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Willie Nelson: “My Way”, un’oasi di vera musica che sarebbe piaciuta a Sinatra – RECENSIONE

Nuova fatica per il Willie Nelson, ancora in piena attività nonostante i suoi 85 anni. L’album si intitola “My Way” ed è un omaggio a Frank Sinatra

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Willie Nelson
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Nuova fatica per il Willie Nelson, ancora in piena attività nonostante le ottantacinque primavere.

L’album si intitola “My Way” ed è un omaggio a Frank Sinatra, che peraltro era un suo buon amico; l’impresa apparirebbe improba per chiunque ma il vecchio leone ne esce alla grande, il disco è gradevolissimo.

Il confronto con il grande Frank non si propone mai: questi era inarrivabile per swing, timbrica, intonazione e soprattutto personalità e autorevolezza, Willie è semplicemente se stesso e se lo può permettere; la sua vocalità più rude si presta tuttavia perfettamente ad un repertorio così nobile, la pronuncia musicale e l’interpretazione non sono mai velleitarie, bensì essenziali e sicure, le canzoni sono pienamente valorizzate.

Willie Nelson

La produzione non ha lesinato sugli arrangiamenti, fiati, archi e ritmica sono di ottimo suono e balance, la scrittura è corretta e gustosa, è un lavoro che invita ad essere riascoltato più e più volte, sempre che si abbiano i mezzi per apprezzarne lo spessore, ovvero i riferimenti non solo alla produzione del grande Frank ma ad archetipi come le massicce jazz big band di Ellington e Basie, con chitarre ritmiche “in quattro” di maestri tipo Freddie Green e un suono di contrabbasso bello chiaro e potente che tiene conto dell’opera di Ray Brown, per citare solo alcuni tra le decine di modelli in questo meraviglioso campo.

Willie offre una bella prestazione in tutti i brani, è un piacere ascoltare un cantante di spessore e mestiere, che non pensa proprio a dimostrare niente a nessuno e si esprime soprattutto con un grande relax; la versione di “My Way” è esemplare per arrangiamento ed esecuzione sia del frontman che degli strumentisti, ed era il pezzo più pericoloso; bella anche “What is this thing called love”, in cui l’ospite Norah Jones è enormemente più valorizzata che in alcune sue personali produzioni, più concilianti verso chi non digerisce l’estetica jazzistica, e quindi sicuramente più remunerative.

Willie Nelson

Belle anche “Fly me to the moon”, “A foggy day”, ma in realtà tutti i brani hanno peculiarità e spessore, che si apprezzano sempre di più ad ogni ascolto.

Il purulento problema di assecondare per forza la picchiata del gusto musicale di massa, che ci affligge ormai da vari lustri, in questo cd non si pone proprio: le armonie sono quelle, non si tende a semplificarle con la fiamma ossidrica, gli archi non suonano solo come un sottofondo di note lunghe ma forniscono spesso un’armonizzazione ulteriore e una melodia in contrappunto, il piano suona di legno e avorio, le pelli della batteria ci sono, si distinguono le bacchette dalle spazzole, e agiscono insieme alla cavata del contrabbasso ed alla chitarra semiacustica. C’è anche qualche breve solo…

Belle canzoni, bella produzione, bell’orchestra, bel cd.

Grande Willie, vecchio leone.

Willie Nelson

Tracklist “My way” – Willie Nelson

“Fly Me to the Moon”
    “Summer Wind”
    “One for My Baby (and One More for the Road)”
    “A Foggy Day”
    “It Was a Very Good Year”
    “Blue Moon”
    “I’ll Be Around”
     “Night and Day”
    “What Is This Thing Called Love” (with Norah Jones)
    “Young at Heart”
    “My Way”

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Alessandro Filindeu
Vivo a Roma, non sono un giornalista, sono musicista professionista da quando avevo ventidue anni, ambito pop ma formazione jazz, ho suonato in una cinquantina di programmi Rai, ho ottenuto la idoneità per insegnare in Conservatorio nel 2005, lavoro con un importante produttore come assistente musicale e di produzione e come chitarrista, ho collaborato con vari musicisti, scritto e arrangiato un po' di cose, avuto a che fare con il Festival di Sanremo in varie "vesti" a partire dal 1993. Insegno chitarra moderna in varie scuole di area romana, armonia moderna e tecnica dell'ascolto presso la "Accademia Spettacolo Italia" di Roma. Ho collaborato come "ghost writer" a due tesi di laurea in storia della musica pop italiana, ho partecipato alla organizzazione di varie Master Classes di grandi musicisti italiani e stranieri, in tempi recenti ho co-prodotto due cantanti esordienti, con ambedue fallendo clamorosamente ma acquisendo di conseguenza una grande conoscenza del mondo del pop italiano degli ultimi anni. Ho una maturità classica, ho frequentato due facoltà universitarie e un Conservatorio per un totale di 21 esami sostenuti ma non ho finito nessuna delle tre cose, inevitabilmente la mia prima attività è quella dell'insegnante.

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