Home DisSing Basso livello della trap non perchè parla di sesso e droga ma...

Basso livello della trap non perchè parla di sesso e droga ma perché ne parla senza spessore

Il livello della trap italiana è basso non tanto perché si parla di sesso e droga senza pudore, ma perché se ne parla senza spessore

598
0
SHARE
trap
Voto Autore
Voto Utenti
[Total: 3 Average: 5]

Vorrei prendermi un minuto per chiarire uno o due punti riguardo alla trap, al suo successo e alla mia ripugnanza.

Non si offenda chi ritiene che il genere ecceda in esaltazione delle droghe, perché non è quello il punto: io sono cresciuto con artisti che sulla droga e le sue conseguenze, ci hanno costruito la carriera e malgrado questo, non ho mai fumato nemmeno una sigaretta. Ebbene sì, la promozione e il consumo non è detto che siano consequenziali.

No, il problema non sta nei contenuti, ma nel contenitore. È il modo sciatto, lo stile piatto, insipido che deve sconcertare. Il livello è basso non tanto perché si parla di sesso e droga senza pudore, ma perché se ne parla senza spessore. Manco le rime riescono a costruire. Come? Non ne hanno bisogno? Ok, ammettiamo che sia così, ma il linguaggio è fermo a un età prescolare e lo è sia per quanto riguarda l’aspetto testuale che per quello prettamente musicale.

La speranza, giusto per non passare per bacchettoni, è che questo fenomeno sia solo l’inizio di una nuova onda, ben più strutturata e conscia delle proprie capacità.
Per ora, così non è e non mi vergogno a dirlo.

Non sono un critico e quindi non rischio di fare la fine di quel tale che scrive sul giornale, giusto per citare uno che sulla rottura delle forme e sulla provocazione ha scritto la sua storia artistica, per cui non ho remore a denunciare che questa forma d’arte non è arte, ma puro marketing, al quale si spera, si sostituisca presto qualcosa che dia perlomeno l’apparenza di avere un senso che sia un po’ più profondo di un gorgoglio della fame.
Che se così non fosse, giusto per fare una metafora con il cinema, sarebbe come dire che ci aspetterebbero soltanto film con le scorregge di Boldi e nessun Martone o Sorrentino.

Insomma, senza pretesa di avere ragione (perché il rischio è di finire per apparire come un vecchio brontolone e scusatemi, ma vecchio ancora non sono), la trap italiana è una schifezza che ha nella produzione il suo unico punto di forza.

Racconta qualcosa?

Sì, questi anni asfittici e nichilisti, figli di decenni autoreferenziali come gli ottanta, o nebulosi e disorientati, come i novanta. Il problema è che lo raccontano male, ma nessuno, o quasi, sembra interessato a rendersene conto.
Punto!

SHARE
Previous articleNeil Young: concerto a Londra con Bob Dylan senza sponsor
Next articleFINALE X FACTOR 2018: VINCE LA RIVOLUZIONE, VINCE ANASTASIO
Luca Viviani
Iscritto alla SIAE dal 2002. Autore di testi e poeta Ho partecipato ad alcuni premi a livello nazionale ottenendo ottimi riconoscimenti e segnalazioni; tra gli altri: 1° class. Pr. Alpi Apuane; 1° class. Pr. Artepoesia a Montepulciano; 2° class. Pr. festa della donna – Viareggio; ecc... Alcuni componimenti sono stati pubblicati in antologie a livello nazionale quali: “Note di poesia – il meglio di Roxyweb.it”, “Navigando nelle parole” ed. il Filo ecc. Ideatore e curatore di incontri letterari in ambito poetico e di una rubrica di poesia su un mensile locale dal titolo “Officine Versilia” per il quale ho scritto anche alcune recensioni musicali. Dee-jay radiofonico per emittenti (sempre a livello locale) anche di prestigio come Radio Forte dei Marmi e Radio Babilonia, con programmi atti a promuovere la musica d’autore sia italiana che straniera e programmi di puro divertimento e satira. Nel 2007 vincitore della sezione autore di testi premio inedito - citta di Chieri Nel 2011 vincitore della sezione testo inedito del Premio Lunezia. Dal 2013 iscritto all'associazione muovilamusica, nata da un'idea di Alberto Salerno Nel 2014 ho partecipato al work-shop di lavoro organizzato dall'associazione muovilamusica, a cui ha partecipato Alberto Salerno, Alberto Simonluca Favata, Mara Maionchi, Giulia Fasolino, Mariano Dattoli, Tino Silvestri, Umberto Iervolino, Iniziatore e fondatore della pagina facebook volta alla promozione degli artisti emergenti e/o indipendenti, "musica dal web" Nel settembre 2013 esce il singolo “vado via” interpretato da Alino Vignali, di cui sono autore del testo Il 15 settembre 2014 è uscito il primo singolo di Camillo Avella dal titolo "uomo libero", di cui sono autore del testo, prodotto dalla Skè entartainment Nello stesso anno, vedono la luce anche il brano “tra le stanze di seta” scritto e interpretato da Corrado Halo e gli A7ico, e il primo singolo di Giuliana Danzé, "giorni pesanti", di cui sono autore del testo e produttore artistico e esecutivo insieme al compositore Massimo Pellegrini. Uscito nel novembre 2015, "Io", primo album della bresciana Elly che mi vede collaborare in qualità di autore di testi, nei brani: "andare avanti", "un brivido leggero", un amore a metà Uscito nel 2015, anche il singolo di Filippo Fuccillo, "notte per notte", con marchio Sony Del 2015 anche “matrix” e “salta le scale”, scritte con Elio Aldrighetti A giugno 2015 ho pubblicato il mio primo libro di poesie intitolato "dietro la notte", reperibile sulla piattaforma de la repubblica "ilmiolibro.it" e piazzatosi tra i primi dieci nel premio omonimo Settembre 2016, usciti, in contemporanea, il singolo "non lasciarsi mai", apripista dell'album "gomena", di Filippo Minoia e "le predicazioni" di Michele Papale Aprile 2017 fa la sua apparizione il brano “madre di Salem”, interpretato da Franky Harper e scritto in collaborazione con Tony Simeone

Commento su Faremusic.it