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Lo showman Vincenzo De Luca, il Buster Keaton della politica italiana

De Luca e la sua amara ironia, insieme alla sua maschera tagliente, ricorda la comicità di Buster Keaton, passato alla storia per il comico che non ride mai

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De Luca
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Vincenzo De Luca è uno dei pochi politici laureati in Filosofia. Non lo conosco personalmente ma seguo spesso le sue video pillole su il Fatto Quotidiano, dove la sua amara ironia e il suo disincanto satirico, supera qualsiasi comico italiano dall’epoca post Totò.

La sua maschera tagliente e per certi lati persino sofferente mi ricorda la comicità di Buster Keaton passato alla storia per il comico che non ride mai. De Luca non ha peli sulla lingua ma resta sempre in un ambito di distaccata eleganza, senza mai lasciarsi abbandonare all’aggressività verbale.

Aldilà delle appartenenze politiche, dei conflitti ideologici e culturali di destra e sinistra, è assai difficile non identificarsi nel suo pensiero, nella sua filosofia critica del massacro culturale avviato da anni in questo Paese, nella sua faccia sconsolata di chi non riesce neanche a immaginare un risveglio morale e politico futuro.

de luca

Maurizio Crozza ne ha fatto un personaggio, prendendolo di mira per il suo ego. Faceva sicuramente ridere, ma la comicità amara di De Luca lo supera di qualche lunghezza, perché lui non si mette in scena recitando, ma comunicando quello che realmente pensa grazie al suo irresistibile linguaggio e alla sua maschera che trae origini nell’antica teatralità partenopea o nel cinema muto di Keaton.

L’ultimo videomessaggio sul ministro Toninelli “nomen omen – Tonnarello sembra scritto da Dario Fo.

“Alle volte penso a Mina che se ne sta a Lugano nel canton Ticino e mi viene voglia di andarmene là. Abbiate pietà di noi”, prega davanti alla telecamera con l’ espressione sconsolata.

“Toninelli ha dei presagi e delle visioni, ha visto scorrere un fiume di Tir nel Brennero… dice che in 14 mesi rifaranno il Ponte Morandi e ce ne hanno messi due per nominare un commissario senza le coperture. E che fa il commissario senza soldi ? Va sul ponte a benedire i genovesi? Abbiate pietà”.

 

Il suo “prepariamoci a vivere tempi difficili” detto tra una battuta e l’altra è un messaggio di una verità assoluta. De Luca sembra aver studiato alla perfezione la scienza della psicodinamica, ovverosia la capacità percettiva di osservare la realtà con entrambe le visioni, quella associata essendo “dentro” la politica e quella dissociata, fuori dal suo ruolo, come un qualsiasi cittadino.

E’ stato sindaco per quattro mandati, presidente della Regione Campania, ma contemporaneamente cittadino con la visione critica di una persona comune. Una sorta di dottor Jeckyll e mister Hyde. Il politico impegnato nelle istituzioni e il cittadino disgustato dalle stesse. Ma quello che colpisce di più di questo sdoppiamento della personalità è il suo talento drammaturgico, la sua irresistibile vis comica.

Ritorno al parallelo con l’attore, sceneggiatore e regista del cinema muto. Buster Keaton riteneva un comico che ride di sé stesso poco credibile.

Nel 1965 il cinegiornale della Rai riporta un’intervista, risalente al periodo in cui l’attore era a Roma per le riprese di Due marines e un generale. In questa occasione Keaton stesso spiega che era sempre stato sul palcoscenico fin da piccolissimo insieme al padre, e già da allora aveva capito che per fare ridere il pubblico bisognava avere un’espressione triste e glaciale: a poco a poco si era dimenticato di avere quella maschera, rendendosene conto solo durante i primi film.

de luca

Così la stessa maschera triste e glaciale di De Luca, impreziosita però dai suoi testi, ci sorprende alimentando in noi due distinte emozioni: la risata e la malinconia, la trasgressione e il disagio.

Per queste sue caratteristiche De Luca, volente o nolente, è il miglior showman del momento. Se decidesse di esordire nei teatri farebbe interi sold out. Se decidesse di prestarsi all’intrattenimento televisivo ammazzerebbe l’intera categoria dei comici italiani perché esprimere ironia e disagio insieme è una dote straordinaria.

Caro De Luca prima di trasferirti a Lugano vicino alla villa di Mina, resta tra noi e facci sorridere con gusto e intelligenza. Ne abbiamo un gran bisogno. 

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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