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Fahrenheit 11/9: il docu film di Michael Moore sulle tragiche verità del governo USA

Michael Moore, noto regista di film documentari sul sistema politico e sociale degli USA, e il documentario politico Fahrenheit 11/9

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Michael Moore, noto regista di film documentari incentrati sui problemi inerenti il sistema politico e sociale degli USA, e il suo nuovo, pungente, documentario politico: Fahrenheit 11/9.

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Il titolo costituisce un chiaro richiamo al precedente film Fahrenheit 9/11, basato sull’accesa critica nei confronti della presidenza di George W. Bush e della sua politica durante la guerra al terrorismo.

Il suo ultimo documentario ripercorre il tema delle elezioni presidenziali di Trump, sviscera con amara ironia gli interrogativi legati alla sua elezione, gli insuccessi del Partito Democratico responsabili della sua vittoria e le conseguenze che si sono riversate sul popolo americano.

Moore riporta i riflettori sulla tragedia dell’acqua inquinata di Flint (causa di gravissime malattie che hanno colpito migliaia di bambini del Michigan), sulle sparatorie di massa nelle scuole, sui movimenti giovanili sorti all’indomani del massacro alla Majory Stoneman Douglas High School che rivendicano il controllo delle armi, sul malgoverno fondato sulle bugie di politici avidi e senza scrupoli.

Il regista invita il mondo intero ad agire. Nel film, Moore accusa il Partito Democratico e Obama di essere stati responsabili dell’elezione di Trump attraverso un’errata campagna elettorale che ha suscitato la profonda delusione degli elettori.

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Durante un’intervista rilasciata in occasione della Festa del Cinema di Roma, il regista ha dato un suo parere anche sulla situazione politica italiana. Facendo riferimento ad una forma moderna di fascismo, si è chiesto:

Voi italiani siete razzisti? Questo è diventato un paese razzista? Non vorrei crederlo. In America abbiamo una lunga storia di schiavitù, razzismo e misoginia. È questo che volete diventare voi italiani? È questo che vogliamo essere noi americani? È una domanda profonda a cui occorre trovare una risposta al più presto, perché stiamo andando verso il bordo della scogliera e tra poco la oltrepasseremo”.

E ancora:

Quello che l’Italia può offrire al mondo è così tanto e profondo che io vi imploro: siate ancora l’Italia, ma non quella che dicono i politici ‘prima gli italiani’, quella che ho conosciuto io. Abbiamo bisogno di voi, il mondo ha bisogno di voi.”

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Dell’incontro con Papa Francesco, Moore ha ricordato:

Mi ha detto che gli sono piaciuti i miei film ed io gli ho chiesto: Santo Padre, Lei crede che il sistema capitalistico che dà vantaggi a pochi, i ricchi, e svantaggia i molti, i poveri, sia un peccato? Lui mi ha guardato negli occhi e mi ha risposto: Sì, è un peccato; i poveri devono essere sempre i primi.

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