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Sfera Ebbasta chi? – Ai concerti ci siamo andati anche noi

Dopo la tragedia consumatasi nella discoteca in provincia di Ancona, leggo: Sfera Ebbasta chi? Eppure ai concerti ci siamo andati anche noi da giovani, e non solo

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di Manuelita Maggio

Dopo la tragedia consumatasi nella discoteca in provincia di Ancona, leggo: Sfera Ebbasta chi?

Gente orgogliosa di non sapere chi sia uno che vende migliaia di dischi, uno dei pochi italiani in classifica su Spotify, quello che piace a figli e nipoti. Altri che riescono solo a definirlo coglione tatuato, giudicano genitori e ragazzi, mi fanno venire la nausea.

Mi consolano i ricordi e l’orgoglio di avere la madre che ho, la donna più ansiosa che io conosca, ma.

Avevo 17 anni e vivevo in un paesotto del sud.
Mamma, si avvera il mio sogno, i Rolling Stones vengono in Italia a Napoli, io vado al concerto, o mi fai andare o scappo di casa” .

Lo so, quanto costa il biglietto? Ecco i soldi e divertiti”.

Per una giovane donna sola con 3 figli significava morire di ansia e paura, ma non esitò. Partimmo per Napoli all’alba del 17 luglio 82 in 5 in una Fiat 127. Non esistevano i cellulari. Lo stadio San Paolo era strapieno, 12 ore di attesa sotto il sole, 40 gradi, senza acqua, Ladies and Gentlemen The Rolling Stones e la felicità dentro.

Tornammo all’alba del giorno dopo, sfiniti, con l’energia della gioia. Mia madre mi aspettava sveglia, e quando entrai non andò a dormire, mi disse: “racconta“.

Prima c’erano stati i Police, Frank Zappa, dopo vennero Bruce Spingsteen, gli U2, David Bowie e tanti tanti altri, e ogni volta lei sapeva tutto, si informava: “ho visto Bono in TV, ma quante ore ha suonato Springsteen?

Nell’87 arrivarono i Duran Duran a Bari e la mia sorellina era troppo piccola per andarci da sola e mamma, sempre senza esitare, prese i biglietti e il pullman e via con lei a vedere il concerto: “non mi perderei per nulla al mondo quella gioia negli occhi di mia figlia“, disse, ma poi si divertì anche lei.

Dieci anni dopo nel ’97 l’avvisammo che saremmo andate, io e mia sorella, al concerto “più affollato” di tutti i tempi in Italia, gli U2 al Campovolo e lei guardò tutti i tg, forse sperando di riconoscerci tra la folla, mentre i miei suoceri di allora, a cui lasciai mio figlio Andrea di 4 anni, mi davano della pazza.

Arrivò nel 2005, con mia figlia Betta di 7 mesi, un altro Campovolo, e lei, mia madre, venne dalla Puglia per tenermi la bambina e lasciarmi andare da Ligabue: “Con Roberta vi vedete lì, vero?

L’estate scorsa è toccato a me. Mia figlia di 12 anni: “mamma, tu lo conosci Ghali?“. “Sì, ma fammi ascoltare bene il suo ultimo disco“. Ecco, c’è il suo concerto a Piacenza, io vorrei andare.
Ok, compriamo i biglietti online, sentiamo altri amici con figli che vogliono andare e si va“.

Siamo andate, ci siamo divertite e io e la mia amica Elettra abbiamo comprato per loro, bandana e braccialetti con l’esperienza delle navigate mista alla gioia da adolescenti.

Se cercassi una chiusa, vi direi che con tutta la mia famiglia, mamma compresa, a marzo andremo ad un concerto, ma non cerco la chiusa e vi racconterò Strada facendo.

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