano di padroneggiare. Un pezzo che riporta Brunori Sas al suo vecchio stile con Rosa e la chitarra acustica. Benedetto sei tu, il cui titolo è già tutto un programma, sfida ogni credo mettendo gli Dei al pari con l’uomo, invitandolo al risveglio della sua coscienza. Fuori dal mondo è il primo brano arrangiato dell’album, un sound in stile Walt Disney ricco di percussioni ed allegria. Una dedica allo spirito libero ed alla coraggiosa calma dei figli dei fiori nel combattere e vincere grandi guerre sociali.

Possiamo certamente definire Cip! l’album del nuovo anno e di tutti gli anni che sono stati e che verranno, poichè parla in un linguaggio universale ed oltrepassa le linee spazio temporali di una società a tratti smarrita nel suo stesso vuoto cosmico.

Quella di Dario è una musica da difendere e da ascoltare con rispetto e libertà, “perchè gli uomini smettono di esser buoni solo quando si sentono soli, quando perdono di vista la luce che sta in tutte le cose, nella pioggia e nel sole, nella terra e nel fiore, e persino nel filo che unisce lo sguardo dell’uomo che uccide e dell’uomo che muore”.

Non sappiamo se Quelli che arriveranno avranno le stesse sue mani, se saranno più alieni o più umani, se avranno le solite gambe, le solite braccia, le solite facce, ma chiuso nel petto magari, un cuore grande come quello di Brunori Sas.

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