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OPEN, un concerto contro la barbaria dei porti chiusi

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di Oscar Macete

Demetrio Stratos nei Ribelli cantava “Pugni chiusi / non ho più speranze / la notte è sempre più nera”. Oggi nel medioevo 2.0 che sta vivendo l’Italia, Demetrio cambierebbe solo la prima parola. Da “pugni” a “porti”. Al momento contro la barbarie, non si ode un sol grido di protesta dalla “compagnia cantanti”, ad eccezione di Francesca Michelin, finalmente una giovane che si distingue dalla massa dei bimbiminkia. Chi invece dovrebbe dare il buon esempio, gli artisti da “cancella il debito”, restano in un silenzio assordante, a parte i nuovi cortigiani che si accodano ai nuovi imperatori, come Rita Pavone. Una che da giovane chiamavano La Zanzara e che ora ha il pungiglione senza navigatore per cui punge senza senso e senza criterio.

Forse pensa che Eddie Vedder sia iscritto al PD. Nel mondo del cinema solo Paolo Virzì si è schierato contro i nuovi crociati, per il resto SILENZIO come tra il primo e secondo tempo durante l’intervallo. Solo pochi anni fa, con quello che sta accadendo ora in Italia, si sarebbero mossi tutti, invece niente.

Ricordo Dario Fo che organizzò uno spettacolo contro la Lega che sbraitava la secessione, cantando persino l’inno di Mameli. “Mai avrei pensato di cantarlo sul palco, guarda un po’ che mi tocca fare” disse sorridendo. Poi zero assoluto, come il nome del noto duo canoro. Nessuno protesta, neanche Fiorella Mannoia che oltre ai capelli ha il cuore rosso. Quindi tocca a Roberto Saviano farlo… Peccato non faccia l’artista ma lo scrittore. Ma va bene così, almeno tre ci sono. Pochini, ma chissà, forse quando annegheranno nelle nostre acque altri cento, duecento, trecento disgraziati, magari qualcuno oserà alzare la voce senza paura di non vendere più dischi o libri ai grilliSTI.

Domenica scorsa a Pontida, al raduno dei fascio-leghisti, il nuovo condottiero crociato, rivolgendosi al cielo con un rosario in mano, ha promesso che governerà per trent’anni, più di Mussolini, dieci più di Berlusconi. Ovviamente nessuno ci crede, ecco perché nessuno protesta. Invece mai sottovalutare i megalomani, soprattutto se governano, perché chi va in disgrazia è la gente. I despoti cascano sempre in piedi, alle volte forse a testa in giù, ma se la cavano sempre in un modo o nell’altro.

Ora direte voi, “ma perché tocca sempre agli artisti smuovere le coscienze? Poracci…”.
E chi se no? Chi può catturare consenso popolare se non gli artisti? In fondo il capo dei grillini non è mica un ragioniere o un funzionario, è un comico e un uomo di teatro. Ora immaginatevi se Vasco Rossi si presentasse alle elezioni. Come minimo prenderebbe due milioni di voti, potrebbe diventare premier in 24 ore. Chiaramente essendo una persona intelligente e un artista vero, non lo farebbe mai. La sua unica tessera politica nella vita è stata quella del Partito Radicale perché convinto anti-proibizionista. Ma però Vasco… una parolina contro sto razzismo dilagante, contro l’egoismo medioevale 2.0, contro la barbarie… no?

Bene, a questo punto la notizia. I porti chiusi, si devono riaprire.

E’ possibile che grazie alla sensibilità di alcuni sindaci evoluti contrari alla barbarie imperante, si ospiti un concerto itinerante nei porti italiani, che sono grandi, ospitali, aperti e magari persino gratuiti. Un concerto per dare una scossa a questa pericolosissima inerzia popolare. L’idea sta girando su vari tavoli. Qualche contatto è stato preso e qualche sindaco ha dato il suo si. Ora mancano gli artisti, quelli che devono schierarsi non per motivi promozionali, ma per motivi di civiltà e di umanità.

Quando il vostro Oscar Macete avrà abbastanza informazioni sullo stato del progetto che si chiama OPEN, ve lo farà sapere, perché la mobilitazione contro la barbarie dovrà essere enorme, naturalmente se vogliamo un mondo migliore fatto di persone e non di crociati con le armi affilate sul comodino.
Besos.

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