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Antonella Pepe: “per fare la corista ci vuole probabilmente una mente perversa” – INTERVISTA

Intervista ad Antonella Pepe, veterana corista del Festival, nonché vocalist dei più grandi artisti del nostro panorama musicale

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Da sempre il Festival di Sanremo è oggetto di discussioni lontane dalla musica, dai metalmeccanici sul palco di qualche decennio fa, alle torte in faccia di cavallo pazzo.

Non sono mai mancate le intromissioni a gamba tesa della politica. Spero sia una fake news quella in cui un attuale esponente politico, a seguito delle polemiche sollevate da un cantante che a causa del voto delle giurie speciali non ha vinto il Festival, sostiene che sarebbe meglio abolire le giurie di qualità per lasciare spazio solo al televoto, spero che i politici si concentrino per risolvere altre questioni.

Ad ogni modo, tolto tutto il polverone che, per carità, fa spettacolo, mi piace l’idea, chiuso il baraccone, di portare la discussione al centro della musica, dando la parola ai professionisti della musica.

È con questo intento che, spente le luci dell’Ariston, raggiungo per un’intervista Antonella Pepe, veterana corista del Festival, nonché vocalist dei più grandi artisti del nostro panorama musicale come Gianni Morandi, Adriano Celentano, passando per il direttore artistico del Festival di cui sopra, Claudio Baglioni, e mi fermo qui. Ma l’elenco sarebbe infinito.

INTERVISTA AD ANTONELLA PEPE

Ciao Antonella, intanto grazie per questa intervista esclusiva per FareMusic, Magazine nato da una idea del maestro Alberto Salerno, veterano del Festival, e bentornata al mondo fuori dal Teatro Ariston. 

Ciao Antonino, un saluto ad Alberto, leggo sempre i suoi post su Facebook, fare il Festival è un’impresa impegnativa e meravigliosa, sto recuperando ore di sonno perse, mi sento un’adolescente, stamattina mi sono svegliata a mezzogiorno… (ride, nda) 

Com’è andata quest’anno? Com’è vedere il Festival dal tuo punto di vista? 

Penso benissimo, ancora non ho avuto modo di rivedere nulla. Per noi coristi il Festival è cominciato il due gennaio a Roma, ci siamo subito immersi nei brani, solitamente cominciamo prima, quest’anno le canzoni sono state comunicate in ritardo rispetto al solito. 

Ascoltate le canzoni in anteprima, canzoni che poi vengono suonate da quell’orchestra meravigliosa, la presenza degli archi, del coro, non riesco ad immaginare un brano ascoltato da quel palco che non vi usi al meglio. 

Ascoltiamo tutti i brani, c’è dietro un lavoro pazzesco, è tutto in divenire, non sempre i brani sono pronti nel momento in cui vengono scelti, si lavora quindi coi vari direttori d’orchestra, si lavora all’arrangiamento, alcune volte della canzone arriva solo la demo, in un secondo momento si prova col cantante che in alcuni casi rimane spiazzato, spesso nella versione studio ha fatto da sé i cori, incidendo le terze (il contro canto, nda). Poi lavorandoci su ci si affeziona ai pezzi, è un lavoro in divenire entusiasmante. 

Quindi in quel momento hai già l’idea del pezzo più forte? Del possibile vincitore? Qual è il brano, se puoi sbilanciarti, che quest’anno ti ha colpito? 

Come ti dicevo, ci si affeziona alle canzoni, anche tra noi, nel coro, abbiamo le nostre preferite. Ho molto apprezzato Paola Turci, interessante il brano di Silvestri e ti dirò, sto per dire un brano che forse non ti aspetti io dica, ma mi ha colpito Achille Lauro, ha un testo geniale e nasconde un messaggio profondo. Ad ogni modo questo è stato un Festival che ha davvero rappresentato la musica in tutte le sue forme, quindi da questo punto di vista per me ha vinto. 

Facendo un passo indietro, da dove nasce la passione per la musica? Hai scelto tra l’altro un ruolo importante ma defilato, non voglio essere travisato ma un cantante può sbagliare, può permettersi di non essere centrato, una corista no, lavora con la voce e il suo strumento deve essere preciso. 

Sai, nella sostanza sono due lavori diversi, per scegliere di fare la corista ci vuole probabilmente una mente perversa (ride, nda). Ho sempre amato la musica ed ho scelto di fare la corista, il mio non è stato un ripiego, non ho mai provato la strada da solista, amo l’idea della fusione perfetta che si crea tra le voci, i cantanti che fanno i coristi per ripiego tendono, anche nel coro, a fare emergere la loro voce, io amo questo mestiere perché amo lo spirito di squadra. Mi chiedi da dove nasce la mia passione… da sempre, da piccola amavo cantare, i miei lo hanno capito, ho chiesto un pianoforte e, ti sembrerà assurdo, mi hanno regalato una chitarra (scoppia a ridere, nda). Ho studiato, andavo a lezione di chitarra, ho avuto una maestra straordinaria, una signora che è stata anche la maestra di canto di Vasco Rossi. Poi per me è stato fondamentale l’incontro con Fio Zanotti, con lui ho cominciato a lavorare tantissimo e non ho più smesso, le tournée, tantissime incisioni, tanta televisione e poi Sanremo, ho sempre amato partecipare al Festival. 

Ti ricordo in un video che c’è su Youtube in duetto con Claudio Baglioni, ricordo i tuoi acuti pazzeschi. 

Quel duetto è nato all’interno del raduno che Claudio organizza ogni anno a Roma coi suoi fan. In quella circostanza mi chiese di cantare con lui “Polvere di stelle”, duetto che ha fatto con l’immensa Mia Martini. Mentre cantavo vedevo che piangeva, ero preoccupata, pensavo stessi cantando male (ride, nda), poi m’ha detto che si è emozionato, è stato bellissimo anche quest’anno vederlo al Festival. 

Che ricordi hai del tuo primo Sanremo? 

Il primo è stato quello con Piero Chiambretti e Mike Bongiorno, era il 1997, l’anno di “E dimmi che non vuoi morire” interpretata da Patti Pravo. 

Ricordo bene, l’anno del tormentone “Comunque vada sarà un successo”, si era reduci dai grandi Festival degli anni novanta targati Pippo Baudo. E quindi, ad oggi a quanti Festival hai partecipato? 

Quest’anno è stato il mio diciottesimo. 

Diciotto? Cioè, fammi capire, hai più Festival tu che Pippo Baudo? 

(ride, nda) Davvero! Non c’avevo fatto caso… 

Antonella, ti ringrazio per questa chiacchierata, grazie per avermi raccontato del tuo lavoro, dell’avermi trasmesso la dedizione e l’attenzione che ci metti in quello che fai, buona musica e alla prossima. A proposito, il prossimo impegno? 

Intanto grazie a te, è stato un piacere. Il prossimo impegno, dopo tanti anni de “I migliori anni” in cui abbiamo percorso con Carlo Conti gran parte della storia musicale moderna, si dovrebbe ripartire con “La Corrida” sempre con Carlo Conti su Rai1.
Ancora grazie e un saluto ai lettori di FareMusic.

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