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Fatica anche la seconda serata di Sanremo : Pagelle e impressioni – Classifica parziale

Sanremo 2019: Anche la seconda serata, non diversamente dalla prima, si è trascinata stancamente e senza brio, prolungandosi per ben quattro ore

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Crediti Foto Matteo Rasero/LaPresse
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Così non va, Veronica”, cantava Edoardo Bennato nel 1980 nel suo disco “Uffà, uffà“. Probabilmente aveva appena visto, viaggiando nel tempo come Marty McFly,  l’edizione 2019 del Festival della Canzone Italiana di Sanremo!

Anche la seconda serata infatti, non diversamente dalla prima (leggi qui) si è trascinata stancamente e senza brio, prolungandosi per ben quattro ore. Durata che a fatica si riesce a seguire. Tra l’altro nemmeno i due “Claudii” (si scrive così?) e la Virginia riescono a dissimulare il panico per questa conduzione tirando la barchetta tra occhiolini, risatine, improvvisazioni  e battute che speravo di aver abbandonato quando ero alle elementari.

Però, a onor del vero, c’è uno spiraglio di luce in fondo al tunnel.

La serata inizia con una coreografia sul brano “Noi no” di Claudio Baglioni (ma va?!?): decine di ragazzi incappucciati, vestiti di nero,  che improvvisamente tirano fuori delle rose bianche dalle felpe. Ovazione in sala. Si passa finalmente alle canzoni in gara… No, scusate… occorre spiegare il regolamento e il televoto, presentare i dodici artisti in gara… insomma attività doverose… ma perché mettere ancora un altro sketch prima di far entrare, finalmente, Achille Lauro?

Beh, passiamo alla musica.

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OSPITI

La serata si è caratterizzata anche per la presenza di vari ospiti: Pippo Baudo, Michelle Hunziker, Fiorella Mannoia, Marco Mengoni e Riccardo Cocciante.

Pippo Baudo appare due volte: la prima è fugace, qualche minuto. Nella seconda, invece, entra per raccontare che nel 1985 ha incoronato “Questo piccolo grande amore” (di Baglioni, ovvio) canzone del secolo. Pochissimi minuti, sufficienti per il grande Pippo nazionale per dimostrare come si tiene questo palco!

Michelle Hunziker, invece, sta sul palco un tempo interminabile. Prima un gag al telefono con Bisio: “non posso essere con voi perché sono a letto malata“… Ed eccola scendere le scale. Bellissima, certo, e con un fisico da paura. E anche brava, come sempre. Il duetto con Claudio Bisio dimostra tutta la loro grande intesa.

Passiamo ai cantanti.

La prima ad esibirsi è stata Fiorella Mannoia che ha presentato il suo nuovo singolo “Il peso del coraggio” (leggi qui).

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Il brano è in linea con il nuovo stile di Fiorella (complice la scrittura sempre riconoscibile di Amara) che la vede molto più narratrice che cantante. L’esibizione non è perfetta ma il carisma è sempre lo stesso, nemmeno scalfito dal tempo che passa. Il duetto che segue vede Claudio Baglioni accompagnare alla chitarra in “Quello che le donne non dicono”, capolavoro assoluto scritto dai grandissimi Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Claudio non è all’altezza purtroppo. Dubbio amletico: perché Fiorella Mannoia chiude il pezzo con “un altro… forse, non è detto”? Messaggio per chi? Forse qualche ingaggio in Rai?

Il secondo super ospite è stato Marco Mengoni che ha portato sul palco “Hola (I say)” insieme a Tom Walker: esibizione superlativa per questi due talenti, capaci di rendere di alto livello un brano non eccelso e, soprattutto, di dare lezione di intonazione e presenza sul palco a molti artisti in gara.

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Anche per lui doveroso duetto con Claudio, stavolta sulle note di “Emozioni” di Battisti-Mogol. Brano supremo, e l’interpretazione dei due è stata superlativa quanto l’arrangiamento del brano stesso, curato dal maestro Gianfranco Lombardi. Il momento migliore di tutta la serata.
Sembra che Marco abbia detto sul palco che “non c’è confronto tra me e Lucio“: bravissimo, l’umiltà è la forza dei grandi!

