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Are you hungry? – Il regista Umberto Spinazzola racconta i segreti di Masterchef

Al Glocal Film Festival a Torino si è parlato anche dello show cooking cult Masterchef Italia. Lo ha fatto il suo regista torinese Umberto Spinazzola

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Torino, è notizia ormai risaputa, è città del cinema.

Nel 2020 il Museo del Cinema festeggerà il ventennale del suo insediamento nel cuore della Mole e anche Film Commission, che opera sul territorio offrendo molte interessanti opportunità di lavoro, compirà 20 anni a luglio.

Molti sono i film girati in città, tante fortunate serie televisive sono state ambientate nelle sue belle strade signorili.

Il Torino Film Festival ha appena chiuso i battenti e ha lasciato una sorta di testimone virtuale al Glocal Film Festival.

Il Glocal è arrivato alla sua 18esima edizione e, divenuto quindi maggiorenne, ha acquistato sì maturità e consapevolezza ma è anche riuscito a mantenere quel grado di spensieratezza degli esordi che, come afferma il suo Direttore Gabriele Diverio, gli concede di percorrere strade nuove e di contaminarsi con le arti sorelle del cinema, quali la TV, la scrittura e la musica.

A proposito di TV, un appuntamento speciale del Glocal è dedicato allo show cooking cult Masterchef Italia, giunto ormai alla sua 8va edizione, e al suo regista torinese Umberto Spinazzola.

Spinazzola è professionista di eccellenza tecnica e creativa, autore anche di 2 lungometraggi e attualmente al lavoro sul terzo, “Di fame non si muore”, che sarà ambientato a Torino e incentrato sulla piaga sempre più diffusa degli sprechi alimentari.

In una calda Sala del cinema Massimo, Spinazzola parla con voce profonda e rassicurante del suo lavoro come regista a Masterchef, regalando ai presenti alcune curiosità del dietro le quinte e avventurandosi in racconti tra lo specifico tecnico e l’aneddoto divertente.

Il suo modo di fare regia è, data la formazione professionale, molto cinematografico: si prende molte libertà dal format originale e confeziona un prodotto godibile e dal ritmo accattivante.

Il talent, nella sua versione italiana, vide la luce il 21 settembre 2011 e fu subito un inizio col botto nel termine di ascolti.

E’ un format che richiede un lavoro duro e meticoloso, con tempi lunghi e impegnativi: quattro mesi consecutivi di riprese, sabati  e domeniche compresi.

160 persone di troupe che, a partire già dal mattino all’alba, lavorano incessantemente per poter aprire la cucina alle 9 in punto. Chi si occupa del food, chi prepara le Mistery Box, chi cura i racconti dei concorrenti nei confessionali.

Il regista deve tenere d’occhio 4 giudici e, all’inizio del programma, ben 20 concorrenti: nel suo pullman di ripresa, insieme agli autori, con occhio attento e vigile dovrà carpire smorfie, espressioni, stati d’animo e decidere il “racconto” da fare.

Anche il casting del programma è un’operazione molto complessa. Da 4/5 mila candidati si arriverà ad una scrematura, anche telefonica, di 700 aspiranti chef divisi tra Nord, Centro e Sud Italia, per poi decretare i 100 fortunati che i giudici selezioneranno per la trasmissione televisiva.

Questa è la parte che Spinazzola ama di più, quella che lui chiama “neorealismo 3.0 “, perché rispecchia un’Italia profondamente appassionata di cibo , che ha voglia di sperimentare, cucinare e creare, cimentandosi in nuove e antiche ricette.

Anche per i giudici c’è stato un casting iniziale e Spinazzola confessa che gli Chef si sono battuti senza esclusione di colpi per ottenere la parte.

I concorrenti del talent culinario, una volta selezionati, seguono durante il programma un percorso di apprendimento  sia teorico che pratico con seminari e approfondimenti : ecco perché li vediamo migliorare progressivamente e affinare la loro abilità puntata dopo puntata. Loro si giocano davvero tutto: con la vittoria possono realmente dare una svolta alla loro vita. Ecco perché li vediamo impegnarsi al massimo, studiare strategie, formare e disfare  alleanze.

E’ un gioco duro e, come si dice, occorre tirare fuori il meglio (o il peggio) di se stessi.

Ed ora scusate ma , per partecipare a questo incontro, mi sono persa le ultime due puntate del giovedì di Masterchef e l’esterna sui Navigli di Milano.

Vado a vedermi la registrazione e… buon appetito a tutti.
Ah, Occhio agli sprechi! Quelli di Masterchef ci tengono!

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