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sabato, Giugno 19, 2021

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Concertone del Primo maSCHio – Il concertone per soli uomini di Piazza San Giovanni a Roma

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Nella tombola il 77 è il numero che viene chiamato “le gambe delle donne”. In realtà al Concertone del Primo maSCHio, il 77 è il numero dei partecipanti maschili. Sono solo 4 le donne che si esibiranno (per precisare le 4 donne fanno parte di 3 gruppi dove ci sono anche uomini), credo con un certo imbarazzo. Sembra un evento organizzato in Qatar.

L’unica idea possibile per rinnovare il Concerto del Primo Maggio, poteva essere far esibire tantissime donne, musiciste, cantanti italiane ed internazionali. Invece la fulgida direzione artistica ha pensato di fare esattamente il contrario a testimonianza che in Italia le buone idee sono sempre quelle che non si realizzano. Il concerto in versione maschile è la cosa più arretrata che si poteva immaginare.

E pensare che il Concertone è promosso da associacioni sindacali come la CGIL, CISL e UIL che dovrebbero garantire uguaglianza e parità.

Sarebbe fantastico che le donne si prendessero il palco, come accadde all’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro di Milano nel 1976. Ero tra gli organizzatori e ricordo perfettamente che le donne si presero il palco per un giorno intero a suon di megafoni, microfoni, cori e spintoni e diedero una scossa salutare a quel Festival misogeno.

Potesse succedere anche domani al concerto del Primo maSCHio, sarebbe fantastico.

Invito tutte le donne musiciste a farlo.

Per motivi di sicurezza non occorre occupare il palco, sarebbe bello invece che ognuna di loro arrivasse al concerto portandosi una chitarra dietro, o un qualsiasi strumento a disposizione, voce compresa, tanto per dimostrare che la Musica non appartiene solo ai maschi.

Vi immaginate che bell’happening sarebbe?

Gli organizzatori hanno dichiarato che l’assenza delle donne è dovuta al fatto che molte cantanti italiane sono in tour e non sono disponibili.

Panzana colossale

Il Concerto del Primo Maggio (non quello del Primo maSCHio) non è Sanremo in cui la commissione sceglie le canzoni e gli artisti preferiti. E’ un concerto che dovrebbe esprimere una partecipazione popolare anche sul palco, mica solo in piazza.

Non venitemi a dire che non ci sono cantanti e musiciste di valore disponibili.

Certo se gli organizzatori pensano che la rappresentanza artistica femminile deve essere ristretta alle solite note: la Mannoia, Giorgia, Nannini, Elisa… ovvio che magari la scelta si restringe inesorabilmente. Ma non ci sono solo loro, di artiste donne ce ne sono TANTISSIME, e non solo del mondo pop, ma anche indie, hip hop, rock e tantissime dalla non grande popolarità simile a quella di gente come Carl Brave, Pinguini tattici nucleari, Fast Animals and Slow Kids, Rancore e tanti altri in cartellone al Concertone quest’anno (leggi nostro articolo).

Ma ripeto, San Giovanni non è Sanremo

Per metterci una pezza hanno chiamato sul palco Ambra Angiolini. Classica eccezione che conferma la regola. La cosa più sconfortante è che agli organizzatori è sfuggita la cronaca del mondo. Non si sono nemmeno accorti che le donne hanno vinto Awards e riconoscimenti a pacchi.
Persino Hollywood si è risvegliata dopo anni di dominio maschile. Nell’ultimo film di James Bond ci sono tre protagoniste femminili. La sceneggiatura è stata scritta da una donna. Persino James Bond, l’icona maschile per eccellenza, si è adeguato al nuovo corso.

Qui siamo ancora al Medioevo

Il Concertone del Primo maSCHio sarà così l’ennesima rappresentazione del vecchio, del vetusto, dell’anacronismo da galletto di piazza. Già che c’erano potevano anche dargli il sottotitolo rubato al film di Marco Ferreri, “Ciao Maschio”, dove il protagonista interpretato da Gerard Depardieu, rimane con il pisello in mano.

E’ davvero singolare come anche a “sinistra” gli uomini continuino a fare grossolani errori di comunicazione, nel loro rapporto con le donne. E’ accaduto anche a Milano. Il sindaco Sala ha lanciato una campagna contro la violenza alle donne, dove sono “gli uomini a metterci la faccia” e a schierarsi pubblicamente. Idea sicuramente stimolante e giusta. Peccato che poi in Piazza Duomo sia stata allestita un’opera davvero imbarazzante, guarda caso realizzata da un uomo, dove è stata esposta una sorta di poltrona rosa con enormi rotondità infilzata da una serie di spilloni. Una raffigurazione del corpo femminile violentato. Giustamente l’operazione è stata oggetto di feroci critiche. Non era più semplice affidare la piazza a un’artista donna in grado di far sensibilizzare la problematica in maniera più attinente e intelligente? Macchè!

Adesso si è arrivati al Concertone del Primo maSCHio

Donne di tutta Roma unitevi. Vogliamo vedervi sopra e sotto il palco a ricordare agli uomini che la Musica è anche vostra, non fosse altro perché si chiama La Musica non Il Musico.

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