Sul palco di Sanremo si è esibito, molto tardi, anche Riccardo Cocciante con la sua “Margherita“: brano intramontabile che meritava di essere goduta fino in fondo senza l’intervento di Baglioni.

Molto tardi, troppo tardi tanto da creare giuste polemiche, a notte inoltrata, è stato consegnato il Premio Città di Sanremo alla carriera a Pino Daniele. Il premio è stato ritirato dalle figlie del cantautore partenopeo Sara e Cristina, che hanno così commentato: “Papà sarebbe veramente onorato di questo premio. E’ un grande onore anche per noi figli […] Grazie anche al pubblico, ai fan che ci sostengono e vivono attraverso il suo immenso patrimonio artistico”.

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Le motivazioni del premio sono state le seguenti:

“In quarant’anni di incisioni discografiche e di esibizioni dal vivo Pino Daniele ha saputo imporsi come figura di spicco e completa nel panorama della canzone d’autore italiana, mantenendo un legame fortissimo con la tradizione napoletana e guardando sempre con coraggio artistico e curiosità alle musiche del mondo”.
Baglioni ha inoltre salutato anche gli altri figli dell’artista scomparso quattro anni fa, il primogenito, Alex,  Sofia e Francesco, figli di Fabiola Sciabbarrasi.

ARTISTI E BRANI IN GARA

Dodici gli artisti in gara che si sono esibiti nella seconda serata. Complice anche un audio leggermente migliorato rispetto l’esordio i brani in generale risultano più godibili ma senza sorprese.
Bellissime, a parere di chi scrive, le canzoni di Daniele Silvestri, (che ha cantato con maggiore sicurezza), di Paola Turci e di Loredana Bertè che ha raccolto una standing ovation meritatissima: speriamo sia preludio di un podio.

Grosso rammarico per Arisa che ha la voce migliore di tutta la manifestazione, intonatissima e capace di far capire ogni sillaba. Ma il pezzo, signori miei, non si capisce cosa sia: vecchio. vecchissimo, sguaiato, infantile, brutto e ancora brutto. Peccato!!!

Altrettanto brutte le canzoni de Il Volo (purtroppo applauditissimi) e degli Ex-Otago.

Interessante “Rose viola” di Ghemon, penalizzata però dalla performance: sarà anche vero che l’intonazione non è tutto, ma senza carisma interpretativo non ha senso salire su quel palco.

Il resto è tutto un insieme di “già sentito” con brani e performance che a malapena stanno in bilico sulla sufficienza.

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Crediti Foto Matteo Rasero/LaPresse

PAGELLE DELLA SECONDA SERATA – SANREMO 2019

1. Achille Lauro – “Rolls Royce” – 6
2. Einar – “Parole nuove” – 5
3. Il Volo – “Musica che resta” – 4
4. Arisa – “Mi sento bene” – 5
5. Nek – “Mi farò trovare pronto” – 6
6. Daniele Silvestri – “Argento vivo” – 9
7. Ex-Otago – “Solo una canzone” – 4
8. Ghemon – “Rose viola” – 7
9. Loredana Berté – “Cosa ti aspetti da me” – 8
10. Paola Turci – “L’ultimo ostacolo” – 7
11. Negrita – “I ragazzi stanno bene” – 6
12. Federica Carta e Shade – “Senza farlo apposta” – 5

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Classifica parziale 2nda serata

È stata resa nota anche la classifica parziale della seconda serata del Festival di Sanremo 2019,  in cui si sono esibiti 12 dei 24 cantanti in gara. La classifica di mercoledì si aggiunge a quella della prima serata (a cui avevano partecipato tutti gli artisti). Giovedì sera canteranno gli altri 12 cantanti, e ci sarà infine una nuova classifica complessiva.

In base al voto i cantanti sono stati divisi in tre zone: blu (la migliore), giallo (quella intermedia) e rossa (la peggiore). I nomi all’interno delle varie zone sono in ordine casuale.

Zona blu: Daniele Silvestri, Arisa, Achille Lauro, Loredana Berté

Zona gialla: Ex-Otago, Il volo, Ghemon, Paola Turci

Zona rossa: Nek, Einar, Negrita, Federica Carta e Shade

 

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