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Emma finalmente fa quello che non fanno molti suoi colleghi, ci mette la faccia

Emma, alla fine di un suo concerto, ha gridato dal palco "Aprite i porti". Cosa forte visti i tempi, e visti i suoi colleghi che stanno quasi TUTTI ZITTI

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di Mela Giannini

Mai e poi mai avrei detto che un giorno avrei applaudito Emma Marrone. Mio padre, buonanima, mi diceva sempre “mai dire mai”… e aveva ragione.
Ebbene, ora mi alzo in piedi e mi inchino di fronte a quanto fatto da Emma e soprattutto di fronte alla sua risposta ai soliti haters della “RETE fognaria”, sterco maleodorante che segue a mo’ di gregge gli attuali “politicanti” dell’era dell’odio.

E’ successo che Emma, alla fine di un suo concerto campano, ha gridato dal palco “Aprite i porti“. Cosa forte visti i tempi, e soprattutto visti i suoi colleghi che stanno quasi TUTTI ZITTI (e parlo soprattutto di chi, in Italia, fino a ieri si è interessato del sociale, oltre a parlare ovviamente degli “artisti progressisti”), rinchiusi nel loro VIGLIACCO SILENZIO, tranquilli nella loro confort zone, troppo codardi per metterci la faccia da buoni ipocriti quali si stanno dimostrando d’essere.

Ovviamente, il giorno dopo, i belanti disadattati in rete, fan da stadio della curva sud dei “politicanti”, si è riversata sul profilo della cantante vomitando i soliti e schifosi insulti. L’ultimo ed eclatante è quello di un consigliere Umbro della Lega, tal Massimiliano Galli (lo stesso che da assessore nel 2017, fu costretto a dimettersi per il suo commendo sui “mussulMERDE” nella guerra in Siria), che ha commentato dicendo “Aprite i porti? Faresti bene ad aprire le tue cosce facendoti pagare, per esempio“. Dicono che il partito lo abbia espulso. Speriamo.
Ma non è finita qui, perchè gli insulti, sempre sui profili social dell’artista, sono comparsi addirittura anche sotto un post di beneficenza, a favore dei bambini malati di tumore. Non c’è limite allo squallido ormai.

Comunque Emma non si è scomposta e ha risposto con le rime, rivolgendosi anche a quella stampa che cavalca l’onda delle polemiche, che anzi alimenta la situazione pur di avere qualche like in più, fregandosene di fare sempre da cassa di risonanza verso quella xenofobia e razzismo:

In questi giorni ho letto tantissimi articoli molto polemici sul fatto che io dica questa frase dal mio palco, ma Aprite i porti è quello che penso io. È semplicemente quello che penso io. Per me non è per andare contro questo o quel politico, significa essere nata e cresciuta in una famiglia in cui mi è stato insegnato il rispetto e l’altruismo verso chi è più bisognoso. E mi rivolgo anche ai signori giornalisti. Io capisco che pur di avere click sui vostri siti fate crescere polemiche e sporcare anche il pensiero positivo che un artista cerca di fare dal proprio palco. Fin quando avrò un palco sotto il culo, dirò sempre quello che penso, sempre. Anche se questo significa andare contro di me e perdere qualcuno per strada. A trentacinque anni, sono una cittadina italiana, esiste la libertà di pensiero e di parola e continuerò a dire quello che penso”.

APPLAUSI A SCENA APERTA.
E grazie EMMA… in questo momento storico ce ne fossero come te!

emma

E per chi dice che gli artisti dovrebbero solo cantare perchè la gente si deve solo “svagare”, ricordo che, se fosse stato così, non ci sarebbero mai stati artisti come John Lennon, Bob Dyan, Pink Floyd, U2, Bruce Springsteen, De Gregori, De Andrè, Guccini… e tanti tanti tanti altri. La lista sarebbe lunghissima.

Gli artisti sono una sorta di cantori dell’epoca in cui vivono, e non sono solo svago, sono anche portatori di messaggi che solo la musica può veicolare. E’ successo negli anni ’60 e ’70 con le rivoluzioni giovanili e pacifiste, contro la guerra in Vietnam, contro il razzismo. Negli anni ’80 contro i muri, contro la fame nel mondo, per Nelson Mandela. Negli anni ’90 per il disincanto dell’era capitalista, contro le armi nucleari. Insomma, ogni epoca ha avuto artisti che hanno parlato di quello che succedeva attorno a loro.

All’origine della musica popolare, quelli che che ora vengono chiamati semplicemente “cantanti”, erano i cantastorie che andavano di villaggio in villaggio, paese in paese, a raccontare le “notizie” cantandole.
Per cui, dire che gli artisti devono solo cantare è un pensiero riduttivo, spicciolo e anche purtroppo “populista”… nell’accezione peggiore del termine.

L’artista non ha solo l’ugola, ma anche un’anima e esprime se stesso e i suoi sentimenti con la sua arte, e se volete solo svagarvi andate al circo.

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