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L’impietosa fine del circo rock – L’addio dei Kiss approda a Milano

L’impietosa fine del circo rock è il concerto dei Kiss a Milano del 2 luglio, live del tour mondiale d'addio della band, il The End Of The Road

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Quando ero al liceo artistico a Carrara, un giorno arrivò davanti alla scuola una sorta di circo ambulante. Una roba proprio minima che faceva quasi tenerezza, da quanto era sfigato.

Ci radunammo in piazza a vedere lo “spettacolo”. Da una tenda uscì fuori un anziano triste come pochi. A torso nudo e con indosso dei pantaloni da pigiama prese un secchio e lo mostrò al pubblico. Era pieno di piccole rane. Poi cominciò a bere litri d’acqua gassata e cominciò a ingurgitare quelle povere bestiole.

Quando ebbe lo stomaco gonfio d’acqua, si cacciò due dite in gola e rivomitò nel secchio le rane. Uno schifo assoluto che fece a tutti una forte impressione. Ma la faccia di quell’anziano “fachiro” in pensione ma ancora attivo sulla “pubblica piazza”, mi colpì più delle rane.

Sembrava dire: “Guarda cosa mi tocca fare per campare.

Ne fui sconvolto. Da bambino avevo visto altri circhi, molto più sontuosi, con costumi sfavillanti e acrobati dalle lunghe gambe, ma una roba così triste e allo stesso tempo struggente non l’avevo mai vista.

Cosa c’entra questo con il circo del rock e il concerto dei Kiss a Milano del 2 luglio, live del tour mondiale d’addio della band, il The End Of The Road?

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Poco o forse tanto, perché mi è bastato vedere l’anziano miliardario Gene Simmons sventolare la sua lingua durante un orribile assolo di basso, per farmi ricordare quel fachiro ambulante.

Allora ho pensato al circo del rock. A quel povero pitone narcotizzato che Alice Cooper si portava al collo, al pipistrello dei Black Sabbath, ai crani argentati dei Rockets e mi sono chiesto: “Come diavolo siamo riusciti a comprare i loro dischi? Cosa ci affascinava di uno spettacolo così trash?”.

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Certo, i dischi non erano poi così male, ma vederli dal vivo invece… perché? Le campane a morto, i teschi sulla batteria, i finti alieni dalle tute argentate. Cosa diavolo ci aveva preso?

I fumetti non li leggevamo più da un pezzo eppure quel rock circus l’abbiamo mangiato, digerito più volte. Siamo un po’ come quell’ anziano fachiro di Carrara. Ora possiamo vomitarlo sto’ circo esattamente come le sue rane un po’ rimbambite dalla performance.

Si dirà: “E’ entertainment, che ti aspettavi?”.

Bhè, magari uno si immagina che dopo oltre 40 anni di musica ci si possa anche togliere il trucco e lasciare costumi e ninnoli da circo nelle aste, e suonare del sano rock senza apparire ridicoli o nel migliore dei casi anacronistici. Anche perché nella spettacolarità horror questi signori sono superati di gran lunga da un certo Marilyn Manson, uno che la sa più lunga della lingua di Simmons.

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Invece ecco che riappare in scena il business vecchio e consunto del circo rock. Mi chiedo, che razza di pubblico lo vada ancora a vedere? Sicuramente non sono ragazzini, avranno 50, 60 anni con il ventre gonfio di birra che spunta dalle t-shirt con il logo dei Kiss. E mi chiedo, perché?

Per sentirsi ancora gggiovani come da studenti al liceo? Allora mi sono messo un po’ a studiare il fenomeno Kiss ed ecco cosa è saltato fuori:

Si stima che il marchio dei Kiss valga circa 2 miliardi di dollari. Il patrimonio della band sarebbe di circa 300 milioni di dollari, ma secondo Gene Simmons il valore di tutte le loro attività commerciali combinate è ancora più alto, “non meno di due miliardi di dollari”.

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E poi ha messo in fila tutte le altre occasioni di business dei Kiss, che non sono solo i dischi venduti (più di 100 milioni nella loro carriera) o i tour mondiali:

“Abbiamo lanciato le crociere superlusso dove andiamo in mare con quattromila fan per tre giorni e una cabina costa mille dollari, abbiamo il Kiss Golf a Las Vegas e persino un servizio di limousine. In tutto parliamo di un totale di 5mila prodotti in licensing. Tra le ultime novità ci sono le corde per l’air guitar dei Kiss”.

Bene, secondo Simmons il logo della sua lingua potrebbe avere un valore economico simile a quella dei Rolling Stones. Ecco svelato il mistero, Gene Simmons, nato il 25 agosto 1949, a settant’anni suonati va ancora in scena vestito da mostro rock recitando la pantomima di sè stesso.

Come dargli torto con un patrimonio di 2 miliardi di dollari? E la musica? Ah bhè, quella è solo un dettaglio…
Venghino siore e siori, il circo è apertO…

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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