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I Greta Van Fleet sono il futuro del rock? Sono gli eredi dei Led Zeppelin?

Buona parte della critica musicale mondiale concorda sul fatto che i Greta Van Fleet possono contribuire alla rinascita del rock

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Se c’è una cosa su cui buona parte della critica musicale mondiale e molti appassionati del rock sembrano concordare è che il nome su cui puntare per la grande rinascita del genere sia quello dei Greta Van Fleet.

La band dei giovanissimi fratelli Kiszka,originari del Michigan, culla della mitica Motown, nasce ufficialmente nel 2012: la voce è Joshua Michael Kiszka, Jacob Thomas Kiszka è alla chitarra, Samuel Francis Kiszka al basso, Daniel Robert Wagner alle percussioni.

Il gruppo emergente diventa rapidamente una sorta di fenomeno planetario grazie al primo EP, Black Smoke Rising, pubblicato il 31 marzo del 2017 e trainato da quella bomba rock anni ’70 che è il singolo Highway Tune.

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A seguire, il doppio EP From the Fires, ancora nel solco del rock più genuino.

Quella di essere la salvezza del rock è una corona pesante da portare” – ha dichiarato a Guitar World Jake Kiszka (così si fa chiamare Jacob, il chitarrista della band) –“Viene da pensare: può mai farcela una band da sola? Il punto è che il rock è in giro da decenni e tanti artisti hanno contribuito a plasmarlo, cambia in continuazione ed esisterà sempre, in una forma o nell’altra. Noi siamo felici di portare avanti questa tradizione.

Nel corso dell’intervista, Jake ha rilasciato alcune dichiarazioni anche su un’altra pesante “corona” che stampa e pubblico ha affibbiato ai Greta Van Fleet fin dagli esordi: i quattro giovanissimi sarebbero a tutti gli effetti gli eredi dei Led Zeppelin.

Andiamo con ordine.

Il paragone fonda sull’innegabile somiglianza tra la voce di Robert Plant e quella di Josh Kiszka, che ha reso difficile persino ai fan storici dei Led Zeppelin la distinzione tra i due!

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Plant, interpellato di recente sulla questione, ha scherzato: C’è una band di Detroit chiamata Greta Van Fleet, sono i Led Zeppelin I… Hanno questo meraviglioso giovane cantante, molto forte… lo odio!” E ancora, con una punta di sarcasmo: “Ha preso in prestito [la sua voce] da qualcuno che conosco molto bene, ma che cosa ha intenzione di fare? Almeno ha un po’ di stile, perché ha detto che ha basato tutto il suo stile sugli Aerosmith!

Che si tratti di battute bonarie lo conferma quanto il leader dei Led Zeppelin ha detto ai microfoni della stazione radio di Louisville 91.1 WFKP: “[Kiszka] è piuttosto bravo. C’è un lavoro da qualche parte per lui!”.

Lungi dall’alimentare una polemica inesistente, almeno tra i diretti interessati, Jake Kiszka ha sottolineato come i Greta Van Fleet s’ispirino sì ai Led Zeppelin, ma anche ad altri gruppi rock del passato (Black Smoke Rising, deve molto anche ai Lynyrd Skynyrd), esattamente come la band di Plant a suo tempo ha preso ispirazione da altri gruppi e generi musicali.

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“Ne abbiamo parlato tra noi, e ci sta bene usare i Led Zeppelin e altre band storiche come basi per quello che facciamo” – si legge su Guitar World – “Per quanto mi riguarda, non è tanto diverso da come i Led Zeppelin sono stati influenzati dagli artisti blues e da come gli artisti blues sono stati influenzati dai jazzisti francesi”.

Pur senza tirare in ballo direttamente i Led Zeppelin, Kiszka aveva già spiegato il punto di vista della sua band in una lunga intervista per l’edizione americana di Rolling Stone:

“Quando fai qualcosa di autentico, è facile per qualcuno dire: ‘Questo è un sound di questa o quella band degli anni Sessanta o Settanta. È un ritorno al passato’. La risposta è: Questo è perché in quel periodo la musica significava qualcosa, molto di più di quanto non significhi ora. Era fatta da artisti per artisti. Era musica per la gente”.

E chissà che non abbia davvero ragione, questo ventenne del Michigan. La musica, l’ “autentica” buona musica, è forse quella che sa guardare con intelligenza al passato. Al grande passato.

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