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MORGAN E I FONDAMENTALISTI NEI SOCIAL

“Il computer è arte, la rete è regime”. Così si esprime Morgan nei confronti della rete, più specificatamente riguardo ai social

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Crediti Foto Roberto Manfredi
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“Il computer è arte, la rete è regime”.
Così si esprime Morgan nei confronti della rete, più specificatamente riguardo ai social.

Non so se Morgan, vorace lettore di libri, abbia mai letto “La solitudine del cittadino globale” di Zygmunt Bauman, noto filosofo e sociologo polacco, ma certo il suo pensiero è molto simile. I social sono un mezzo di comunicazione importante, ma sono arrivati senza preavviso con la stessa velocità di uno tsunami. I social, in particolare facebok, sono divenuti un pallido e malevolo strumento di “onnipotenza”.

Un uso scorretto e diseducativo di facebook crea danni irreparabili alla cultura, all’informazione e alla comunicazione popolare. Lo sappiamo bene perché ogni giorno leggiamo cose che non vorremmo leggere e vediamo immagini che non vorremmo vedere, ma lo facciamo lo stesso perché FB è gratis e appare ovunque, soprattutto sugli smartphone che è lo strumento più utilizzato nel mondo. Inoltre è alla portata di tutti, sdogana l’ignoranza, il narcisismo, il falso, l’effimero.

Morgan è una sorta di anticristo del social, oppure se pensiamo che il social sia il demonio, Morgan è il cristo redentore. Perché parlo di lui? Perché sui social Morgan c’è sempre, ogni santissimo giorno e guarda caso è presente anche adesso mentre state leggendo questo articolo.

L’ultima querelle del popolino del web scaturisce a proposito del duetto di Diablo e Holly Johnson sul brano “Relax” eseguito nella finale di The voice (leggi nostro articolo). Strali di sepolcri imbiancati, osservanti fondamentalisti del “genere” musicale, hanno gridato allo scandalo perché Morgan ha scelto di inserire il linguaggio rap in un brano classico rock. Ora, io c’ero e posso testimoniare che l’autore e interprete Holly Johnson ha gradito moltissimo la “contaminazione”.

Del resto non è che fosse un’idea nuovissima. Basta ricordare RUN DMC e Areosmith in “Walk this way”, tanto per citare un esperimento di rap-rock del 1987, cioè ben 32 anni fa, non dell’altro ieri. Ma vaglielo a dire ai fondamentalisti del “genere” che si può fare.

Questa ideologia messianica per cui un brano debba per forza essere eseguito in modo classico, ossessivamente simile alla versione originale è un virus devastante che ammazza la creatività, la sperimentazione, persino il concetto stesso di interpretazione di un’opera, simboli considerati parte di un vero e proprio sacrilegio. Questi fondamentalisti da social assomigliano a quei sepolcri imbiancati, i cosiddetti critici teatrali che sparavano a zero su Carmelo Bene quando rappresentava la sua “Cena delle Beffe” l’opera di Umberto Giordano su libretto scritto da Sem Benelli.

Quanta polvere inquinante si sparge quando si pretende che un’opera rimanga sepolta nella storia, senza resuscitarla nella contemporaneità.

Ho letto commenti che sembravano scritti da talebani. Peccato fossero scritti da gente comune, magari persino appassionati di musica rock. Ora la versione di Relax messa in scena da Morgan potrebbe anche non piacere, ci sta, ma da lì a esercitare il diritto di “dalli all’untore” di manzoniana memoria ce ne passa. Il vecchiume della critica digitale popolare è davvero un brutto segno e ben fa Morgan a tenersi alla larga dai social.

Certo i social sono anche uno strumento promozionale, ma tutto sommato è così necessario affidarsi a questo mezzo così predatorio, quando uno è artista?

Così questa società post-fattuale mi fa venire in mente una storica frase di John F. Kennedy:

Il grande nemico della verità non è tanto la bugia deliberata, studiata a tavolino e disonesta, quanto il MITO, persistente, persuasivo e irrealistico”.

Il mito sacro del potere della tradizione, razionale e carismatico che si tramanda da una generazione all’altra, come avviene nelle famiglie reali.
Ma per fortuna Morgan pensa che il “Re è nudo”!

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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