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Radio Italia Live – Il Concerto: la carica dei 20mila in Piazza Duomo

La pioggia non ha fermato il popolo della musica: lunedì 27 maggio Milano ha ospitato Radio Italia Live - Il Concerto. La scaletta e le esibizioni.

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Fonte: Ufficio Stampa

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La pioggia non ha fermato il popolo della musica – italiana e non solo – che lunedì 27 maggio ha riempito Piazza Duomo a Milano per l’ormai consueto appuntamento con il concertone di Radio Italia (leggi nostro articolo precedente). Il palco iper tecnologico, quest’anno, ha visto sfilare alcuni dei nomi più apprezzati del momento oltre a icone musicali che non hanno certo bisogno di presentazioni.

Prima delle tre date previste per questo 2019 (RILIVE farà tappa anche a Palermo e, per la prima volta, a Malta), quella sotto la Madonnina è stata l’edizione meneghina numero otto e ha raccontato un bello spaccato delle tendenze attuali. Dal rock alla trap, dal rap al pop: questi i binari lungo i quali si è mosso il live.

Dopo l’opening di Saturnino, l’orchestra diretta dal Maestro Bruno Santori ha accompagnato tutti gli artisti (trapper compresi) nelle loro performance. Per ciascuno tre pezzi in scaletta a eccezione di Marco Mengoni che si è esibito con quattro canzoni.

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RILIVE 2019: esibizioni e scaletta

A inaugurare la scaletta di tre ore è stato Guè Pequeno con Milionario, 2% e Bling Bling (Oro). La sua esibizione è spiccata soprattutto per l’omaggio a Mango, di cui la terza traccia presenta un campionamento: una scelta, quella di proporre questo pezzo, assai apprezzata soprattutto per un artista troppo poco ricordato.

Chitarra in braccio ed emozioni analogiche con Federico Zampaglione dei Tiromancino, on stage con Sale, amore e vento, Per me è importante e Due destini. La performance, però, perfetta per una dimensione più intima, su un palco come quello di RILIVE si è un po’ “persa”. Ma a riaccendere l’adrenalina ci ha pensato Francesco Gabbani, con tre hit quali Pachidermi e pappagalli, È un’altra cosa (nuovo singolo in radio) e Occidentali’s karma. Trascinante a dir poco.

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E il cantautore carrarese ha perfettamente creato il clima per un’accoglienza da star a Loredana Bertè, acclamatissima dalla piazza e in piena forma. Lo spirito rock di Cosa ti aspetti da me e Non sono una signora ha fatto tremare il palco per poi lasciare spazio agli ancheggiamenti sulle note di Non ti dico no feat. Boomdabash. Niente da fare, la stoffa si sente come nei suoi anni migliori.

Tra i più attesi della serata, ecco quindi Sfera Ebbasta, che debutta a Radio Italia Live – Il Concerto raccogliendo il plauso di buona parte del pubblico presente, mamme comprese. Per lui, in scaletta, le tracce Rockstar, Happy birthday e Mademoiselle. E lo show continua con Marco Mengoni, esattamente a metà scaletta; reduce da tre live all’Arena di Verona, l’artista ha fatto della stanchezza evidente un motore di forza per regalare ancora un colpo di coda emozionale ed energetico con Muhammad Alì, Ti ho voluto bene veramente, Hola e Io ti aspetto. The Voice è lui.

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Ospite per la sezione World è Sting, in formissima e in sintonia con l’orchestra: la sua setlist prevede Roxanne, Message in a bottle e Every breath you take. La dose di sensualità e classe è quella giusta. La Madonnina, quindi, guarda un altro debutto a RILIVE ed è quello di Ultimo, che ha scelto il brano iconico Pianeti più il sanremese I tuoi particolari e Ti dedico il silenzio. Il giovane artista ci pare più che pronto per l’Olimpico, bravo davvero.

Una Alessandra Amoroso inguainata in una abito rosa calca il palco con tre sue hit recenti – Trova un modo, Dalla tua parte e Forza e coraggio – che il pubblico di tutte le età canta a gran voce sotto una pioggia ormai torrenziale. Unica donna, insieme alla Berté nel cast, ha tenuto alto il vessillo del pink power.

Ore 22,30 circa, il concerto di Radio Italia piega verso la fine sfoderando due carte da novanta. Ermal Meta se ne infischia letteralmente del meteo avverso e con cipiglio porta l’asta del microfono lungo la passerella bagnata: è delirio per lui su tutte e tre le canzoni interpretate (Dall’alba al tramonto, Non mi avete fatto niente e Vietato morire). Da sottolineare un’intesa con il pubblico che diventa famiglia, i suoi lupi – e non solo loro – sono tutti lì.

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Arriviamo, così, all’ultimo ospite, giustamente lasciato in coda di fronte a un pubblico che pare non risentire né delle ore in piedi né dell’infeltrimento dovuto alla pioggia. In fondo, chissene se piove, sul palco c’è Ligabue e da San Babila a Cordusio è una sola onda con Certe donne brillano e un adrenalinico medley evergreen (Questa è la mia vita, Piccola stella senza cielo, Happy hour, Tra palco e realtà, Urlando contro il cielo). Una chiusura da fuochi d’artificio.

Al prossimo anno, magari senza pioggia eh.

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