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Bruce Springsteen: i 70 anni del re del rock

Bruce Springsteen oggi festeggia 70 anni, anni trascorsi a suon di rock, impegno sociale e calpestando le assi di palchi in tutto il mondo

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Bruce Springsteen
Photo by Roberto Panucci/Corbis via Getty Images
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Il “ragazzo” del New Jersey, Bruce Springsteen, oggi festeggia 70 anni, anni trascorsi a suon di rock, sudore, impegno sociale e calpestando le assi di palchi in tutto il mondo… perchè lui, si sa, è “Born To Run”.

Chi è il Bruce Springsteen lo racconta bene “Western Stars” il film – che prende il titolo anche dall’ultimo album dell’artista – che uscirà nelle sale il 25 ottobre.
La pellicola diretta dall’amico Tom Zimny, è un insieme tra un documentario, in cui il Boss suona i pezzi dell’album in un fienile di casa sua, e un visual che proietta immagini forti  che ben sottolineano l’intensità dell’album.

Nel film si respira un forte senso di comunità, di condivisione, di appartenenza e compassione, valori e principi sempre presenti nella musica di un uomo nato alla periferia del New Jersey, posto in cui Bruce è tornato a vivere dopo il successo. Lui non ha mai dimenticato quei luoghi che lo hanno visto dare i primi passi sulla scena musicale, mentre faticosaemente e tra mille difficoltà si formava e faceva gavetta nei locali del Jersey Shore o a Asbury Park.

La carriera di Bruce è iniziata ne 1973, dopo un provino con John Hammond, con gli album “Greetings From Asbury Park, N.J.” e “The Wild, The Innocent and The E Street Shuffle”, dischi che purtroppo non vanno molto bene nelle classifiche. Nel 1975, il terzo album è l’ultima occasione per sfondare per l’artista. La lavorazione del disco è difficile. Due ragazzi della band se ne vanno e nella E Street Band entrano Little Steven Van Zandt, Roy Bittan e Max Weinberg. Seguono session interminabili, ma la fatica è ripagata perché viene alla luce un album che oggi definiamo mitico, “Born To Run” (titolo anche della sua autobiografia).

E da questo momento in poi il rock ha il suo re indiscusso, che verrà chiamato a giusta ragione come “BOSS”, fino ad arrivare a “Born in the Usa”, l’album che stravende e che lo proietta nell’olimpo delle super star.

Ma nonostante il successo planetario, Bruce non si sente una star, non riesce a scendere a compromessi e mal digerisce le luci della ribalta. E questo stato di cose influisce sulla psiche e sulla musica dell’artista che alterna, negli anni, momenti di cambiamenti repentini, pause interminabili, album “dolorosi” e mutamenti artistici improvvisi. Ad esempio, con l’album “Tunnel of Love” Bruce inizia il distacco dalla E Street Band, mentre con “Lucky Town” il Boss sembra smarrirsi per ritrovarsi poi con l’Oscar vinto per “Streets of Philadelphia”, brano della colonna sonora del film “Philadelphia”, e con lo straordinario album acustico “The Ghost of Tom Joad”. Con il nuovo millennio, con l’album “The Rising”, l’artista si riavvicina alla E Street Band. Ma è sui palchi che il Boss dà il meglio di se con concerti memorabili della durata minima di tre ore e una continua e intensa comunione tra la platea e il palco.

Attualmente Bruce Springsteen sta lavorando al nuovo album con la E Street Band e in attesa di vivere di altra buona musica del Boss gli facciamo i più sinceri auguri.

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